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AAA
recensioni
Coperdina di Eighth Wonder - AAA
Eighth Wonder
Album pubblicato il 18 Settembre 2013
L'album ha debuttato alla #1 della classifica Oricon, divenendo il primo debutto in prima posizione del gruppo.
Il disco contiene sonorità prettamente j-pop con influenze dance/elettroniche.
Disponibile in ben tre edizioni: 2CD, 2CD+DVD e 2CD+DVD+Borsa per il pranzo.
844 click, un solo voto degli utenti
di Simo_chan
Pubblicata il 20 Settembre 2013
Riproposta ed aggiornata il 08 Ottobre 2013
AAA - Eighth Wonder
“Eight Wonder” è senza dubbio un titolo carico di aspettative, ma chi conosce bene gli AAA sa di potersi fidare. Perchè scegliere un titolo simile? Semplice: perché quella che stiamo esaminando è proprio l'ottava fatica in sala di registrazione per quello che ormai è uno dei gruppi j-pop più influenti e consolidati della scena. 
Gli AAA possono contare su una formula vincente che è andata affermandosi nel tempo: bellezza, stile, ritmo e un sound fresco sempre al passo con le tendenze musicali del momento. E visto che negli ultimi tempi i nostri beniamini non hanno sbagliato un colpo, neanche uno, mi sono avvicinato a questa nuova fatica carico di aspettative: neanche a dirlo non sono rimasto deluso, nonostante ci siano degli appunti da fare. 
L'album è strutturato in due CD e non a caso: procediamo dunque con l'analisi del primo. 
Il primo disco si apre con una carrellata di pezzi up-tempo che non lascia scampo: il primo di questi è proprio quella che dà il titolo al disco. La versione originale di “Eight Wonder” è contenuta nel singolo d'inizio estate “Love Is In The Air” ed è qui riproposta in una nuova versione. Il brano in sé è uno dei migliori di tutta la discografia degli AAA, una bomba a orologeria incalzante, sfacciata, martellante e discotecara (un occhio di riguardo per la parte rap di Mitsuiro, una gioia.) Nella “album version” non viene aggiunto nulla di nuovo ma le parti vengono, per così dire, “riassemblate” in un nuovo ordine e riproposte in vari punti, con il risultato di allungare la traccia di un minuto buono. Risultato? Seppur non necessario, un piacevole diversivo. Ho passato l'estate ad ascoltare a ripetizione la prima versione, adesso l'ho sostituita con la nuova. 
Neppure il tempo di riprendere fiato ed ecco partire “PARTY UP”, a-side dell'omonimo singolo primaverile. Il pezzo, che a suo tempo fu immediatamente apprezzato dal fandom, è pura dance ballabile dall'inizio alla fine, con un beat trascinante e una melodia irresistibile, quasi lirica. Viene spontaneo accostarlo ad “Eight Wonder” per impatto sonoro, ma questa traccia, rispetto alla precedente, risulta meno pesante e più pulita. 
L'inedita “I KNOW YOU KNOW” prosegue il percorso iniziato con le tracce che l'hanno preceduta, intervenendo con un sound martellante e sporco che strizza l'occhio a sonorità dubstep e ci mostra un lato inedito della band, quello più aggressivo e provocatorio. Niente da dire: il pezzo funziona, cattura e diverte, è l'ennesimo colpo ben riuscito. 
ALIVE”, seconda traccia del singolo “PARTY IT UP”, consente all'ascoltatore di riprendere fiato ma non rinuncia al ritmo. La canzone fonde una melodia dolce, dotata di una delicatezza tutta sua, e un sound elettronico che vi si sposa perfettamente esaltandone la forza comunicativa. 
Il brano che, per così dire, chiude la prima parte del primo disco è “Love Is In The Air”, compagna di Eight Wonder nel singolo di cui abbiamo già trattato. Una traccia ben fatta, che funziona come le precedenti, e che come le precedenti insiste sul filone dance ma con una grazia che permette di accostarla con naturalezza a “ALIVE”. 
Molte canzoni degli AAA hanno questa qualità, di proporre sonorità elettroniche senza rinunciare alla bellezza della melodia e senza doversi ridurre per forza alle solite cafonate da discoteca senza arte né parte. 
Ma eccoci giunti ai tre brani più lenti del CD i quali, per così dire, spezzano la cadenza dell'album (che verrà ripresa solo nella parte finale): il primo di questi è “Koi Oto To Amazora”, a-side dell'ultimo singolo proposto dalla band prima dell'uscita di questo album, qui proposta con una breve intro strumentale. Lo stacco rispetto a quanto ascoltato finora è decisamente netto, nonostante sia sempre presente un beat abbastanza vivo in sottofondo, ma chi apprezza anche il lato più “struggente” degli AAA non mancherà di apprezzare questo pezzo che si inserisce appieno nel solco delle classiche ballad del gruppo. Chi invece, come me, preferisce gli AAA sfrenati e trova che sia nei pezzi veloci che danno il loro meglio, si chiederà: perché, perché da quello stesso singolo non avete invece estratto la b-side “MASK”? Non solo è un pezzo bellissimo, forte e incisivo, ma si sarebbe sposato benissimo con le altre tracce e avrebbe impreziosito questo disco. Meritava davvero, peccato. Cediamo adesso il testimone a “Miss you”, anch'essa un'a-side di quello che è stato il singolo invernale del gruppo pubblicato a Gennaio. Decisamente più ritmata del brano precedente, questa mid-tempo, pur non imprimendosi nella testa con la forza da scarica elettrica delle prime tracce, funziona e convince grazie ad un ritmo abbastanza incalzante e a ad un ritornello particolarmente emozionante. La traccia seguente, “Hohoemi no Saku Basho”, fa parte dello stesso singolo ed è una ballad dal sapore invernale, con quelle atmosfere classiche da Natale giapponese con le lucine che sfavillano e i fiocchi di neve che cadono. Le ballad degli AAA non sono mai brutte, e oltretutto, come accade quasi sempre, la parte rappata, seppur breve, impreziosisce la canzone e le imprime un po' di carattere, ma è innegabile che in un album simile questa sia la canzone che, insieme a “Koi Oto To Amazora”, più delle altre tende a eclissarsi e a restare in ombra, forse immeritatamente. Le due tracce finali appartengono al singolo autunnale “Niji” dell'anno scorso. Si tratta di due pezzi che si assomigliano molto nel sound e nello spirito: vitali, solari, permeati di una solennità gioiosa. Si percepiscono per ciò che probabilmente sono a tutti gli effetti, due inni alla giovinezza e alla vita: la più scatenata “good day”, dalle sonorità dance influenzate dalla dubstep, e la più calda“Niji”, felice, allegra, dai toni spensierati e intimi. Non siamo ai livelli di coraggio nella sperimentazione e di coinvolgimento emotivo di “Eight Wonder” e simili, ma si tratta a ogni modo di due tracce più che godibili in quella loro ingenuità infantile che è presente anche in altri brani non solo di loro, ma di molti altri artisti pop giapponesi. 
Così si conclude l'ascolto del primo CD. Una cosa che avrete sicuramente notato: solo un brano è totalmente inedito. Nonostante sia un piacere ascoltare insieme tutte le loro hit degli ultimi tempi, se si fossero limitati a questo sarebbe stata una grana non da poco; ed è qui che interviene il secondo disco, che propone altri quattro inediti ma con una formula particolare: sono tutti duetti (già era stato possibile per i seguaci fedeli del gruppo ascoltarne delle brevi preview, accorpate insieme in un unica traccia, all'interno del singolo “Love Is In The Air”.) 
La prima traccia è la struggente “Memory Lane”, interpretata da Naoya Urata e Shinjiro Atae. Un giro di piano che si accompagna a un ritmo soffice e rarefatto e a campanelli vari d'atmosfera: una nuova ballad nello stile più classico degli AAA, imperdibile per chi ama il genere e un po' stucchevole per chi è in cerca di una nuova “Eight Wonder”. 
Di tutt'altro genere l'avvincente TRAP, cantata dalle ragazze del duo, Misako Uno e Chiaki Ito. Una up-tempo che gioca su una cadenza trascinante e un beat computerizzato. Il risultato è una traccia che, nonostante il sapore un po' ingenuo, convince grazie alle voci ammalianti e al sapore “futuristico”. 
Believe”, di Mitsuiro Hidaka e Shuta Sueyoshi, è una mid-tempo che si differenzia dagli altri pezzi per il sapore R&B dell'arrangiamento e può contare su un ritornello particolarmente sentito ed emozionante. Quasi inutile ribadire come il rap di Mitsuiro, sempre un piacere per le orecchie, contribuisca a costruire una base solida per la buona riuscita del brano. 
L'ultimo inedito è “drama”, con Takahiro Nishijima e Misako Uno alle voci. Di nuovo un brano di medio tempo, scandito da un corpo vocale avvolgente, davvero appassionato in certi punti, e da un ritornello emozionante e caldo. Dolce senza risultare stucchevole: il pezzo funziona. 
Il “Wonder Land remix” di “Eight Wonder” proposto a questo punto offre un'interpretazione completamente nuova del pezzo. Un'arrangiamento incalzante e allo stesso tempo onirico, voci pesantemente modificate e rarefatte e ritornelli pompati e caotici: una reinterpretazione particolarmente avvincente, così casinista che quasi sicuramente ci saranno molti che non l'apprezzeranno. Detto questo, mi permetto di aggiungere che il livello di perfezione della traccia originale è impossibile da raggiungere. Stop. 
L'ultimo brano è una versione acustica di “Koi Oto To Amazora”. Che dire? Hanno riarrangiato al piano una canzone che era già lenta di suo. Sarebbe stato probabilmente più interessante provarci con qualche pezzo più movimentato, ce n'erano vari tra cui scegliere nell'album. Ribadisco: anche questa traccia passerà un po' in ombra per chi si è entusiasmato sulle sonorità up-tempo, ma non è certamente brutta. 
Tirando le fila del tutto: gli AAA hanno confezionato l'ennesimo buon prodotto, inserendo vari tipi di sonorità capaci di accontentare i gusti più disparati. Chi, come me, apprezza enormemente di più il lato aggressivo del gruppo (credo si sia ampiamente capito) rimarrà un po' deluso dalla scelta di inserire, tra i cinque inediti, solo due pezzi up-tempo e di insistere invece su altri tipi di sonorità più contenuti e intimi. Sembra che per qualche oscura ragione gli AAA tengano particolarmente alle ballad, tanto che a Marzo hanno pubblicato un best incentrato unicamente su questa tipologia. Mi chiedo perchè, visto che è in tutt'altro ambito che danno il massimo! 
Detto questo, l'album si ascolta, si ascolta e si riascolta che è un piacere, fila liscio e senza intoppi. Il primo disco, essendo una raccolta di tutti i singoli, è una bomba immediata e suona familiare all'orecchio; il secondo ha bisogno di qualche ascolto in più per essere apprezzato, ma presto o tardi arriva anche il suo momento. Personalmente, quando metto su questo disco è quasi unicamente per ascoltare le prime tre tracce del primo disco, delle vere e proprie perle di cui consiglio vivamente l'ascolto anche a chi non è pratico di questo gruppo. Che aggiungere? Adesso mi aspetto una “nona meraviglia” in grande stile (e che sia dance dall'inizio alla fine, grazie!)
Qualità complessiva delle tracce: 8.5
Musica: 8.5
Voce: 9
Copertina: 9
Copertina Limited Edition/First Press: 9
Qualità Promo Picture: 9
8.83
Media dei voti degli utenti: 8.5
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Opinioni sul disco ''Eighth Wonder''
#01
Kikyo91
Voto: 8.5
http
mail
Allora, se dobbiamo valutare il prodotto in se, dando un giudizio sulla qualità dei brani, beh, devo dire che questo album è veramente molto bello! Una cosa che si va pian piano a notare è che gli AAA stanno maturando molto musicalmente, discostandosi dai pezzi più jpop di inizio carriera, all'urban ed alle ballate (che, non a caso, occupano gran parte dell'album). C'è però una grande pecca, non trascurabile: gli inediti, escludendo i duetti, sono solo uno (I KNOW YOU KNOW) e sono state inserite veramente TROPPE bsides, che per quanto belle, sembra stiano incidendo negativamente sulle vendite dell'album (e la cosa francamente non mi stupisce più di tanto). Non si spiega come mai la Avex abbia voluto fare una mossa cosî azzardata(e poco intelligente lol) e mettere tutte quelle bisides al posto di altri inediti. A parte questo, le tracce sono tutte molto belle, questa volta però preferisco le ballate ai pezzi dance, di cui però adoro l'inedito e Party it up! Niji è una delle canzoni che più amo della band, ma la ballata che più mi ha colpito quando uscî è stata Miss You, Davvero toccante. Riguardo i duetti, tutti molto belli, al top sicuramente Drama (interpretazione perfetta e vocalità eccezionale!) e Believe. Memory Lane è una dolcissima ballata, TRAP è carina ma ho decisamente preferito Last Love dell'anno scorso!
Detto questo, se dovessi dare un giudizio in base alle scelte di mercato...beh, gli do un 6, per via di ciò che ho detto sopra. Ma d'altro canto, le tracce sono tutte davvero belle e si amalgamano bene nell'album. Quindi per questo, il mio voto diventa un 8.5! ma sono certa che sarebbe stato più alto con una tracklist diversa. Mi auguro che la Avex capisca il suo errore e che dia la giusta considerazione a questo gruppo, che merita davvero molto di più di quello che gli viene dato a disposizione!.
2013-09-20 17:14:04
 
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