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Angela Aki
recensioni
Coperdina di SONGBOOK - Angela Aki
SONGBOOK
Album pubblicato il 11 Gennaio 2012

Primo disco di cover di Angela. Sono proposti 12 pezzi internazionali rivisti in chiave acustica al pianoforte. Gli inediti all'interno dell'album sono pochi poichè molti di questi pezzi sono già stati inclusi nei precedenti album o nei singoli come b-side.
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di Bobby Drake
Pubblicata il 19 Gennaio 2012
Riproposta ed aggiornata il 29 Gennaio 2012
Sembra proprio che la maternità non fermi Angela dal proporre nuova musica ai suoi fan. A seguito del successo del suo programma televisivo “Angela Aki no Song Book in English” durante il quale la cantante “insegnava” inglese al pubblico nipponico attraverso anche l’utilizzo di cover di artisti internazionali, Angela ha deciso di rilasciare il disco “SONGBOOK”. Il prodotto contiene 12 cover in giapponese di famosi pezzi internazionali e, tra queste, molte sono cover già trovate all’interno dei vari dischi e singoli pubblicati dall’artista. Inutile dire che tutte le tracce sono interamente interpretate attraverso il pianoforte e che non vi è la presenza di alcuno strumento differente da questo. Questo è sicuramente uno dei punti di forza ma anche di debolezza del disco. Punto di forza perché così possiamo ascoltare pezzi rock, sperimentali e pop in una nuova chiave acustica; punto di debolezza perché, a lungo andare, l’album risulta un poco ripetitivo e tutto troppo uguale.

Volendo forse strafare, la nostra cantautrice ci propone in apertura “Honesty”, una cover di Billy Joel. Solitamente le cover al pianoforte di Angela sono meravigliose ed innovative ma questa volta ha fatto il passo più lungo della gamba. Sicuramente provare a rifare Billy Joel è dura ma questa volta non ci sono giustificazioni. Rispetto all’originale questa cover non c’entra assolutamente nulla e la melanconia e tristezza che accompagnano il pianoforte poco interessano e fanno sembrare il pezzo ancora più noioso e blando. Pessima mossa per Angela, davvero pessima.  Per fortuna “Will You Dance?”, cover di Janis Ian, riesce a risollevare la situazione e il nostro animo. L’allegra ma anche molto malinconica canzone ci trasporta, come suggerisce anche il titolo, in un mondo danzante, fatto di valzer, costumi ottocenteschi e musica al pianoforte. Spensierata seppur molto poetica, questa delicata cover di Angela fa semplicemente sognare e ci fa riprendere in pieno dopo il pezzo di apertura non troppo entusiasmante. A seguire troviamo l’ angosciata “We’re All Alone”, di Boz Scaggs, una dolce e triste ballata suonata interamente al piano nella quale Angela canta con tutta la sua forza canora facendo emergere energia dalla note che suona. Azzardata ma piuttosto riuscita è invece “Material Girl”, cover della sola ed unica Madonna, della quale la nostra Aki è riuscita a ricrearne il ritmo e la musicalità con il solo utilizzo del pianoforte. Naturalmente, essendo l’originale un pezzo pop frizzante e bello carico, questa versione nipponica al pianoforte c’entra poco ma la sua energia e la sua vitalità si riescono benissimo a percepire e la melodia intonata al pianoforte non può che elettrizzarvi fin dal primo ascolto. In un album di cover occidentali non poteva di sicuro mancare una “True Colors” della popstar Cyndi Lauper e, difatti, la nostra cantante ci propone la sua versione al pianoforte. Sinceramente, rispetto al pezzo originale, questa cover poco si distacca ed è quasi difficile distinguere la versione cantata dalla Lauper da quella della Aki, se non fosse per la differenza piuttosto evidente delle due voci e delle due lingue utilizzate. Ottima scelta della nostra Angela che è andata sul sicuro proponendoci una bella ballata come questa che si adatta perfettamente al suo pianoforte e al suo accento. Proseguiamo l’ascolto con la profondissima “Without You” pezzo del gruppo rock Badfinger che Angela riesce a ricostruire ri-adattandolo perfettamente al suo strumento. Delicata quanto grave, questa lenta ballata acustica colpisce subito per la forza della voce della cantante e per la tragicità con cui viene intonato il ritornello (“I can’t live if living is without you”). Non so come ci riesca, ma tutte le volte che la nostra futura mamma interpreta una romantica canzone riesce a fare centro, complimenti davvero. Altra scelta alquanto particolare e azzardata è stata quella di re-interpretare in chiave pop/acustica “Today” famosissima canzone del gruppo rock/alternative “The Smashing Pumpkins”. Essendo questo, a mio avviso, uno dei più importanti complessi rock degli anni ’90, scegliere di fare al pianoforte uno dei loro pezzi migliori è davvero un rischio, ma Angela ce l’ha fatta. Sicuramente non ha la stessa profondità e la stessa anima dell’originale, ma questa cover ha un suo perché e questa chiave acustica del pezzo riesce a catturare su di sé tutta l’attenzione necessaria per farla risaltare in mezzo alla tracklist. Energica, drammatica, melanconica, aggressiva e graffiante, questa cover di Today è semplicemente il pezzo meglio riuscito all’interno di questo disco ed è sicuramente una delle cover più affascinanti che sia mai riuscita a fare. Non dello stesso stampo, purtroppo, è questa “Kiss From A Rose” di Seal che non riesce a trasmettere lo stesso dramma e lo stesso pathos della sua versione originale. Naturalmente, anche qui, il pianoforte della nostra artista è suonato divinamente e possiamo sentire, attraverso le note che lei suona, tutta la potenza e l’energia della base ma, nel complesso, il pezzo stanca dopo un solo ascolto e non riesce a tenere il passo con il resto del disco. “A Song For You”, cover questa volta di Leon Russel, presenta un ritmo duro e quasi fuori tono che dona un senso di gravità o di preoccupazione risolvendosi poi in un ritornello più melodioso e armonico. Molto simile alla precedente Without You, questa canzone colpisce per la forza canora della nostra cantante e per la gravità con cui il suo pianoforte viene suonato. La scelta invece di “Creep” dei Radiohead è stata troppo poco pensata. Cercare di rifare al pianoforte un pezzo così sperimentale e alternativo è forse un po’ troppo e, difatti, si sente. Se non avete mai sentito l’originale questa drammatica canzone al pianoforte di Angela è semplicemente divina dato che presenta sia un ritmo lento che un ritornello potente, grandioso e pregno di pathos. Se invece avete ascoltato il pezzo originale questa cover sicuramente non vi entusiasmerà più di tanto. L’angoscia, la tristezza e la devastazione dei Radiohed non riescono ad essere trasmesse dalla Aki e dal suo pianoforte quindi vi consiglio vivamente di non andare a sentire il pezzo originale se volete apprezzare appieno questo pezzo di Angela, perché sicuramente dopo non riuscirete più a sentirlo. “Still Fighting It” invece, cover di Ben Folds, riesce a comunicare quel senso di melanconica energia che tanto piace ad Angela e ai suoi fan. Lenta ma potente, drammatica ma spensierata, questa traccia vive di contrasti e di eccessi che infatti si riflettono anche sul ritmo a tratti lento e a tratti forte, duro e grave. A concludere “SONGBOOK” ci pensa “It's So Hard To Say Goodbye To Yesterday” cover della band “Boyz II Men” molto famosa in Giappone. Il pezzo si presenta come una lenta ballata dall’accompagnamento pressoché inesistente e inconsistente se non nel ritornello durante il quale la Aki da il meglio di sé sia “vocalmente” che con il suo pianoforte. Traccia carina ma non troppo significativa all’interno di questo disco.

Nel DVD allegato alla versione limitata troviamo due filmati live di “Honesty” e “We’re All Alone” in cui possiamo ammirare dal vivo tutta la bravura di Angela e un filmato con i retroscena del programma televisivo “Angela Aki no Song Book in English” che, per coloro che non sanno il Giapponese, non sarà sicuramente un contenuto degno di nota.

Come avete potuto leggere questo disco è sicuramente un ottimo prodotto. L’idea di proporre pezzi musicalmente ben strutturati e complessi attraverso l’utilizzo del solo pianoforte è semplicemente geniale ma rischia però anche di stancare. Come sempre Angela non delude nelle sue creazioni e questo disco di cover mette in risalto ancora una volta il suo talento sia canoro che strumentale. Speriamo però che il prossimo disco di inediti proponga qualcosa di nuovo all’interno della discografia dell’artista.
Qualità complessiva delle tracce: 8.5
Musica: 8
Voce: 8
Copertina: 7
Contenuti DVD: 7.5
7.8
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FF e KH Theme Songs
Descrizioni ed informazioni riguardo le Theme Songs delle saghe di videogiochi Final Fantasy e Kingdom Hearts, create dai nostri amati cantanti Giapponesi.
Pubblicato il 06⁄01⁄2007 | Scritto da Christi
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