FeedRSS
Forum
BABYMETAL
recensioni
Coperdina di BABYMETAL - BABYMETAL
BABYMETAL
Album pubblicato il 26 Febbraio 2014

Primo album per il terzetto idol giapponese, subunità delle Sakura Gakuin, naturale sbocco di due anni e mezzo di singoli pubblicati con grande senso della strategia e crescente hype anche a livello internazionale. Con pochissimi inediti, il disco si presenta come una esuberante, ma cosciente miscela del più leggero e brioso idol-pop, trance/techno dritta dagli anni 90, e metal in molte delle sue sfumature (si va dal thrash al death con interessanti deviazioni heavy). Uscito anche nella usuale versione CD+DVD (con quest'ultimo a contenere i clip dei singoli estratti), e in una limited edition solo CD venduta ai membri del fanclub), il disco ha debuttato in quarta posizione in classifica Oricon, vendendo oltre 37000 copie nella prima settimana.
1812 click, 2 voti degli utenti
di zefis90
Pubblicata il 31 Maggio 2014
Riproposta ed aggiornata il 26 Giugno 2014
BABYMETAL - BABYMETAL
BABYMETAL - BABYMETAL
Prima che qualcuno si chieda se questa recensione e questo voto vogliano essere una trollata, uno sberleffo nei confronti dell'incauto lettore, meglio chiarire subito la faccenda: non si tratta né di ironia di bassa lega, né di una provocazione fine a se stessa, quanto di reale apprezzamento in merito alla riuscita del progetto e ad una strategia di marketing, che, AKB48 e roba(ccia) consimile a parte, non ha davvero eguali in tutto il Giappone, anche per la capillarità e la rapidità con cui la fama del progetto si è diffusa a livello mondiale, attraverso un passaparola impeccabile (per non dire spietato) nel suo meccanismo. Certo, è anche vero che in parte i motivi per cui certe valutazioni possono essere mal interpretate sono comprensibili: perché il progetto BABYMETAL, nella sua ricerca spasmodica verso il contrasto più straniante, verso l'eccesso più camp e kitsch, a tratti giustifica coloro che lo accusano di essere soltanto roba di pessimo gusto. E invece, per quanto strano possa sembrare, c'è molto di più, se si comincia a grattare un po' sotto la superficie e si comincia a distinguere le prime forme racchiuse dentro il guscio. Si è parlato di progetto BABYMETAL, e non senza un motivo; difficilmente qualcuno potrà essere rimasto fregato dalla presentazione del gruppo, tre ragazzine in età (pre)adolescenziale con vestiti che vanno dall'antracite al nero pece e sguardi che si sforzano in ogni modo di essere tenebrosi e inquietanti. E di fatti questo è l'aspetto più insignificante di tutta la faccenda: il fatto che le stesse ragazzine, provenienti da un idol-group destinato ad un pubblico di pre-adolescenti, abbiano dichiarato di non aver avuto nulla a che fare con il metal prima della formazione di questo gruppo credo dica tutto. Piuttosto, ciò che risulta ammirevole in tutto questo discorso è la capacità da parte del foltissimo entourage di scrittori e produttori attorno alle tre fanciulle di saper coniugare inquietudine e divertimento senza scadere nel trash più becero, di far dialogare universi apparentemente così antitetici come il metal e il pop di consumo (d'altronde, il nome del progetto parla chiarissimo) in un amalgama compatto e immediatamente riconoscibile, ben distante da nette categorizzazioni. Nell'ambito di un universo j-pop che da anni fatica a proporre qualcosa anche soltanto di interessante, tutt'altro che uno scarso risultato, insomma, al di là della pantomima di facciata e delle moine da poseur che potrebbero allontanare i più pavidi: c'è da scoprire e da apprezzare ben più di quanto si possa pensare.

Sono cori angelici, dalla maestosità fantasy, ad alzare il sipario sul primo album di questa bizzarra sortita giovanile: poco tempo basta comunque a spazzare via ogni sentore di epica e di avventura e catapultare invece i nostri padiglioni auricolari tra chitarroni pesantissimi e atmosfere in scia death-metal, nere e disperate come il cielo in guerra. Come incipit, “BABYMETAL DEATH” introduce alla perfezione insomma al concept su cui fa pernio l'intero lavoro, una dolcezza zuccherosa continuamente deturpata da rimandi ad un'oppressione alla quale sembra impossibile sottrarsi, se non per qualche fugace istante. E i growl possenti, le dinamiche violente e abissali, a fornire la sovrastruttura più efficace e poderosa per trasmettere il messaggio in tutta la sua forza, sena filtri che si frappongano. Il risultato premia decisamente lo sforzo. Passati oltre la presentazione della band, si entra in un terreno fondamentalmente diverso, ma coerente con quanto proposto dal progetto: “Megitsune” è infatti fondamentalmente la teoria idol-metal messa in pratica, il primo assaggio di uno stile del tutto unico e privo di reali riferimenti. E c'è da dire che ci riesce benissimo: con velati riferimenti alla musica tradizionale giapponese (non lontanissimi dalle ambiziose impalcature issate dalla Wagakki Band), subito stemperati in un cataclisma di ritmiche trance e imponenza metal, il pezzo fornisce un esempio di straordinaria convivenza tra generi, macina prurigini pop e ricercatezza timbrica con una semplicità da fare invidia a progetti di analogo eclettismo, vantando una scrittura oltremodo riuscita (con tanto di ottima interpretazione nel bridge da parte di SU-METAL, al secolo Suzuka Nakamoto, la voce principale e più matura tra le tre). Tirando più a lucido invece laspetto propriamente melodico della faccenda, e con un ritornello che definire contagioso equivarrebbe ad un eufemismo, “Gimme Choco!!” è senza alcuna ombra di dubbio la canzone più esilarante e trascinante del disco, quella che forse molti troveranno come la più banale e gratuita, ma che in realtà gode di un fascino tutto suo, di certo diversissimo da quello della maggior parte dei pezzi idol-themed in circolazione. Accantonate per un momento le asperità chitarristiche nell'arrangiamento, con un'elettronica più convinta e tenera a sottolineare il canto divertito della Nakamoto, il brano è spensieratezza pop all'ennesima potenza, di quella che serve per scacciare le tensioni e le angosce di una giornata intera. Non saprete chiedere di meglio. Di nuovo si va a toccare una sensibilità trance-metal, e quindi una ballabilità cupa e tenebrosa, in “Ii ne!”, pezzo decisamente meno diretto e orecchiabile del precedente. Non che poi questo sia un problema, in fin dei conti: con un'atmosfera che sembra rimandare dritti dritti a Mortal Kombat, e un groove catacombale pronto a divorare qualsiasi cosa si trovi nei paraggi, il brano alterna fasi di irruenza estrema a momenti di pura follia impressionista, senza battere ciglio. Anzi, è forse in queste giustapposizioni che si fonda il motivo del successo della traccia: basta vedere come si è riusciti ad infilare un inserto simil-rap (con tanto di atteggiamenti e moine a gangster dei bassifondi) e lo si fa sembrare la cosa più naturale di questo mondo, come se questa convivenza esistesse da anni e non fosse un altro dei mirabolanti trucchi del progetto. In “Benitsuki -Akatsuki-” è una chitarra in lontananza, dal sentore 90s, a introdurre al nuovo gioco di specchi targato BABYMETAL, che questa volta tenta la carta della power-ballad, forse il genere più amato dai Giapponesi in assoluto. Il tentativo non riesce poi così male, in tutta onestà: certo, al tutto si accosta sempre una massiccia dose di chitarroni ed elettronica che forse tolgono un po' di sobrietà al brano (e ne avrebbe senz'altro giovato), ma SU-METAL interpreta e controlla benissimo la melodia, e questo basta e avanza, ai fini dell'apprezzamento complessivo della canzone. Rientriamo dalla porta posteriore nel brillante e saltellante mondo dell'idol-pop con “Do.ki do.ki ☆ MORNING”, ma il rientro non poteva essere più piacevole. Scemotta e imbarazzante da cantare in pubblico lo è di sicuro, nessuno potrebbe negarlo, ma in questa giocosità così squisitamente giapponese, e priva peraltro dei cliché che invece caratterizzano la produzione delle AKB48, c'è un'allegria che in molti hanno perso, e che aspetta semplicemente di essere ritrovata. Come reinventare la gioia in poche semplici mosse. “Onedari daisakusen” attacca anch'essa con ornamenti orientali sotto a un ricco comparto elettronico, per poi sfociare in granitici chitarroni che prendono di striscio la vecchia scena nu-metal (sembra davvero di risentire i Limp Bizkit a momenti), ma senza l'indifendibile tamarraggine che ha contraddistinto una buona fetta di quei gruppi. Di fatti il brano si mantiene solido e consistente in tutta la sua durata, senza rovinose cadute di stile, con le vocine delle due compagne di brigata (MOAMETAL, cioè Moa Kikuchi, e YUIMETAL, Yui Mizuno il vero nome) a riuscire a contribuire all'atmosfera della traccia senza appesantirla con eccessivi infantilismi. “4 no uta” quindi giunge così, baraccona ed eccessiva, a proporre una sorta di modello di cheerleading rivisitato in chiave pesante, come se le ragazze pon pon fossero vestite tutte di nero e ad accompagnarle ci fosse una band death-metal pronta a riversare sugli ignari spettatori tutta la propria rabbia. Sarà pure scontato figurarsi un'immagine del genere, me è difficile pensare ad altro, quando i growl maschili che si intrufolano tra il canto più ordinario delle tre fanciulle non rimandano a niente che non sia un incontro/scontro tra mondi e prospettive differenti, proprio incompatibili, se non fosse che ci troviamo nello strambo universo BABYMETAL, dove tutto è possibile. E lo è per davvero, se ancora ci fosse qualche dubbio: ad esempio, potevate immaginarvi una virata brostep à la Skrillex che taglia tutto d'un tratto la furia ferina di una composizione trance-metal? Beh, ora non soltanto ve la potete immaginare, ma potete pure ascoltarla, e strabuzzare i vostri occhi dallo sconforto o dallo stupore, a seconda di quale sarà la vostra reazione. “U.ki u.ki ★ Midnight”, sorella più oscura e malsana della traccia ascoltata tre brani prima, sa dipingere scenari di irriverente pazzia compositiva, riuscendo però a scovare un senso in mezzo all'apparente bufera originaria. È vero che la scrittura in quest'occasione forse tradisce una leggera flessione verso l'ordinarietà, una consuetudine finora sventata con grande arguzia, ma il lavoro effettuato sull'arrangiamento, sulla sua capacità di spiazzare e stordire senza alcun preavviso, premia indubbiamente lo sforzo speso nell'ideazione di un pandemonio così ben strutturato. Si calcano invece atmosfere più gotiche, con tanto di rintocchi di un vecchio orologio in lontananza, nel maelstrom ipercinetico di “Catch me if you can”, traccia nella quale si ripresentano le istanze death-metal già apprezzate altrove, ma come stemperate, mitigate da un approccio infantile alla materia, ma mai raffazzonato. Scompigliando ancora una volta le carte in tavola, sottendendo al ritornello un energico motivo drum'n'bass su cui ben si poggia la maestosa costruzione di chitarra, basso e batteria, il brano vibra di una freschezza prodigiosa, curata sotto ogni aspetto, che coglie nuovamente al meglio i presupposti sui quali è stata avviata l'intera iniziativa. Ci si avvia piano piano verso la conclusione, e “Akumu no rinbukyoku” è una nuova discesa in campo power-ballad. E che discesa: con SU-METAL a sfoderare una verve lirica non così facilmente pronosticabile, con le tastiere a donare un'affascinante allure gotica di grande classe, le BABYMETAL vanno di epica e grandeur anche più del normale, giocando con una melodia sì tutta enfasi, eppure capace di emozionare, di instillare sentimento tenendosi alla larga dalla sterilità di tante band power-metal incapaci di andare oltre il puro esercizio tecnico. E di fatti, la dimostrazione che sappiano apportare significativi contributi tematici, al di là della semplice maestria compositiva, arriva dritta con “Headbanger!!”, il pezzo che senza alcun dubbio ha reso celebri le tre ragazzine, merito anche di uno dei video più allucinanti degli ultimi tempi. Prendiamo un finto clavicembalo, facciamoci cantare sopra qualche riga di melodia, ed ecco poi irrompere con prepotenza un assalto sonico di divertita ferocia, sul quale il titolo del pezzo viene ripetuto quasi a mo' di mantra, per farlo entrare in testa sin dal primo ascolto. E ci riesce senz'altro: l'effetto collante è assicurato, difficilmente riuscirete a togliervi dalla testa la canzone, ottimamente costruita peraltro, che in ambito j-pop appartiene senza dubbio ai più alti pinnacoli degli anni Dieci. Violenta distrazione pop-metal. Infine, a chiusura di questo impressionante ottovolante di sensazioni, “Ijime, datte, zettai”, nuova riproposizione dei temi trance tanto cari allo staff creativo, ma con l'aggiunta di un po' di sano “romanticismo” che attenua in parte la fitta temperie sonica di partenza. Certo, dopo così tante variabili messe in campo è difficile arrivare al tredicesimo pezzo e poter proporre qualcosa di sensibilmente diverso, in ogni caso, la chiusura è tutt'altro che un brano sottotono, a riprova che qui c'è sufficiente accortezza e voglia di lavorare bene, andando ben oltre la semplice shock value.

Perché sì, sia nell'involucro che nei contenuti, il programma BABYMETAL è davvero qualcosa di a se stante, nell'ambito di un panorama così conformista e restrittivo come quello dello show business giapponese. Già il fatto di aver provato con grande successo di rete la carta dell'estero dà onore al progetto, questo è poco ma sicuro. A questo punto, la difficoltà consiste nel ripetere i fasti qualitativi di un simile debutto: il tenore comunque per tenere alti gli standard c'è tutto.
Qualità complessiva delle tracce: 8.5
Musica: 8.5
Voce: 8
Copertina: 7
Copertina Limited Edition/First Press: 7.5
Contenuti DVD: 8
7.92
Media dei voti degli utenti: 1
Clicca qui per i voti dettagliati
Opinioni sul disco ''BABYMETAL''
#01
Anonimo
Voto: 1
mail
Terribili
2017-08-31 15:44:49
 
#02
Anonimo
Voto: 1
mail
Una delle cose più agghiaccianti mai sentite insieme ai Moi Dix Mois. Se cercate metal giapponese di qualità vi consiglio i Loudness, Anthem, Onmyo-Za e Ningen-Isu.
2018-04-26 10:02:33
 
Aggiungi Un'Opinione
Articoli con riferimento a 'BABYMETAL'
Yearly Album '16
Classifica annuale dei 50 album più venduti del 2016 in Giappone.
Pubblicato il 07⁄01⁄2017 | Scritto da Bobby Drake
Artisti Simili
SCANDAL
Rock
Vai alla Scheda
13⁄01⁄2017
Ultima News
Tracklist e cover di 'SCANDAL'
Vai alla Scheda
08⁄08⁄2017
Ultima News
Due nuovi mini-album ad ottobre
ZONE
Rock
Vai alla Scheda
03⁄03⁄2013
Ultima News
Secondo scioglimento per le ZONE
FLiP
Rock
Vai alla Scheda
11⁄04⁄2015
Ultima News
Sette tracce in ''BIRTH''
Vai alla Scheda
26⁄06⁄2017
Ultima News
Cover nuovo disco + nuovo DVD
Stereopony
Rock
Vai alla Scheda
13⁄05⁄2014
Ultima News
AIMI in una band
EU PHORIA
Rock
Vai alla Scheda
18⁄11⁄2009
Ultima News
Scioglimento del gruppo
Itokubo
Pop
Vai alla Scheda
Ultima News
Nessuna News Presente
Vai alla Scheda
27⁄07⁄2017
Ultima News
Nuovo singolo pronto
Home | News | Articoli | Recensioni | Uscite Del Mese | Classifiche | Cerca | Links | Redazione
Lista Artisti | Cerca | Statistiche | Random | J-MusicStore
Forum | Chat | Newsletter | GuestBook | RSS | Collabora
©2018 TOKYONOISE - Tutti i diritti riservati. Le immagini presenti in questo sito sono utilizzate solo per fini d'intrattenimento
e restano di proprietà dei rispettivi detentori dei diritti. Sito ottimizzato per Mozilla Firefox.




La pagina è stata generata in 0.21 secondi.