ARASHI
recensioni
di Squall14
18 Ottobre 2007
Happiness è il ventesimo singolo degli Arashi, boy band pop formatasi nel 1999 con il loro primo lavoro intitolato A-RA-SHI.
La parola Arashi in giapponese significa “temporale” e i cinque che compongono il gruppo hanno debuttato il 15 settembre del ’99 a Honolulu, nelle Hawaii (un posto che con i temporali ha poco a che vedere).
I ragazzi della band oltre ad essere dei bravi musicisti sono anche famosi attori che hanno preso parte a varie pellicole molto popolari sia in Giappone che fuori: Hana Yori Dango 1 e 2 (Yun Matsumoto), Kuitan (Masaki Aiba), Letters from Iwo Jima (Kazunari Ninomiya) e Yellow Tears (Satoshi Ohno e Sho Sakurai). Questi sono solo pochi titoli di moltissimi film o drama in cui hanno preso parte. La foto di gruppo da mettere in copertina deve essere per loro una sorta di rituale visto che è presente nella quasi totalità dei loro lavori; infatti, anche per Happiness, li ritroviamo sorridenti seduti su un muretto. Happiness, è la prima traccia omonimia del singolo. E’ molto allegra e vivace, dove vengono sfruttati un po’ tutti gli strumenti musicali principali: si va dalla chitarra elettrica, al basso, alla batteria (che tiene sempre un buon ritmo) per finire con un’ottima tastiera. Questo pezzo è la theme song del drama “Yamada Taro Monogatari” dove recitano i bravissimi Kazunari Ninomiya e Sho Sakurai. La seconda canzone è Still… decisamente di stile più pop rispetto alla precedente ma proprio come per Happiness, i ritmi sono molto godibili e allegri; una tipologia di musica distintiva del quintetto dove in questo loro nuovo lavoro viene messa ancor più in evidenza. Il quarto e il quinto motivo sono proposizioni strumentali di Happiness e Still…molto apprezzabili. Gli Arashi però hanno sorpreso per aver lanciato anche una edizione limitata con una track list differente. Al posto delle versioni non vocali infatti, è stata inserita Snow Flake, canzone melodica con accompagnamento di violini in alcuni tratti della stessa. Un punto in negativo è che se ascoltata più volte può anche risultare un po’ ripetitiva e schematica nella ritmicità. In conclusione gli Arashi hanno dimostrato quello che sono, niente di più niente di meno. Chi si aspettava qualcosa di diverso forse rimarrà un po’ deluso ma questa loro costanza e poliedricità nell’alternarsi tra musica e film li rende un quintetto simpatico e sempre alla mano. Qualità complessiva delle tracce: 7.5 Musica: 8.5 Copertina: 7
7.67
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