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ACO
recensioni
Coperdina di irony - ACO
irony
Album pubblicato il 18 Giugno 2003
Sesto Album
86 click, nessun voto degli utenti
di Bobby Drake
21 Marzo 2008
ACO - irony
irony, sesto album dell’artista, mostra un lato tutto nuovo della cantante che produce canzoni in stile completamente sperimentale e alternativo. ACO sfrutta la musica cercando di creare nuovi suoni e sempre più meccanici e elettronici creando uno stile molto diverso dal suo solito ma che riesce a stupire l’ascoltatore.

Il lato sperimentale lo si percepisce subito con la piccola intro 00000 nella quale si sentono suoni meccanici che vanno e vengono mentre cori di voci che sembrano sirene, intonano dei gargarismi vari. La seconda traccia Akai Shishuu si apre in stile tipico cino-giapponese, con uno strumento a corda tipico orientale che strimpella note mentre è accompagnato da basi elettroniche; la voce della cantante è sussurrata e quasi impercettibile anche se verso la fine cerca di elevarsi intonando acuti molto alti che sembrano provenire da una sirena d’allarme. lang segue sempre questo stile, si apre con cori di voci angeliche per poi passare alla voce di ACO dolcemente sussurrata che sembra quasi che si stia per spezzare; il suono del violino di accompagnamento dona ancora di più un alone di mistero e di melanconia molto pronunciati in questa traccia molto alternativa.hans a mio avviso è la canzone più interessante del cd poiché dona un senso di pace, tranquillità e di fanciullezza. I suoni di sottofondo ricordano molto quelli di un bosco: gli uccellini, i grilli e le foglie che si muovono, mentre i tamburi suonati pacatamente donano un senso di tranquillità; la voce di ACO qui non è sussurrata ma sostenuta in modo però molto calmo e pacato e sembra essere intonato da una ninfa greca dei boschi dato che l’ambiente che questo brano evidenzia è quello dei boschi e delle foreste. Unico singolo estratto dell’album invece è Machi canzone prodotta dalla band islandese múm che gli dona un tocco di musica sperimentale glaciale del nord. Il suono è scarno e quasi inesistente se non nel ritornello in cui si sentono suoni di batteria e di altri strumenti suonati a mo di tamburi; questa canzone non si basa più sulla musica come le precedenti ma sulla parte cantata che qui è molto più presente. Come sempre la cantante ha una voce un po’ languida e molto vanescente che però si adatta assai bene al tipo di musica scelto per questa traccia.
Uraniwa sembra essere cantata su una spiaggia deserta con un cielo pieno di nuvole grigie che preavvisano tempesta: vi è presente uno strumento che suonato ricorda le onde del mare che si infrangono sulla spiaggia, mentre la voce di ACO sembra risuonare come un eco su una spiaggia dove nessuno può udire il suo canto. I cori come sempre non mancano e qui sembrano essere intonati dalle stesse nuvole in risposta al lamento dell’artista(lo so sono molto poetico, ma chi non lo sarebbe ascoltando questo cd?) che verso la fine si fa quasi straziante e molto solitario, infatti la sensazione che si può provare ascoltando questo brano è la solitudine e l’abbandono. Subako si distacca invece completamente dal resto dell’album e sembra infatti non appartenere proprio per niente a questo cd, il tutto si apre con una chitarra acustica che suona delle note abbastanza tristi che vanno ad accompagnare la dolce voce di ACO mentre anche dei violini vengono suonati per rafforzare il suono della chitarra; il ritornello ritorna invece nello stile del cd per i cori di varie voci che sono presenti in tutte le tracce dell’album. La canzone omonima irony sembra essere quasi una ninna-nanna intonata per tutti i bambini del mondo anche se verso il ritornello si trasforma in un suono un po’ più duro e più rock restando però sempre una canzone molto dolce e molto melodica grazie alla incredibile e flebile voce dell’artista. L’atmosfera qui è più calma e rilassata e non trasmette più solitudine, ma un senso di pace con se stessi e con il resto del mondo. Kuuhaku no Suna si apre molto lentamente con suoni quasi inesistenti per poi sentire la voce della cantante che comincia a intonare il suo flebile canto quasi come una preghiera; il suono è come sempre molto sperimentale ed elettronico anche se resta molto calmo e pacato; tutto il brano sembra proprio essere una preghiera rivolta al cielo dalla cantante e ci trasmette all’ascolto un senso di pace e serenità spirituale. A concludere il tutto troviamo la breve Kitchen che stupisce per la sua semplicità e la sua purezza, molto fresco ma anche mistico è il suono e la sensazione che trasmette è quella di una rinascita o comunque di un cambiamento e rimando molto alla precedente hans con i suoi suoni di bosco e gli echi profondi della voce di ACO.

Questo album è davvero splendido per chi ama questo genere musicale alternativo e sperimentale, invece per chi è abituato al pop o comunque ad uno stile più semplice, troverà queste canzone un po’ astruse e difficili da ascoltare. L’ideale sarebbe sentire questo cd di notte da soli in casa poiché ACO in ogni nota ci trasmette sensazioni diverse a volte molto discordanti tra loro.
Qualità complessiva delle tracce: 8
Musica: 9
Copertina: 8.5
8.5
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