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Daichi Miura
recensioni
Coperdina di D-ROCK with U - Daichi Miura
D-ROCK with U
Album pubblicato il 25 Gennaio 2006

Primo disco per la carriera di Daichi Miura. Il disco propone 13 pezzi R&B dalle melodie piuttosto scialbe e dalle basi pressoché tutte uguali. Il disco comunque è riuscito a raggiunsere la 18° posizione nella Oricon con poco più di 12,000 copie vendute.
503 click, nessun voto degli utenti
di Bobby Drake
Pubblicata il 08 Settembre 2012
Riproposta ed aggiornata il 16 Settembre 2012
A quasi un anno dall’uscita del suo singolo di debutto, “Keep It Goin' On”, il giovane cantante R&B di 19 anni, Daichi Miura, rilasciò sul mercato musicale nipponico il suo primo disco “D-ROCK with U”. Anticipato da soli quattro singoli di non troppo successo, l’album uscì in Giappone e non ottenne un successone ma, comunque, fece notare il ragazzo dato che raggiunse la 18° posizione con poco più di 12,000 copie vendute. Si sa, nella terra del Sol Levante l’R&B vende poco in genere, ma comunque quasi 13,000 copie per un album di debutto non sono male anche se, andando ad ascoltare il disco, mi sono chiesto chi sono state quelle persone che hanno comprato un album del genere. Questo “D-ROCK with U” è infatti uno degli album di debutto peggio riusciti in assoluto, data la scarsità di melodie, di suoni e di ritmi e, trovandoci davanti un disco R&B, ci si sarebbe davvero aspettati qualcosa di nettamente superiore. Ma andiamo ora a vedere dove il nostro Daichi ha sbagliato.

Questo primo album si apre con la breve introduzione “I’m Back ~the theme of D-ROCK with U~” nella quale si sente il nostro giovane cantante parlare in inglese con in sottofondo il rumore di una folla. Dopo questi 54 secondi, entriamo nel vivo del disco grazie a “I-N-G” un pezzo alquanto scialbo e poco intrigante. Forte troppo influenzato da un R&B anni ’90 o forse a causa del suo ritmo un po’ caotico e poco cristallina, non so, ma sta di fatto che questo primo brano non riesce bene ad intrigare l’ascoltatore e fa cadere un po’ l’attenzione già al primo ascolto. Per fortuna a seguire troviamo la prima e unica collaborazione del disco: “No Limit feat. Utamaru (from RHYMESTER)”. Questa volta Daichi ha voluto introdurre le chitarre elettriche nella base musicale e, queste, riescono a donare maggiore energia e vitalità al pezzo, regalandoci un ritmo veramente rapido e una melodia semplicemente graffiante. Altro punto di forza di questa traccia è sicuramente l’alternarsi delle due voci maschili così diverse tra loro, l’una giovane e fresca, l’altra più roca e bassa, che trasformano questa canzone in uno stupefacente vortice di suoni e di colori. Molto probabilmente sarebbe stato meglio iniziare il disco con questo pezzo bomba, ma comunque andiamo avanti nella nostra esplorazione. Proseguiamo con “Make It Happen”, un pezzo che inece ci riporta indietro nel tempo agli anni ’90 e all’R&B di quei tempi. La traccia è infatti un mix leggero di pop e R&B caratterizzato da beat lenti e poco intriganti che non riescono a regalare un ritmo interessante. Noiosa e piuttosto banale, questa canzone si fa ascoltare una volta con leggerezza ma non di sicuro di più. Nemmeno con “Southern Cross” facciamo passi in avanti ma rimaniamo sempre in questo mondo un po’ caotico e disorganizzato di pop e R&B troppo anni ’90 e troppo fuori luogo. Troppo simile alla precedente come stile, la canzone non riesce purtroppo a colpire nel segno né a trasmettere alcunché. Lo stesso identico discorso vale per “Keep It Goin' On”, la traccia successiva, quindi non mi soffermerò su di questa ma passerò all’analisi di “Open Your Heart” che per fortuna risolleva un po’ la situazione. Anche questa volta ci troviamo nel colorato mondo dell’R&B molto anni ’90 ma questo brano riesce ad essere semplicemente travolgente e spumeggiante grazie al suo ritmo veloce, alla sua base allegra e al suo essere leggermente funky. Forse un poco ripetitiva nel ritornello e nelle parti cantate, la canzone in ogni caso fila liscia senza alcun problema e riesce a portare allegria grazie proprio a questa sua semplicità e alla sua leggerezza. Prima traccia lenta del disco è “Knock Knock Knock” che è un mix tra una ballatina pop melensa e una romantica canzone R&B. Come ben sapete a me le ballate non convincono fino in fondo ma, questa volta, il nostro Daichi è riuscito ad impacchettare un brano di tutto rispetto. Ok, naturalmente non sarà il pezzo più originale del mondo, ma comunque riesce a conquistare con la sua docile melodia e il suo ritmo lento ma non troppo. Non si può purtroppo dire lo stesso di “Word!” che è invece una blandissima traccia R&B/dance senza arte né parte. Noiosa, ripetitiva e alquanto banale, la canzone riesce a trasmettere davvero poco ma, per fortuna, subito dopo troviamo “Free Style” che, questa volta, fa centro. Caratterizzata da una fortissima base dance e da beat veloci, rapidi e taglienti, questa canzone ci fa di nuovo tornare a ballare, dopo un po’ troppe tracce deludenti e prive di spirito. Brillante e brioso, questo pezzo conquista subito al primo ascolto a fa capire all’istante quale sia il potenziale del cantante. Con “Stay” ritorniamo invece alle precedenti melodie prive di senso e di vitalità, quindi non mi soffermerò su di essa ma passerò invece a “Bad Day” che mostra il lato più urban e grezzo di Daichi. Cupa, graffiante e soprattutto arrabbiata, questa canzone mette in luce il lato più aggressivo e “clubbin’” del giovane ragazzo. Incisivo e grave, questo brano ipnotizza con la sua base rapida e caotica e con il suo ritmo decisamente urban. A concludere il disco non poteva mancare che una ballata inutile e superflua. “17 Ways” rappresenta infatti tutto quello che il nostro Signor Miura non dovrebbe mai fare dato che il suo stile è molto più urban che pop. Lenta, melensa, noiosa, banale e scontata, questa canzone conclusiva va a chiudere disastrosamente un disco con troppi buchi e troppo errori. Pessima mossa.

Il DVD allegato alla versione limitata contiene i videoclip dei singoli rilasciati precedentemente senza nessun nuovo video promozionale dell’album, purtroppo. A concludere troviamo un piccolo filmato sull’esibizione live del ragazzo al Liquid Room. Sarebbe stato decisamente meglio togliere i videoclip e mettere dei filmati live dato che Daichi, dal vivo, da veramente il meglio di sé.

Come ho detto, da un album di debutto di un artista R&B ci si poteva davvero aspettare qualcosa di meglio. Le melodie sono tutte uguali come anche i ritmi e le basi musicali e, le 13 tracce si ascoltano davvero difficilmente. Peccato per Daichi dato che poteva davvero proporre un disco migliore e molto più pensato ma, per nostra fortuna, le produzioni venute dopo hanno fatto il salto di qualità e questo album è divenuto solo un piccolo neo nella sua discografia. Come si dice sempre: errare è umano.
Qualità complessiva delle tracce: 4
Musica: 4
Voce: 7
Copertina: 5
Contenuti DVD: 6
Cover DVD: 5
5.17
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