Angela Aki
recensioni
di Terubozu
Pubblicata il 20 Marzo 2010
A più di un anno dalla pubblicazione del suo precedente studio album (“TODAY”, 2007), Angela Aki propone un lavoro di alta qualità ricco delle melodie a cui ormai la celebre cantante ci ha abituati. Accompagnata dal suo immancabile pianoforte Angela ci trascina in un mondo di ballate allegre, dolci e a volte spensierate, caratterizzate dalla sua forte e riconoscibile passione. Il disco composto da 13 tracce quasi tutte inedite, uscito il 25 Febbraio 2008, ha raggiunto con orgoglio la prima posizione della classifica Oricon.
L’album si apre con la deliziosa ballata “Tegami ~Haikei Jugo no Kimi e~”, tratta dal suo ultimo singolo omonimo pubblicato il 17 Settembre 2008; intensa e con una melodia che intriga subito l’ascoltatore, esplode nella seconda parte in un inno alla serenità. La seconda traccia è una cover quasi completamente in giapponese della famosissima “Knockin’ on heaven’s door” di Bob Dylan; seppur il risultato sia molto apprezzabile, nel pieno “stile Aki”, la scelta di cimentarsi in un pezzo del genere traducendolo in giapponese è stata davvero molto rischiosa: se da una parte il pubblico orientale può apprezzare questa decisione avvicinandosi al brano, ad un orecchio occidentale può risultare inappropriata. Ma Angela ci ha abituati a cover simili, a partire dalla ben riuscita “Aoi Kage” contenuta nel singolo “Kiss Me Good Bye” del 2006, rifacimento della magnifica “A Whiter Shade of Pale” dei Protocol Harum. Segue la title track dell’album “ANSWER” che, ritmata e decisa, risulta a tratti fuori luogo. La malinconica “Somebody Stop Me” ci riporta nel fragile e delicato mondo che tanto appartiene ad Angela Aki che, in questa traccia in particolare, ricorda spesso Sarah McLachlan. La sua voce dolce e lenta, protagonista insieme alla melodia prodotta dal piano, viene accompagnata, verso la fine del brano, da un inaspettato quanto apprezzato xilofono. Degli archi aprono la piacevole quinta traccia “Dahlia” che, dalla melodia struggente, racconta una poco originale Angela Aki. La sesta traccia, tratta anch’essa dal precedente singolo, è forse una delle più riuscite del disco: intitolata “Final Destination”, si apre subito con una melodia piacevole ed interessante e si fa accompagnare durante il brano da una decisa batteria. La cantante sperimenta leggermente di più e regala all’ascoltatore dei piacevolissimi momenti. L’incalzante pianoforte dell’artista apre “Our Story”, dove lo strumento musicale e l’agile voce si intrecciano nei quattro minuti e 22 del pezzo; piacevole ed interessante, risulta un brano davvero ben realizzato. L’ottava traccia, “Tasogare”, non spicca di originalità ed il ritmo lento scandito da una inappropriata batteria appesantisce l’ascolto: di sicuro non la migliore traccia dell’album. Angela Aki ripesca, nella nona posizione, una delle più riuscite cover della sua carriera: “We’re all alone”; pubblicata all’interno del suo primo mini-album “One” datato 09/05/2005, è un rifacimento in giapponese dell’omonima canzone del 1976 di Boz Scaggs. Una novità assoluta irrompe alla decima posizione all’interno di questo particolare album: “Reflection”. Una traccia reggae ben riuscita, allegra e spensierata, assolutamente inusuale per Angela Aki, abituata a melodie docili.
Vicini alla conclusione del disco, incanta l’ascolto di “requiem”: della durata di quasi 11 minuti, inizia calma e dolce, sembrando quasi monotona e non troppo particolare; dopo il terzo minuto trascina il sorpreso ascoltatore in un altro mondo, sperimentale e più movimentato, ricco di strumenti ed avvolgente; ed ancora, la traccia alterna insistentemente i due stili durante i successivi 4 minuti: una volta lenta e docile, una volta ritmata ed incalzante. Dopo il settimo minuto un coro introduce uno stile nuovo e, ancora una volta, inaspettato: la traccia prende una piega gotica e medievale, per poi riprendere la musicalità iniziale. Un pezzo molto particolare e sorprendente, davvero molto apprezzato. Segue “Black Glasses”, allegra e ritmata che piace particolarmente nel ritornello molto musicale e gradevole. L’ultima traccia “Fighter”, molto vicina alle sonorità pop-rock, non spicca per originalità, ma anzi quasi stanca nella sua monotonia.
In generale questo ultimo lavoro di Angela Aki risulta davvero un buon prodotto: nonostante alcune tracce troppo simili tra loro, l’artista è capace di regalare dei bellissimi brani meticolosamente studiati. Come sempre il suo stile si esprime al meglio nelle tracce nelle quali la sua voce è accompagnata solo dal pianoforte, abilmente suonato.
Qualità complessiva delle tracce: 8 Musica: 8 Voce: 9 Copertina: 8
8.25
Media dei voti degli utenti: 7.75
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#01
Bobby Drake
Voto: 7.5
mail
A me il disco non è che sia piaciuto tanto. A parte la cover di Knockin on Heavens Doors, Tegami ~Haikei Jugo no Kimi e~, Final Destination e Fighter, le altre tracce le ho trovate di un piatto assurdo. Speriamo che il quarto album sia più simile ai primi due che sono dei piccoli gioielli.
2010-03-24 00:24:57
#02
.:Riet
Voto: 8
http
Un album molto bello, mi è piaciuto. Certo il mio preferito resta Today, ottimo sotto praticamente ogni aspetto, ma anche questo è un prodotto ben riuscito. Our Story e Fighters sono le più belle, secondo me, ma anche Tegami e Knockin' on Heaven's Door sono molto belle. Le altre tracce magari saranno di minore impatto ma sono in pieno stile Angela, che io adoro.
2010-04-06 13:31:17
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