tokyonoise.it

Dal 2019 TokyoNoise.net si rinnova!
Rinasce a nuova vita il portale italiano sulla musica giapponese, online dal 2006.

La vecchia versione rimarrà online come database storico, ma vieni a trovarci su tokyonoise.it e seguici sui nostri account ufficiali di Facebook, Twitter e Instagram per non perderti tutte le news e gli articoli più importanti di ogni settimana.

Visita la nuova versionetokyonoise.it oppure Continua a navigare il database storico
FeedRSS
Forum
DIR EN GREY
recensioni
Coperdina di MISSA - DIR EN GREY
MISSA
Mini-album pubblicato il 25 Febbraio 1997

EP di debutto per la band, dopo lo “scioglimento” del nucleo essenziale del gruppo sotto il nome di La:Sadie's, prosegue sulla scia dei brani incisi in precedenza, adottando uno stile vicino alle soluzioni visual del periodo, basato su pezzi rock scanditi da forti batterie e da chitarre quasi punkeggianti. Non c'è stata alcuna promozione del disco, anzi, si potrebbe quasi che questo disco sia stato fatto uscire a scopo promozionale, in modo tale da permettere alla band di acquisire un nome e poter realizzare altri dischi in seguito.
760 click, un solo voto degli utenti
di zefis90
Pubblicata il 11 Dicembre 2009

Anno 1997: l'epopea inizia. Conclusasi la fase di mezzo oblio con i La:Sadie's, grazie alla quale il protonucleo dell'attuale formazione si fece le ossa nei vari club in giro per il Giappone, a ritmo di un sound irriverente, ma abbastanza scontato, se si considera l'innovatività che di là in poi andrà a caratterizzare ogni singola produzione della band, i membri superstiti, oramai unitisi nei Dir en grey, vengono contattati dalla Free-Will che consente loro di realizzare il primo mini-album, atto a far conoscere il loro sound dagli estimatori visual di tutto il Paese del Sol Levante. “MISSA” vuole proprio essere il manifesto di una band rinnovata, accattivante, più graffiante e decisamente di un livello e di una competenza superiori rispetto al passato. Intendiamoci, il sound è ancora troppo generico, troppo somigliante a quello di gruppi in quel momento di grido, ma le premesse e i presupposti per la grandezza futura sono contenuti, anche se molto velatamente, in questo mini-album, che pone la prima pietra verso una carriera costellata da realizzazioni geniali e perle della discografia giapponese.

La lunga e prolissa “Kiri to mayu” ci introduce all'ascolto del disco. Aprendosi con una lunga sessione di verbalizzi sospirati e tetre atmosfere desolate, il pezzo vira successivamente su uno stile completamente diverso, tra riff di chitarra e batteria estremamente pronunciata e protesa a velocizzare, nel complesso, il ritmo, il marchio di fabbrica della band, che in questo aspetto riuscì a differenziarsi sin da subito dalle altre band visual alla ribalta in quel periodo, ottenendo l'apprezzabile risultato di ottenere uno stile personale sin dal primissimo esordio. Detto questo l'originalità e la fragranza del pezzo non sono tuttavia poi così marcate, piuttosto una qualsiasi altra band avrebbe potuto tranquillamente suonare il brano, e interpretarlo nello stesso identico modo, preservandone l' integrità del sound e degli arrangiamenti. La voce di Kyo è piuttosto monocorde, decide di lasciare le sperimentazioni per un secondo momento e di dedicarsi maggiormente sull'aspetto melodico del brano, seguendo il ritmo della traccia, piuttosto che dettarlo. In seguito troviamo [S], brano invece che si distacca dalle sonorità di moda  nel visual del periodo a favore di un'impostazione musicale più personale, affrontata con maggiore spessore in dischi successivi come “Kisou” oppure “Vulgar”. Grancassa e piatti che sapientemente preparano al clima del brano, lasciano poi il giusto spazio alla melodia scandita dalle chitarre, vorticosa ma al contempo profondamente armonica e “classica”, ha un piglio decisamente più sentito e autentico, e si fa influenzare meno dalle melodie tipiche del periodo, proponendo con maggiore coraggio e grinta una visione più originale di come deve suonare il rock firmato visual kei. “Erode”, terzo pezzo del mini album, preferisce invece dirottare su un sound per molti versi simile a quello della prima traccia, tuttavia non abbandonando completamente la parvenza di originalità avviata con la canzone precedente. La voce di Kyo dà per la prima volta segnali di ricercatezza e di essersi risvegliata dal torpore: inutile dire che si tratta del timbro particolarissimo col quale ci sta deliziando da un decennio a questa parte, inutile inoltre dire che già da subito dà prova delle sue straordinarie abilità vocali anche in un contesto un po' ostico, come quello di questo brano, caratterizzato da sonorità troppo piatte e dimesse, vicinissime a quelle proposte dai La'cryma Christi nello stesso periodo, motivo per cui la canzone appare piuttosto stucchevole e scontata, e per giunta prolissa, se si pensa che supera i 6 minuti di lunghezza. “Aoi tsuki”, per fortuna, non ricalca sulle stesse orme della canzone appena ascoltata, ma già sembra muoversi verso la direzione eclettica che segnerà poi il loro primo LP “Gauze”. La voce si carica, diventa più chiaroscurale, si anima di vita propria, in netto contrasto rispetto alla melodia solare e spensierata delineata dalla chitarre e dal basso. Soltanto a sprazzi appare il lato drammatico della band, quando irrompono inaspettatamente dei sinistri accordi di chitarra, che rompono la gaiezza del pezzo e gettano nella mischia toni più cupi e foschi. Niente comunque di cui preoccuparsi, i toni divertiti e giocherelloni proseguono indomiti nella prossima traccia, dal titolo “Garden”. Musica che ancora lascia perplessi, indecisa sul da farsi e su quale strada intraprendere,  s'accosta, ancora una volta alle stereotipate soluzioni del periodo, e a questo punto appare chiaro l'intento della band, volta con brani del genere a calcare territori sicuri, in modo da tale da farsi un nome nel panorama musicale giapponese e da evitare di compiere il passo più lungo della gamba, rischiando di bruciarsi dopo solo un disco. Noti poi gli sviluppi successivi della formazione, sicuramente poco attenta a ciò che fosse mainstream e alla ricerca costante di sonorità personali e mai banali. Ad ogni modo, pur nella spiazzante ripetitività che lo caratterizza, il pezzo manifesta qualche piccolo barlume di interesse nella parte strumentale quasi a metà, capace di mostrare qualche piccolo segno di creatività e ricerca sonora che di qua in poi sarà un contrassegno imprescindibile del sound del gruppo. “Byou「」shin” conclude in modo apprezzabilissimo il disco, mettendo in risalto finalmente, e con la giusta verve, quella che è la vera anima della band. Il suono si veste di nuovo, cambia completamente direzione, stravolge la piatta omogeneità dell'album e orienta il tutto a un sound di maggiore impatto, grintoso, rude e selvaggio. La voce di Kyo diventa più rude e gravida, specie nelle grida e nei rantoli che accompagnano lo scorrere del brano e mettono finalmente in luce la vena sperimentale del cantante, che difficilmente si appagherà di soluzioni facili di qua in poi. La musica si fa incalzante, in continua rincorsa, salterella, per certi versi anche più aggressiva di quanto previsto, ma il tutto non dà il benché minimo fastidio, anzi sancisce il vero esordio dei Diru, costituendo un archetipo ideale per molte delle produzioni future.

Nella scontatezza stantia del sound visual dell'epoca la band non riesce a costituire la sorprendente eccezioni, ma d'altronde ciò non può nemmeno costituire un punto di demerito a favore di un gruppo che in brevissimo tempo dalla formazione ha saputo tirare fuori una grinta e una carica decisamente fuori dal comune, anche se un disco come “MISSA” effettivamente contiene pochissimi sentori della grandezza che scaturirà da questo quintetto di lì a poco.

Qualità complessiva delle tracce: 7
Musica: 6.5
Voce: 8
Copertina: 5
6.63
Media dei voti degli utenti: 6
Clicca qui per i voti dettagliati
Opinioni sul disco ''MISSA''
#01
mari
Voto: 6
mail
Sinceramente ho trovato "MISSA" un mini-album, seppur apprezzabile, molto monotono e noioso, la voce di Kyo è piatta e il suo modo di cantare si dimostra ancora acerbo (mentre in "Gauze" è tutt'altro)...la traccia migliore secondo me è "Erode" seguita da "Garden".
2009-12-13 20:22:45
 
Aggiungi Un'Opinione
Artisti Correlati
La:Sadie’s
Attuale Gruppo di Kyo, KAORU, Die e Shinya
Vai alla Scheda
Ultima News
Nessuna News Presente
Artisti Simili
the GazettE
Visual
Vai alla Scheda
25⁄02⁄2017
Ultima News
Tutti i dettagli per 'TRACES VOL.2'
SCREW
Visual
Vai alla Scheda
05⁄05⁄2016
Ultima News
Scioglimento a fine anno
exist†trace
Visual
Vai alla Scheda
27⁄10⁄2016
Ultima News
Nuovo mini-album a novembre
Karasu
Visual
Vai alla Scheda
19⁄10⁄2010
Ultima News
Tracklist e covers di 'free'
D’ERLANGER
Visual
Vai alla Scheda
10⁄07⁄2017
Ultima News
Album tributo in arrivo
Boris
Rock
Vai alla Scheda
09⁄07⁄2017
Ultima News
Dieci tracce in 'Dear'
Vai alla Scheda
20⁄09⁄2015
Ultima News
Nuovo DVD a novembre
Home | News | Articoli | Recensioni | Uscite Del Mese | Classifiche | Cerca | Links | Redazione
Lista Artisti | Cerca | Statistiche | Random | J-MusicStore
Forum | Chat | Newsletter | GuestBook | RSS | Collabora
©2020 TOKYONOISE - Tutti i diritti riservati. Le immagini presenti in questo sito sono utilizzate solo per fini d'intrattenimento
e restano di proprietà dei rispettivi detentori dei diritti. Sito ottimizzato per Mozilla Firefox.




La pagina è stata generata in 0.21 secondi.