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Hikaru Utada
recensioni
Coperdina di ULTRA BLUE - Hikaru Utada
ULTRA BLUE
Album pubblicato il 14 Giugno 2006

Il disco contiene un mix di pop e ballate.
Le canzoni sono scritte e composte completamente da Utada Hikaru.
All'album è seguito il tour ''UTADA UNITED''.
2684 click, 10 voti degli utenti
di Christi
Pubblicata il 27 Aprile 2008
Riproposta ed aggiornata il 14 Luglio 2009
Hikaru Utada - ULTRA BLUE
Hikaru Utada - ULTRA BLUE
Hikaru Utada - ULTRA BLUE
I fans di Utada Hikaru hanno dovuto aspettare ben quattro anni per avere di nuovo un album in giapponese. Dopo ''DEEP RIVER'', uscito nel marzo del 2002, la cantante si era dedicata al suo progetto americano con ''Exodus''. Il suo ritorno in Giappone è stato annunciato dall'uscita di ''Be My Last'', singolo di settembre 2005, che ha portato alla realizzazione di ''ULTRA BLUE'' nel giugno del 2006.

Poco prima dell'uscita di ''ULTRA BLUE'', ''This Is Love'' fu mandata nelle radio giapponesi per promuovere l'album. Fu un successo incredibile, poiché finalmente si sentiva il cambiamento di stile della cantante. ''This Is Love'' infatti è molto diversa dalle canzoni precedenti: è sicuramente più sperimentale, più innovativa e ricercata. Abbiamo una canzone veloce, ritmata e piuttosto alta, che apre in modo perfetto l'album.
Proseguendo, sentiamo sempre questa scelta musicale piuttosto ovattata e ''computerizzata''. La seconda traccia è infatti ''Keep Tryin''', uscita come ultima a-side. Nessuno si aspettava una canzone del genere dopo ''Be My Last'' e ''Passion'', e Hikaru è stata molto abile a realizzare canzoni così diverse. Anche se la traccia non è una ballata, è comunque un medio tempo bello d'ascoltare, che rimane calmo per quasi tutta la canzone. Abbiamo un vero e proprio crescendo verso la fine, quando le ultime frasi si ripetono in continuazione, trasformando la traccia in qualcosa di più orecchiabile e facile da definire.
Dopo un titolo del genere per il disco, tutti i fans dell'artista aspettavano di sentire ''Blue''. La traccia principale non ci ha sicuramente deluso: ''Blue'' ha un'atmosfera malinconica, dolce e forte allo stesso tempo. Il piano e gli strumenti classici che accompagnano la voce di Hikaru danno una sensazione di pace. È il ritornello ha dare una scossa alla traccia, che diviene piena di energia e incredibilmente innovativa.
Quella che forse assomiglia di più alle canzoni precedenti della cantante è ''Nichiyou no Asa''. Abbiamo infatti una canzone di medio tempo, abbastanza influenzata dall'R&B, tipica se vogliamo dei tempi d'inizio.
Altra canzone particolarissima è ''Making Love'', che ricorda per certi versi ''This Is Love''. La differenza sta nell'atmosfera della traccia: ''Making Love'' è decisamente più allegra, felice e spensierata. Lo stile però è molto simile alla prima, così come a ''Blue''. È infatti il ritornello che smuove la canzone, rendendola ancora più bella.
Includere ''Dareka no Negai ga Kanau Koro'' e ''COLORS'', una dopo l'altra nel nuovo album è stata sicuramente una sorpresa. La prima era uscita come singolo nel 2004, mentre la seconda ad inizio 2003. Erano le ultime canzoni giapponesi prima del progetto americano, e nessuna delle due era stata mai compresa in un album concreto. Solo ''COLORS'' aveva fatto la sua apparizione nel ''Utada Hikaru SINGLE COLLECTION VOL. 1''.
''Dareka no Negai ga Kanau Koro'' è una delle ballate più famose dell'artista. Il piano e la chitarra sono i protagonisti assoluti, e la traccia è molto coerente nel corso dei minuti. Forse diventa anche un po' troppo ripetitiva dopo qualche ascolto, ma rimane comunque molto bella d'ascoltare.
''COLORS'' forse ha sancito l'inizio di questo nuovo stile, poiché sentiamo già qualche influenza sperimentale e poco definitiva. È forse la traccia meno prevedibile di tutte, assieme alla strepitosa ''Passion''. Entrambe hanno un'atmosfera misteriosa ed intrigante, e ''COLORS'' sicuramente riesce a distinguersi per la sua innovazione e la sua melodia affascinante.
Un'altra delle sorprese di ''ULTRA BLUE'' è stata ''One Night Magic feat. Yamada Masashi''. La traccia sembra un misto di ''Nichiyou No Asa'' e ''Making Love'' e risalta per la sua allegria.
La seconda ballata del disco è ''Kairo'', molto particolare e sentita. Ricorda un po' ''Be My Last'' per le note lunghe che vengono cantate, ma il suo ritmo e poco prevedibile.
''WINGS'' è stata l'unica b-side dei tre singoli usciti in precedenza. È forse la canzone più fresca e spensierata che abbiamo. Vi troviamo infatti una Hikaru felice e priva di pensieri. Rimanda un po' se vogliamo alla libertà del vento, e alla libertà che appunto le ali donano ad un essere vivente.
Ci avviamo alla conclusione, dove troviamo le tracce che hanno annunciato il ritorno dell'artista. ''Be My Last'' è senz'altro una delle ballate più belle di tutta la sua carriera, se non la migliore. Il punto forte della canzone è l'orecchiabilità: le note lunghe vengono ripetute spesso, così come le parole. Anche se molto ripetitiva, ''Be My Last'' sembra non stancare mai il pubblico, che dopo un paio di ascolti è già in grado di canticchiare la melodia.
Ci lasciamo alle spalle ''Eclipse'', un'interlude piuttosto strana atta a separare ''Passion'' da tutte le altre canzoni. Sono forse il suo ritmo particolarissimo e la sua atmosfera incredibile le cose che la rendono diversa dalle altre canzoni. Si possono provare solo due sentimenti per questa traccia: o la si ama, o la si odia. È troppo sperimentale e mai vista per suscitare altre emozioni. I giapponesi hanno sicuramente preferito ''Hikari'', la theme song del primo Kingdom Hearts, a ''Passion'', theme song del capitolo successivo. Probabilmente questo è dovuto al fatto che ''Hikari'' era più vicina allo stile precedente di Hikaru, mentre ''Passion'' ha lanciato quello nuovo.
Il ritmo è senza dubbio la prima cosa che colpisce: abbiamo una canzone veloce ma sancita da un battito particolarissimo, che continua a rincorrersi. Le prime parole della cantante sembrano in un'altra lingua, ma scopriamo invece che è la frase ''Romine noshep rom din ia'', cioè la pronuncia all'incontrario di ''I need more passion anymore''. Le seconde voci accompagnano egregiamente l'artista, e solo questi tre elementi dimostrano come ''Passion'' è stata studiata nei minimi dettagli. Le chitarre elettriche fanno la loro apparizione per dare lo spazio poi ad un ritornello incredibile. Oltre alla ripetizione della frase al contrario e delle seconde voci, in sottofondo sentiamo diverse note lunghe cantate, che rendono il tutto ancora più compatto e unito. La voce di Hikaru infatti sembra unirsi perfettamente alla melodia scelta, e niente appare fuori posto. L'unico punto leggermente diverso è il pezzo finale, ma rimane comunque coerente con tutto il resto.

Anche se ha fatto meno successo di un ''DEEP RIVER'', ''ULTRA BLUE'' dimostra di avere tutte le carte in regola per essere uno dei migliori album di Utada Hikaru. La presenza di ''Passion'', ''Be My Last'', ''COLORS'' e ''Dareka no Negai ga Kanau Koro'' ne è la prova concreta.
Qualità complessiva delle tracce: 10
Musica: 10
Voce: 10
Copertina: 10
Booklet: 10
10
Media dei voti degli utenti: 9.9
Clicca qui per i voti dettagliati
Opinioni sul disco ''ULTRA BLUE''
#01
Kikkokat
Voto: 10
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Ragazzi c'è poco da dire e tanto da ascoltare....13 pezzi, anzi 12 escludendo l'interludio, tutti diversi tra loro. Si alternano pezzi piu' pop a ballate pazzesche, sonorità quasi d'avanguardia a melodie piu' radiofoniche. Nessuna nota stonata, ho trovato l'album una vera e proprio gemma!
Poi ovviamente si hanno delle preferenze...I miei pezzi preferiti sono "BLUE", "Dareka no ecc", "Be My Last" e "Passion".
Lo consiglio davvero a tutti, a prescindere dalla bravura delle cantautrice.
2010-11-30 13:52:46
 
#02
kumimoto
Voto: 10
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il mio album preferito di hikki ho almeno per quanto mi riguardo uno dei miei preferiti
2010-12-07 16:58:14
 
#03
HEARTscapes
Voto: 10
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Uno dei motivi, se non il motivo per cui Hikki è diventata la mia cantante giapponese contemporanea preferita.
Prima che uscisse ULTRA BLUE, DEEP RIVER era in assoluto il mio album preferito. Tuttavia, dopo averlo ascoltato ho dovuto ricredermi.
Mi è piaciuta molto la svolta ethereal/elettronica che Hikki ha cominciato ad esibire da DEEP RIVER in poi.
E' stata azzeccatissima la scelta di This Is Love come traccia d'apertura. Questa ritmata canzone electropop/ethereal con quel pizzico di funk ti fa capire da subito dove si sono concentrate le sperimentazioni della cantautrice.
Mi affascinano molto gli effetti e l'atmosfera eterea che riesce a rendere con le seconde voci e i sintetizzatori.
Pregio, rispetto ad HEART STATION, l'utilizzo di strumenti veri e propri che fanno ricadere certe canzoni (vedi Kairo) nel genere world music.
Secondo me è un album praticamente perfetto sotto ogni punto di vista. La voce estremamente intonata e a mio parere "angelica" della cantante, la musica, gli arrangiamenti, i testi (il testo di Dareka no negai ga kanau koro mi emoziona per la sua profondità ogni volta che l'ascolto) e dulcis in fundo le promo dell'album che riassumono perfettamente tutta l'atmosfera racchiusa nell'album.
Ho apprezzato anche le canzoni che ho avuto modo di scoprire solo acquistando l'album (prime fra tutte BLUE, One Night Magic feat. Yamada Masashi e Making Love) tanto quanto i singoli usciti precedentemente.
La ciliegina sulla torta è la presenza di Be My Last, COLORS e Passion.
Passion è tuttora, secondo me, la chicca di tutta la discografia di Hikaru Utada. Riesce a sorprendermi ogni volta che l'ascolto come fosse la prima. L'intro stupenda, le percussioni che prepotentemente fanno sentire la loro presenza, gli assoli di chitarra e le seconde voci e i cori che sembrano rincorrersi tra di loro creando un'atmosfera "altra". I-NI-MI-TA-BI-LE...
I miei più sentiti complimenti a Hikaru Utada per aver sfornato questo gioiello!
2010-12-12 14:54:55
 
#04
mecchan
Voto: 10
mail
il migliore in assoluto! QUALCOSA DI UNICO E BELLISSIMO!
2011-01-28 15:07:45
 
#05
kuma-chan
Voto: 10
mail
non c'è bisogno che commenti ._.
2011-02-26 17:07:40
 
#06
HATTO SUTEISHON
Voto: 10
http
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-w-
2011-03-20 18:01:51
 
#07
Yuichi
Voto: 9
mail
Indubbiamente il miglior album di Hikki! Le canzoni non stancano mai, e per quel ke mi riguarda, metà delle tracce di quest'album rientrano tra le migliori di Hikki!
2011-04-13 20:54:42
 
#08
_GuidoJap_
Voto: 10
S-t-u-p-e-n-d-o!!!!!!!!
2011-10-11 22:02:10
 
#09
Anonimo
Voto: 10
http
mail
Questo album non ha bisogno di nessun commento.
La ciliegina sulla torta, questo va bene.
2012-02-01 15:35:50
 
#10
Pannero
Voto: 10
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Penso di poter dire che Ultra Blue sia il mio album preferito in assoluto (anche se devo dirlo, onestamente sono prima di tutto una fan dell'Hamasaki. Ma quando si è davanti a un capolavoro di questa portata c'è poco da fare).
Ultra Blue è senza dubbio un capolavoro del pop, dell'elettronica, della poesia, di quello che vi pare.

Si apre con This is love, con grinta e grazia allo stesso tempo, un ritmo deciso eppure cosî incredibilmente evocativo.
L'arrangiamento (di tutto il disco) è insuperabile, cosî come la voce di Hikki.
Si prosegue con Keep Tryin, un altro piccolo capolavoro di musica e lyrics, un vero e proprio inno, un mantra di incoraggiamento, in cui Utada invita chiunque a continuare a provare, qualunque cosa stia facendo. Inizia con un ritmo sognante, evocativo, e si trasforma in qualcosa di deciso e stravagante.
Continuiamo con Blue, una delle mie canzoni preferite del disco, più lenta rispetto alle altre, ma sempre assolutamente coerente con l'album, l'elettronica si unisce benissimo alla voce di Utada e crea un'atmosfera magica, melanconica, triste eppure ancora in qualche modo incoraggiante.
Nichiyo no asa è un momento di calma in questo vortice incessante di emozioni che è Ultra Blue, ci si ferma un attimo con un ritmo più pacato, ma non per questo insignificante o banale.
Prosegue con Making Love che inizia con un accenno di piano per poi partire come una marcia- i suoni elettronici sono sublimi anche qui, come per tutto l'album, lo sviluppo è ancora strabiliante, fresco e inaspettato (ma non c'è una sola frase banale in tutto il disco, va detto).
Dareka no negai ga kanau koro presenta un arrangiamento più semplice, solo pianoforte, per mettere in risalto ancora di più la voce di Utada.
Andiamo avanti con l'intensa Colors, in cui musica e voce si uniscono dando vita a qualcosa di più che piacevole (siamo ben oltre il pop commerciale a cui siamo abituati).
Ci spostiamo verso un'atmosfera decisamente allegra e frizzante, con One Night Magic: meravigliosa.
Tutto si ferma un momento con l'incipit di Kairo, molto lenta e drammatica.
Riprende velocità con un'altra delle mie canzoni preferite del disco, la bellissima Wings- che non so se azzardarmi a definire ballata di medio tempo o no, comunque moderatamente veloce e piacevole all'ascolto.
Ritorniamo nel vortice della tristezza con Be my last in cui sentiamo la voce di Utada disperata.
Con l'unico interlude dell'album, Eclipse ci spostiamo verso quello che è davvero il cuore dell'album, la divina Passion.
Passion è una canzone unica a dir poco, come tutti sanno fu la colonna sonora di Kingdom Hearts 2 in versione giapponese, rimpiazzata dalla- secondo me- meno incisiva (per quanto abbia una parte in più) Sanctuary per la versione europea e americana.
Passion è una canzone complessa e approfonditamente studiata sia nel testo che nell'interpretazione che nella musica. E' una canzone che parla di rimpianto, e l'interpretazione costernata di Utada è incredibile, cosî come lo è l'arrangiamento incalzante e struggente, e la parte con le lyrics rovesciate che si alternano alla parte principale della canzone, che si chiude con quel "my fears, my lies, under the blue sky" che spezzerebbe il cuore anche all'ascoltatore più superficiale.

Onestamente non ho trovato un punto nel quale Ultra Blue non sia curato o non mantenga lo stesso filo conduttore, cosa che incredibilmente fa, senza mai annoiare o ripetersi (a differenza del comunque meraviglioso Deep River in cui c'erano un paio di punti poco originali o sovrapposti).
Fino a questo momento, è il punto più alto della carriera di Utada a mio avviso, e forse del mondo del J-pop moderno in assoluto.
2015-04-07 01:33:54
 
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