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Hiromi
recensioni
Coperdina di Hot Chocolate - Hiromi
Hot Chocolate
Mini-album pubblicato il 02 Dicembre 2009

Primo Mini-Album digitale per Hiromi, accosta a brani dalla classica aria natalizia pezzi più vicini all'R&B contemporaneo e al gospel, dove la cantante dà prova delle sue ottime qualità vocali. La promozione è stata scarsissima, motivo anche per cui l'album non si è piazzato in nessuna classifica.
828 click, nessun voto degli utenti
di zefis90
Pubblicata il 17 Dicembre 2009

Come arriva il Natale, molti interpreti, vuoi come strategia commerciale, vuoi come loro modo personale di intendere l'aria gioiosa che emanano le feste invernali, decidono di realizzare prodotti dedicati a questo periodo, più o meno validi, più o meno originali. Quest'anno anche la neofita dell'R&B Hiromi ha deciso di dire anche la sua in merito, pubblicando un breve album atto a scaldare il cuore dell'ascoltatore, come una bella tazza di cioccolata calda a cui inneggia il titolo stesso. Disco decisamente non pretenzioso, non sfugge dal canone dell'urban contemporaneo, almeno sotto l'aspetto prettamente musicale, in cambio però sa regalarci delle performance vocali di altissima perizia tecnica, frutto anche degli studi classici di Hiromi, che si mettono in evidenza con tutta la loro forza nel tempo ridottissimo del disco, il quale purtroppo risulta perdere ed essere intaccato nell'essenza da basi troppo generiche, troppo fuorvianti e sicuramente poco adatte alle doti vocali del personaggio in questione, che certamente avrebbe potuto vantare di una produzione più curata e di una promozione maggiormente incentivata (anche se gli album in formato digitale tendono generalmente a rimanere nascosti nella penombra).

OUR CHRISTMAS SONG”, come lo stesso titolo ci suggerisce, ci proietta nelle vellutate e fascinose atmosfere natalizie a cui quasi la totalità dell'album è dedicata, proponendoci un brano nel puro e schietto canone rhythm and blues di moda negli ultimi anni in Giappone, se non fosse per l'aggiunti di soffici e delicati campanellini che addolciscono le sonorità troppo street del pezzo e rendono le ritmiche soffuse e levigate. L'aria estremamente festiva che avvolge la musica potrebbe far sembrare il tutto la solita melensa ballata uscita come promozione per qualche grande magazzino, e così sarebbe, se non si trattasse della voce di Hiromi, che fortunatamente aggiusta il tutto e porta il brano a livelli apprezzabili, pur non riuscendo (e anche ovviamente, aggiungerei) a compiere il miracolo. Voce potente, sostenuta, dalle flessioni valide e ben articolate, è la vera protagonista del mini album, che per quanto riguarda l'aspetto musicale di certo non brilla per originalità, ma rimane un documento. Scontatezza compositiva che si ripercuote anche nel brano successivo, “Have Yourself a Merry Little Christmas -Meet Me-”. Un pezzo leggermente più velocizzato, dal pesante gusto natalizio anche stavolta, non propone sostanzialmente niente di nuovo, è l'ennesima scontata riproposizione dei soliti stilemi da pezzo natalizio atto a diventare oggetto di culto dagli amanti di genere, ma niente di superiore alle mediocre norma che caratterizza simili brani. Di nuovo Hiromi torna a salvare il tutto, apponendovi la sua voce calda, densa, tenera e capace di sfoderare anche una più che discreta pronuncia dell'inglese, frutto anche dei suoi studi classici in giro per il mondo, che l'hanno portata  contatto con realtà diverse da quella prettamente nipponica. Quel che stupisce della sua voce è anche la capacità di raggiungere note altissime senza apparire l'ennesima lolita di turno, dal timbro flebile e singhiozzato, come invece vale per svariate sue colleghe, molto più blasonate ma decisamente meno dotate dal punto di vista prettamente tecnico. Peccato per la melodia, altrimenti ne sarebbe venuto fuori un pezzo veramente coi fiocchi. “I LIKE IT feat. SWAY (THE DOWNTOWN) from Sapporo”, ed era ora, cambia totalmente stile e si innesta invece in un filone più vicino all'urban, abbandonando, anche se solo per quattro minuti scarsi scarsi, le terribili lagne natalizie che ci è toccato sorbire con le due tracce precedenti. Brano imperlato di un coro di voci che accompagna i due cantanti principali e da una base che ci trasporta comunque nella stagione invernale a cui l'EP è dedicato, si avvale di ritmiche più grintose e decise, anche se non aggressive come quelle che invece si potrebbe pensare per un pezzo del genere. Le performance vocali di Hiromi e SWAY sono considerevoli, e i due si intervallano sapientemente e collaborano alla perfezione tra loro, la base, grazie al cielo, riesce ad avere qualche piccolo accenno di  interesse, nel suo algido distacco rispetto a ciò che avviene tra i due interpreti, resta il solo il fatto di dover ancora assistere ad un dislivello, apparentemente insormontabile, tra l'enorme qualità vocale di Hiromi e invece la scarsa discrezione che caratterizza le musiche, troppo generiche e prive di ogni ricerca personale. “HOT CHOCOLATE” sembra ovviare a questa incompletezza, facendo l'occhiolino a sonorità più tendenti al soul e al funky, lasciando comunque un piede nell'urban più spiccato e sicuramente più attinente allo stile su cui ha scelto di costruire la sua carriera. Forse questo è l'unico brano in cui la voce perde il protagonismo assoluto quando è stata per ora la colonna portante di tutto l'album, ma di certo ciò non può, e non deve rappresentare un inconveniente, tutt'altro. Per la prima volta, almeno fino ad ora, Hiromi cerca di trovare il connubio ideale tra melodia e interpretazione, cercando di apporre alla sua musica un'impronta più personale e una ricerca più solida e costruttiva. Ricerca che però, viene assolutamente a mancare nel brano che segue, anche se il motivo è più che evidente, e desumibile dal titolo. “Don't Wanna Fall In Love -A Cappella-”, pur durando solo un minuto e mezzo, mette in scena un intero repertorio vocale, un'intera dimostrazione del potenziale, nascosto o meno, che la cantante potrebbe sfruttare e offrire ai suoi fan. Una voce così limpida, cristallina, e nel contempo così musicale, anche facendo a meno di strumenti musicali, ha veramente dello strabiliante (l'unico paragone che veramente regge il confronto è quello di Miho Fukuhara nella recente “Cry no more”), e pur non interpretando un pezzo celestiale (il testo è alquanto blando e deboluccio), mostra il suo enorme talento e sfodera carte nascoste, che spero avremo modo di apprezzare anche in lavori futuri (personalmente, come cantante gospel ce la vedrei benissimo). Con “Kiss”, invece, si scade di nuovo nelle scontatissime ritmiche da R&B di bassa lega con cui purtroppo i Giapponesi sembrano avere un legame affettivo fortissimo, vista la quantità di pezzi impressionante che si imposta su questo genere. Se giusto giusto si vuole trovare un minimo di particolarità, essa va ricercata nella bizzarra armonia intessuta tra il pianoforte e le algide basi in sottofondo, ma questo di certo non fa la differenza, il tutto appare come qualcosa di già sentito un numero infinito di volte, se non fosse, ancora una volta, per la calda e accogliente voce della cantautrice, ancora una volta sopraffina e di grande impatto. Si chiude questo disco con “Why (ft. Full Of Harmony)”, una morbida e raffinata ballata al pianoforte, non proprio incentrata sull'argomento natalizio, ma indubbiamente collegata all'atmosfera invernale che pervade l'intero sound dell'album per il ritmo, lento ma gentile, e le basi, che sapientemente si fondono per ricreare un clima adatto allo stile complessivo del disco. Inutile spendere altre parole sulla voce della cantante, la mia opinione in merito mi sembra sia venuta fuori più che abbondantemente.

Un talento del genere stroncato da un genere in cui sicuramente non si può esprimere al pieno delle proprie capacità, ridotto a interpretare brani dal sound trito e ritrito, col quale sembra essere indissolubilmente legata, questo è Hiromi. Spero vivamente che le sue prossime produzioni sappiano convogliare un messaggio più autentico e personale, una ricerca verso uno stile più definito e meno generico. Prove del genere, se non sono da cestinare, non sono nemmeno da considerare degne di una cantautrice, che ha saputo tirare fuori dei pezzi incredibili in passato (basti pensare alla collaborazione con Namie Amuro per il suo album “PLAY”).

Qualità complessiva delle tracce: 5
Musica: 4
Voce: 8.5
Copertina: 8
6.38
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