ACO
recensioni
di Bobby Drake
14 Aprile 2008
mask, oltre ad essere il primo mini-album di ACO è anche la prima esperienza elettronica della cantante che si distacca totalmente dall’ultimo album, irony che conteneva musiche e suoni molto più ambient.
ya-yo! è la traccia iniziale, per la quale ACO registrò anche un semplicissimo video musicale nel quale vi era lei stessa assieme a due ragazzi seduti ad un tavolo. Il suono è fortemente elettrico misto molto al pop, l’atmosfera è leggera e allegra che riesce a sollevare gli animi e a creare un senso di pace interiore; la voce della cantante sembra essere quella di una divinità e rilassa sempre di più gli ascoltatori fino a farli cadere in un pacifico sonno, oltre che a un senso di pace, la canzone riesce anche a donare carica e forza di andare avanti a chi l’ascolta. guilty è il brano più bello di questo mini-album, il suono è sempre elettronico ma vi è una forte tendenza al pop e all’ambient: la base è elettrica da discoteca, ma i suoni sovrapposti sono pop e il ritmo è abbastanza calmo ma in certi punti è brioso e elettrizzante. ACO come sempre ha una voce meravigliosa e che va a colpire nel profondo ma la canzone sarebbe comunque bella anche senza la parte cantata poiché l’intero album è studiato per i suoni e non per le parti corali. Traccia molto dura e elettronica è I know what boys like che invece risulta essere studiata sulla parte cantata poiché quella musicale è un po’ ripetitiva e molto dura rispetto alle atmosfere fino ad ora espresse. Forse è la traccia meno interessante dell’album perché è troppo ripetitiva e troppo piatta e non si eleva per qualcosa o colpisce per qualcosa ma è sempre uguale se non nella parte finale che prevede basi musicali un po’ diverse e interessanti. Riku no Ritou sembra invece uscire dal precedente album irony poiché è fortemente ambient e molto new age. I suoni sono quelli new age e poco elettronici e il tutto si basa molto sulle doti canore di ACO e sui cori di voci sovrapposti; la base musicale e sempre ripetuta in modo abbastanza uguale mentre la cantante intona acuti e parti più bassi con evidente leggiadria, e sostiene toni alti facilmente e senza nessun problema. cover grrrl rappresenta invece la parte più techno ed elettrica di ACO e di questo mini-album: sembra infatti una di quelle canzoni contenute nei vecchi videogiochi da sala giochi per i suoi suoni pesantemente techno ed elettrici ma anche molto minimal. Qui la parte canora e di poco rilievo mentre la cantante si sbizzarrisce a creare nuovi suoni, ritmi e melodie passando da un tempo ad un altro con inspiegabile bravura. A concludere il tutto troviamo una nuova versione molto techno e dance della vacchia canzone Fuan na no che sembra essere suonata in una discoteca; il ritmo ricorda molto la canzone di Madonna Music anche se è appena più lento. La voce di ACO è elettronica e sembra essere registrata attraverso un ventilatore e i suoni sono interessanti e trascinanti poiché sembrano, come ho già detto, essere registrati in e per una discoteca. Come già io credo ACO è un’artista dotata di grande talento che riesce a stupire con ogni album che pubblica poiché riesce a passare da un genere musicale ad un altro senza cadere nel noioso o ripetitivo, e mask è un ottimo prodotto techno e elettronico degno di questa bravissima artista. Qualità complessiva delle tracce: 8.5 Musica: 8.5 Copertina: 8
8.33
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