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Chihiro Onitsuka
recensioni
Coperdina di DOROTHY - Chihiro Onitsuka
DOROTHY
Album pubblicato il 28 Ottobre 2009

Il disco fonde alla classica atmosfera acustica di Chihiro pezzi più rock e grintosi, e anche una piccola deviazione sul glam. Il disco, nonostante il successo della Onitsuka, ha venduto poco rispetto ai precedenti, piazzandosi nella top 10 nella prima settimana nelle classifiche, per poi scomparire, vendendo complessivamente poco più di 20000 copie.
1121 click, un solo voto degli utenti
di kikkokat
Pubblicata il 03 Febbraio 2010
Chihiro Onitsuka - DOROTHY
Chihiro Onitsuka - DOROTHY

Dopo la bellezza di 4 singoli (più uno promozionale uscito solo sotto forma di video musicale per promuove l'imminente album), Chihiro Onitsuka in data 28 Ottobre 2009, da alla luce "DOROTHY", il suo quinto album... perché avevate capito che fosse nata la sua prima bimba? In effetti questo disco è stata una vera e propria gestazione, poiché "Hotaru" (il primo singolo estratto), risale al 6 Agosto 2008, mentre "Kagerou" esce nei negozi il 2 Settembre 2009, quindi quasi dopo un anno. Il titolo dell'album fa riferimento al personaggio del "Mago di Oz", e Chihiro, nelle foto promozionali e nella copertina, appare vestita proprio come lei, con un vestitino azzurro e le movenze di una bambola.

"DOROTHY" si apre con una bellissima canzone-intro dal titolo suggestivo: "A WHITE WHALE IN MY QUIET DREAM". Il pezzo è suonato completamente con il bodhrán, che sarebbe un tamburo a cornice irlandese. Il tutto ovviamente fa nascere un'atmosfera molto tribale e intima, quasi inedita per la Onitsuka. Purtroppo essendo un'introduzione, non dura nemmeno due minuti. Il pezzo è completamente cantato in inglese, lingua che Chihiro sembra amare tanto ma che ancora non sa gestire alla perfezione. Insomma, tanto per iniziare, ci accompagna un bel poema, più che una vera e propria canzone. Si prosegue con "Kagerou", ballata molto sofisticata e riuscita alla perfezione. Il pezzo inizia con bellissimi riff di chitarra elettrica, molto delicati. Si fanno poi strada le percussioni con le chitarre acustiche, ma è nel ritornello che la Onitsuka dà il meglio di sé, sfoggiando la sua voce incantevole che dà un piglio quasi inaspettato alla traccia. Dalla seconda strofa in poi si possono scorgere gli archi, con l'uso di violini e violoncelli. Nel "bridge", c'è un altra bellissima sorpresa, un climax davvero sorprendente con tutta l'orchestra che si sposa con i vocalizzi della cantautrice. La terza traccia è "X", che insieme a "Last Melody" uscì come doppio singolo il 20 Maggio 2009. Ironicamente queste due tracce sono anche le mie preferite in assoluto. "X" è una canzone che ti sorprende, un intrigante pezzo pop di classe con influenze rock d'avanguardia. L'intro è un bellissimo e breve eco di violino, che lascia subito spazio a soffici accordi di pianoforte. La voce di Chihiro è quasi sussurrata, mentre il pre-ritornello è più graffiante, con la chitarra elettrica e la voce che ritorna naturale. Il refrain unisce abilmente i due elementi (chitarre elettriche e violini), una fusione davvero perfetta e originale. Nel "bridge" Chihiro ritorna a sussurrare frasi in inglese, un risultato molto sensuale che dà un po' di tregua dopo il rock aggressivo del ritornello. La canzone poi riaprte con un crescendo, gli archi vanno di pari passo con le chitarre elettriche, e la voce della Onitsuka risulta meravigliosa. "X" è davvero la punta di diamante di tutto l'album. A seguire troviamo "Storyteller", una ballata che inizia con suoni quasi inediti per la Onitsuka.  Apparte la chitarra acustica, si sente una bellissima melodia di armonica e l'uso del darbuka e del djembe (tipici tamburi di origine africana, che nel corso degli anni sono stati "adottati" da molti musicisti). L'insieme è molto folk, un pezzo riuscito in maniera ottimale e che l'uso di strumenti musicali non convenzionali rende molto originale. Trovo molto geniale questo tipo di arrangiamento poiché "storyteller" significa "cantastorie", e chiudendo gli occhi sembra proprio di assistere ad uno spettacolo itinerante.  E' il turno, dopo, di "STEAL THIS HEART", che amo definire "la pecora nera" dell'album. Ovviamente non perché non mi piaccia, ma si discosta anni luce dall'atmosfera sofisticata che offre "DOROTHY". Questa traccia è un esperimento glam rock, Chihiro vuole divertire l'ascoltatore e ci riesce (a giudicare dal video poi, sembra divertirsi molto di più lei stessa, abbandonandosi a baci con i membri della sua band). L'unica nota stonata del pezzo è l'uso del vocoder, che rende la voce favolosa della Onitsuka un po' strozzata e anonima. Per fortuna nel ritornello si sente la sua voce al naturale, con l'energia di chi urla "Steal this heart, again and again, steal all my pride..." L'arrangiamento è sorretto da percussioni, chitarre elettriche e vari campionamenti. Sicuramente un pezzo originale, che cambia solo momentaneamente l'atmosfera dell'album. La traccia seguente è "I Pass By", canzone totalmente cantata in inglese. Il testo è un po' criptico (Chihiro deve ancora migliorare sia la pronuncia che la scrittura, perché a mio avviso ci sono dei piccoli errori grammaticali), ma nessuno è perfetto e alla fine a noi interessa il risultato del pezzo, che è davvero piacevole. Diversamente dalla versione prettamente acustica uscita come b-side del singolo "Kaerimichi wo Nakushite", nell'album la cantautrice crea un sound molto più ritmato e sicuramente d'impatto. A farla da padrone è l'uso incessante di percussioni e dell'organo Hammond, un organo elettrico che ormai viene usato anche nelle canzoni pop più mainstream. Il risultato finale è una canzone molto orecchiabile, che canticchi già dopo un solo ascolto. Si prosegue con la bellissima "Kaerimichi wo Nakushite", una ballata di forte impatto. Mi ricordo che al primo ascolto non mi era piaciuta per niente, scoraggiato dal fatto che una traccia lenta della durata di 6 minuti e mezzo, potesse crearmi subito sbadigli e noia. Ma poi, ascoltandola con molta attenzione, ho capito il potenziale di questo pezzo, che all'inizio sì, può sembrare noioso, ma che poi ha un climax che invoglia l'ascoltatore a non interromperne l'ascolto. La traccia si apre con note di pianoforte e archi che rendono l'atmosfera subito pregevole. Per essere precisi, nella versione dell'album c'è un intro di archi che manca nel singolo. Sicuramente è magnifico l'uso di un'orchestra di viole, violoncelli e violini. Bellissimo è l'istante in cui prima del "bridge", Chihiro estende la sua potente voce al massimo, creando dei vocalizzi che fanno venire la pelle d'oca. Gli archi poi non sbagliano una nota, e verso il finale della canzone fanno capolino la chitarra elettrica e il basso. Per farla breve, “Kaerimichi wo Nakushite” è una ballata con la B maiuscola, un pezzo che segna la maturità della Onitsuka sia come autrice che come compositrice. C'è un arresto con "Losing A Distance", un'ennesima ballata, stavolta però blanda, che anche dopo tanti ascolti rimane nel dimenticatoio. Anche in questo pezzo vengono usati l'organo Hammond con il pianoforte, e non mancano ovviamente le chitarre. Purtroppo il risultato è qualcosa di tedioso, che non rende giustizia ai pezzi che fin'ora ci hanno accompagnato. Per fortuna si cambia rotta con "Last Melody", una ballata coinvolgente che entra subito in testa, anche grazie alla superba melodia di pianoforte con cui è costruita. Per questa volta gli archi rimangono rinchiusi in soffitta, il sound è più scarno e meno complesso delle precedenti ballate, ma non per questo il risultato è peggiore, anzi."Last Melody" rimane subito in testa, ed è apprezzabile l'uso di un altro strumento atipico, questa volta parlo del bouzouki, uno strumento a corde di origine greche, un po' simile al nostro mandolino. Nel finale la Onitsuka sfoggia i suoi migliori vocalizzi, che rendono l'atmosfera sempre più perlata e sognante. La traccia seguente è "Hotaru", altra emozionante ballata che subito si apre con una perfetta melodia di archi. Durante la prima strofa, i violini si sentono solo ogni tanto per lasciare spazio ad una lieve melodia di pianoforte. Nel ritornello la voce di Chihiro si fa ferma e determinata, e come "Kaerimichi wo Nakushite", il pezzo ha un crescendo sempre più drammatico e intenso. Ad un certo punto si iniziano a sentire le percussioni e il basso, ma è sempre l'orchestra di viole, violini e violoncelli a tenere gli onori di casa. L'album si chiude con "VENUS", che divide i fans a metà. C'è chi l'adora (e sono in molti) e a chi rimane indifferente (il sottoscritto). Purtroppo l'eccessiva durata, quasi sette minuti e mezzo, non aiuta alla concentrazione dell'ascoltatore, che rischia di annoiarsi perso in un arrangiamento piuttosto generico e poco epico, se confrontato con le altre ballate. La varietà degli strumenti musicali usati per questa traccia è impressionante, e può avere due effetti: o stupire oppure annoiare. Io faccio parte della seconda categoria, ma ammetto che l'uso di strumenti come l'arpa, il daf (un tamburo a mano tipico dei paesi del Medio Oriente) e del mandolino, è davvero coraggioso specie nel panorama musicale giapponese. Quindi tanto di cappello a Chihiro.

Sicuramente "DOROTHY" è un balzo in avanti rispetto a "LAS VEGAS", poichè la Onitsuka osa usando strumenti atipici e crea arrangiamenti molto originali e poco prevedibili. Avevo trovato molto buono anche il precedente album, ma questo disco segna anche una maturazione a livello musicale, cosa che sembra aver lasciato però indifferenti i giapponesi, visto che dopo essere entrato al numero 10 della Weekly Oricon Charts, è quasi subito sparito, vendendo finora soltanto 20.000 copie (un mezzo flop se si considera che "LAS VEGAS" aveva superato le 40.000 unità vendute). Il booklet del disco è qualcosa di meraviglioso, e resta tutto in tema con la copertina. Chihiro con il vestitino alla "Dorothy" del famoso film, resta incantata in un mondo strano, fatto di tavole imbandite con uno strano cameriere con una maschera di maiale, stanze infuocate e sentieri tortuosi. Una piccola chicca: all inizio del booklet è impressa questa frase "This Golden Flame, This Metaphysical Scream. Now I Am On A Brighter Scenario". Sempre un po' misteriosa questa dolce Onitsuka.

Qualità complessiva delle tracce: 9
Musica: 9.5
Voce: 9.5
Copertina: 7.5
Booklet: 9.5
9
Media dei voti degli utenti: 9.5
Clicca qui per i voti dettagliati
Opinioni sul disco ''DOROTHY''
#01
HEARTscapes
Voto: 9.5
http
mail
Ma quanto mi sono innamorato di questo album favoloso? Ho trovato geniale anche solo l'idea del package e delle promo, e, proprio come dice kikkokat, anche solo la frase in inglese all'inizio del booklet per introdurci in questo mondo un incantato e un po' dark di DOROTHY.
Magnifici i singoli esattamente come ho trovato molto ricercati e spettacolari i loro rispettivi PV (a parte quello di STEAL MY HEART). Il brano "Kagerou", in particolare, già dal primo ascolto, mi aveva emozionato tantissimo. Una canzone a dir poco epica e assolutamente potente. Non parliamo poi di Last Melody. Il piano acustico è suonato magnificamente tanto da poterlo paragonare al suono di una cascata. Non occorre che mi soffermi sulla splendida voce di Chihiro.
I miei più sentiti complimenti a questa mitica cantautrice folk e complimenti a kikkokat per la recensione!
2011-01-31 09:56:41
 
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