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Hikaru Utada
recensioni
Coperdina di Utada Hikaru SINGLE COLLECTION VOL.2 - Hikaru Utada
Utada Hikaru SINGLE COLLECTION VOL.2
Album pubblicato il 24 Novembre 2010

Utada Hikaru ha composto tutte le canzoni.
Ultimo disco prima della pausa di lunghezza indeterminata; seguito da un mini tour.
2163 click, 12 voti degli utenti
di Christi
Pubblicata il 27 Novembre 2010
Riproposta ed aggiornata il 09 Dicembre 2010
Hikaru Utada - Utada Hikaru SINGLE COLLECTION VOL.2
Hikaru Utada - Utada Hikaru SINGLE COLLECTION VOL.2
Hikaru Utada - Utada Hikaru SINGLE COLLECTION VOL.2
Dopo più di sei anni dall' "UTADA HIKARU SINGLE COLLECTION VOL.1" e dopo ben due anni dalle ultime attività giapponesi, Utada Hikaru pubblica il suo secondo "SINGLE COLLECTION" prima di prendersi una pausa di lunghezza indeterminata. Sul suo blog e sul twitter ufficiale ha confermato che si assenterà dalla scena musicale sicuramente per tutto il 2011. Per non avere rimpianti, ha deciso di concludere in bellezza pubblicando il suo nuovo best contenente un disco con cinque nuove canzoni. I fans avevano molte aspettative: è l'ultimo "mini-album" prima della pausa che ci porterà via Hikki chissà per quanto tempo. In parte, le aspettative sono state rispettate: le canzoni sono sia innovative che tipiche dello stile della cantante, ma rimane comunque ancora l'amaro in bocca...

Iniziamo l'ascolto del secondo disco con "Arashi no Megami", utilizzata nella campagna "1 Choco for 1 Smile". Hikaru è ufficialmente tornata ad utilizzare veri strumenti, come aveva già espresso più volte sul suo blog, lasciandosi alle spalle lo stile ''computerizzato'' di "HEART STATION". Sappiamo però che "Arashi no Megami" e "Show Me Love (Not a Dream)" erano state registrate come demo un anno fa circa, ma non erano più state riprese o pubblicate. Il piano è il vero protagonista di tutto il mini-album e lo si sente fin dalle prime note di questa traccia: dona quella dolcezza tipica delle ballate di Hikki, ma l'aggiunta degli altri strumenti aggiunge un pizzico di malinconia che rende la veramente unica. Non è una delle sue ballate alla "Be My Last" o "Deep River", struggenti ed emozionanti, ma è comunque ben riuscita e molto bella da ascoltare.
La vera sorpresa è stata senza dubbio "Show Me Love (Not A Dream)". Doveva assolutamente essere pubblicata come singolo (c'erano stati diversi rumor mesi fa sulla sua uscita...) e avere un video tutto suo. Si sente ancora l'influenza di "ULTRA BLUE" in questa traccia, soprattutto per l'inizio e la fine dell'inciso: iniziamo infatti con un'atmosfera misteriosissima. Si aggiungono le chitarre elettriche che rendono la traccia rock, ma all'inciso la batteria dona quei colpi ripetitivi e veloci molto alla "Passion" che riprende quel mistero dell'inizio. Le seconde voci sono uno dei punti forti di Hikki: rendono l'atmosfera ancora più cupa, e la sovrapposizione con la voce piena della cantante rende il tutto ancora più bello. Sembra che sia difficile entrare nella traccia inizialmente, ma le ripetizioni di parole aiutano sicuramente. Più ascolti di certo non fanno male: ogni volta si scopre qualcosa di nuovo. Un voto, quindi, pienissimo alla traccia: assolutamente magnifica. Sebbene non sia uscita come singolo, "Show Me Love" sarà usata come theme song del film "Ashita no Joe", previsto per febbraio 2011.
Continuiamo l'ascolto con la spensierata "Goodbye Happiness". Nonostante il titolo svii l'ascoltatore, una volta che entra nel vivo, la traccia risulta dolcemente allegra. Di certo non siamo ai livelli di "Celebrate" o "WINGS", ma rimane comunque una buona canzone per qualsiasi momento. Le seconde voci sono state di nuovo utilizzate egregiamente, e forse lo stile rientra più in quello di "HEART STATION". Magari è leggermente troppo lunga, ma di certo non guasta l'ascolto.
La quarta traccia è "Hymne à l'amour ~Ai no Anthem~", usata nel nuovo CM della Pepsi. La maggior parte dei fans non l'ha accolta molto bene, e posso capire il perché. La traccia è assolutamente troppo lunga, e non presenta niente di innovativo. Niente da dire sulla prima metà in francese, così come la scelta delle parole giapponesi nella seconda metà: il problema sta proprio nella musica. Hikki aveva più volte confermato che la sua canzone preferita in "This Is The One" è "Me Muero" e si sente la volontà di ricreare qualcosa di jazz e sofisticato con questa traccia. Ma il risultato è qualcosa di piuttosto pesante; non è una traccia che si ascolta ogni giorno.
Concludiamo l'ormai brevissimo mini-album con "Can't Wait 'Til Christmas". Dopo i primi dubbi a causa del titolo (una cover? una canzone Natalizia?), ci troviamo di fronte invece ad una ballata melodica molto dolce. Di nuovo sentiamo il piano per tutta la traccia, ed è il ritornello che rende il tutto più riconoscibile. C'è di nuovo quella sensazione di dolce/amaro che si sentiva già in "Arashi no Megami": per un po' la melodia è speranzosa, ma c'è poi una sfumatura di tristezza.

Una nota sulla copertina: sebbene sia stata molto criticata per la poca fantasia, non la trovo così malvagia... Avrei forse preferito una bella posa con Hikki, ma un cielo stellato non è poi così male.

Le "ultime" cinque nuove canzoni, nonostante per la maggior parte siano ben fatte, lasciano un qualcosa di incompleto: non ci sono canzoni veramente movimentate (a parte il rock di "Show Me Love (Not A Dream)" o stravolgenti (sempre a parte "Show Me Love"). Il piano, nonostante sia ben usato, calca la sensazione di "ballata" e rallenta tutto il secondo disco. Nonostante ciò, non possiamo lamentarci; è meglio di niente. Ma forse, mi aspettavo qualcosa di più...
Qualità complessiva delle tracce: 8
Musica: 9.5
Voce: 10
Copertina: 6.5
Qualità Promo Picture: 6
8
Media dei voti degli utenti: 8.54
Clicca qui per i voti dettagliati
Opinioni sul disco ''Utada Hikaru SINGLE COLLECTION VOL.2''
#01
aLz
Voto: 8
Un buonissimo mini album se cosî si può chiamare, a parte Hymne à l'amour ~Ai no Anthem~ trovo il tutto molto molto carino, specialmente Goodbye Happiness
2010-11-28 11:30:35
 
#02
Bobby Drake
Voto: 8
mail
Totalmente d'accordo con la recensione. Un ottimo disco anche se ha un qualcosa in meno rispetto ai precedenti lavori. Speriamo che la ausa porti nuove idee nella mente di Hikaru.
2010-11-28 14:18:12
 
#03
Zaz
Voto: 5
http
mail
Il mini album di inediti è stata una delusione totale, (le vendite mi danno ragione secondo me)trovo la qualità delle canzoni molto inferiori rispetto alle altre.
2010-11-28 14:50:52
 
#04
Anna
Voto: 8
http
mail
Sono d'accordo quasi con tutta la recensione, anche a me show me love è sembrata la migliore ^^ però anche se "hymne a l'amour" non piace molto nemmeno a me, ci ha fatto comunque un bel lavoro, l'arrangiamento è totalmente diverso dall'originale, ci ha lavorato quasi come fosse un inedito, e poi mi fa piacere che ogni tanto ci si discosti dai classici 3-4 minuti (la durata radiofonica) perchè si può apprezzare anche l'instrumental ed altre cose :D la qualità delle canzoni mi sembra sempre la stessa, da hikki insomma! un mix di suoni digitali e di strumenti veri, dal sound molto dolce, e la sua voce è sempre intonata e particolare ^^ l'unica vera delusione dell'album sono state le cover :(
2010-11-28 16:00:55
 
#05
mecchan
Voto: 10
mail
Trovo tutto magnifico, anche se Hymnè à l'amour non èche l'ascolti sempre...
Show me love, è magnifica!
2010-11-28 20:18:34
 
#06
nyayu
Voto: 8
http
mail
Quest'album dovrebbe rappresentare un arrivederci ai fan e dato che ha questo incarico "difficile" dovrebbe lasciare un'impronta marcata. Ebbene, ci riesce ma solo a metà.
Le canzoni sembrano esser state composte tanto perchè bisognava farle e ricordano fin troppo lo stile degli ultimi suoi due album, ULTRA BLUE ed HEART STATION. Non che ci sia qualcosa di male in questo, quei due album sono più che ottimi. Ma forse, ci si poteva aspettare qualcosa in più da un'artista come Hikki.
Parlo soprattutto di Can't Wait 'Til Christmas, Hymne à l'amour ~Ai no Anthem~ e Arashi no Megami.
Can't Wait 'Til Christmas è una canzone carina, ma non va oltre l'essere graziosa. Dimostra una tristezza superficiale.
Hymne à l'amour ~Ai no Anthem~ cover della divina Edith Piaf, poteva essere una delle sue migliori canzoni. Una cover che invece di riprendere i toni solenni dell'originale, viene trasformata in una canzone pop dall'influenza jazz. Ma purtroppo la lunghezza eccessiva ed inappropriata ha rovinato un ottimo, e molto creativo, brano.
Arashi no Megami è una canzone che sta nel mezzo. Dalle note dolce-amare è indubbiamente molto bella. Ma anche qui, sembra voler emulare un'altra canzone dello stesso stile ossia Be My Last. Anche se, parere personale naturalmente, Arashi no Megami risulta quasi più piacevole di Be My Last.
Con le altre canzoni invece, tutto cambia in meglio. Goodbye Happiness è una canzone allegra, che ti entra in testa senza però essere una canzoncina pop stupida che ripete fino alla nausea suoni onomatopeici o parole strambe.
Il video è il suo punto di forza. Una Hikki che fa la parodia di molti video su Youtube e che fa un video vivace e creativo, senza il bisogno di effetti speciali o set cinematografici, è davvero da premiare.
Un'altra canzone che mi è entrata nel cuore è Show me Love (Not a Dream). Ho amato alla follia le sue (purtroppo poche) canzoni rockeggianti e sentire che ne ripropone una nuova, non può che farmi fare i salti di gioia. E naturalmente è una canzone da 10 e lode, sia per la parte strumentale che per quella vocale.

Quest'album sî, ha creato molte aspettative ma ha dato anche un po' di delusioni. Le canzoni mancano di quel 'qualcosa' che caratterizza Hikki fin dal suo debutto. Il modo tutto suo di comporre musica pop. Non voglio dare giudizi senza conoscere, ma sembra quasi che abbia fatto tutto per pigrizia e non con vere intenzioni. Anche se naturalmente alcune canzoni risollevano il tutto.

C'è da dire che neanche il packaging aiuta. Sebbene un cielo stellato notturno, sia qualcosa di molto bello non eccelle in creatività come ad esempio la cover del suo primo Single Collection. Infine, è stato uno shock scoprire che il 'charm' di Kuma-chan non è altro che una figurina nera di cartoncino, tagliata pure male. Capisco la semplicità, ma questo è troppo.

Insomma, Hikki potevi fare di meglio.
2010-11-30 16:46:13
 
#07
kumimoto
Voto: 8.5
http
mail
Queste canzoni sono sicuramente fantastiche ma visto che sono solo un'arrivederci a me va benissimo cosî
Lo trovo u belissimo modo per darci un'arrivederci.
Cosa diversa è invece se foste stato un'addio.
Ultra blue heart station più il secondo album in americano e questo saranno in assoluto i prodotti più belli per di utada
se avesse fatto qualcosa alla deep rever ( album che iaciuto a tutti tranne credo a me perchè l'ho odiato proprio ) non mi sarebbe piaciuto.
Chissà magari ritornerà prestissimo con nuove idee conoscendo la sua creatività.
2010-12-04 09:28:59
 
#08
HEARTscapes
Voto: 9
http
mail
Da dove iniziare? Attendevo con ansia un ritorno di Hikki dopo il pessimo - sempre secondo il mio parere - This Is The One e dopo le notizie trapelate da internet riguardanti Show Me Love (Not A Dream). Soprattutto perché avrebbe segnato il ritorno di Utada Hilkaru e non di UTADA.
In definitiva mi ritengo soddisfatto in quanto per la discografia giapponese Hikki ha deciso di proseguire sulla stessa strada di ULTRA BLUE e HEART STATION.
Arashi no Megami è una ballata rock acustica, caratterizzata dalle solite seconde voci ampliamente utilizzate dalla cantautrice. Questa ballata dedicata alla madre della cantautrice mi ha colpito fin dal primo ascolto. Traccia, questa, permeata da un'atmosfera malinconica e, allo stesso tempo, estremamente dolce. Per lo stile e un pò per certe tematiche trattate fanno ripensare a Be My Last ma in una versione meno drammatica.
La seconda traccia, Show Me Love (Not A Dream), è la punta di diamante dell'EP. Una traccia che inizia con la melodia della canzone suonata con il piano per poi lasciare spazio ai sintetizzatori e alla voce grave di Hikki che donano un'atmosfera un pò cupa che già si respirava in ULTRA BLUE. L'inizio cosî dark ambient esplode poi in puro rock. Un rock aggressivo con le linee di basso che la fanno da padrone. Una Hikki cosî prepotentemente rock non la si sentiva dai tempi di Kremlin Dusk!
Per rifarsi dalla traccia precedente piena di ansia, ecco spuntare Goodbye Happiness che ormai è diventato un classico tra i fan. Senza farsi trarre in inganno dal titolo, questa canzone è estremamente allegra e spensierata. Per l'utilizzo di suoni digitalizzati, qui sembra di essere tornati alle atmosfere di HEART STATION. I vocalizzi e le armonie delle seconde voci entrano subito in testa e tutto il pezzo è caratterizzato da una forte orecchiabilità. Anche qui mi sento di fare i miei complimenti alla cantautrice per aver creato questa chicca.
Si procede poi con Hymne à l'amour, la criticata cover di Edith Piaf. La chanson originale è stata reinterpretata in chiave jazz fusion e l'arrangiamento secondo me è stato ben studiato. Hikki che canta in francese è una gioia per le orecchie secondo me :) unica critica è la discutibile lunghezza della traccia.
Ecco che arriva la delusione: Can't Wait Till Christmas. Una ballata natalizia troppo sdolcinata e artificiale e che non propone niente di nuovo.
In definitiva ringrazio Utada Hikaru per questo EP di addio e per essere sempre capace di creare dei brani cosî favolosi.
2011-01-06 15:29:59
 
#09
kuma-chan
Voto: 10
mail
A me è piaciuto tantissimo!
2011-02-26 17:01:30
 
#10
HATTO SUTEISHON
Voto: 10
http
mail
io...non..ho..parole...
2011-03-20 17:59:04
 
#11
Yuichi
Voto: 8
mail
E' un album davvero carino, anche se non mi ha colpito a pieno, ma nn so il motivo... Goodbye Happines mi mette allegria quando l'ascolto xD
2011-04-13 20:27:34
 
#12
Anonimo
Voto: 10
http
mail
Quest'album è stato acclamato da tutta la critica. Le vendite sono state buonissime, se teniamo conto il fatto che era un mini album con tracce vecchie, ed è uscito una settimana prima della chiusura dell Oricon. Ma per piacere, non date conto alle vendite, se le classifiche sono piene di idol.
E' celestiale, come la copertina! LOL
2012-02-01 15:41:16
 
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