JASMINE
recensioni
di zefis90
Pubblicata il 01 Settembre 2010
Riproposta ed aggiornata il 04 Settembre 2010 Dopo un cospicuo numero di singoli, distribuiti pressoché uniformemente nel corso di tutto l'anno, era alquanto prevedibile che la giovane JASMINE pubblicasse finalmente il suo primo album, “GOLD”. Ed è veramente oro questo lavoro, se paragonato al mare magnum di produzioni inconcludenti che oramai stanno dominando nella scena urban del Sol Levante. Pur contenendo infatti quasi tutti i pezzi pubblicati in precedenza dalla cantautrice (sono state lasciate fuori dalla tracklist giusto tre delle b-sides disseminate nei cinque singoli estratti), la varietà stilistica che viene offerta, un continuo saliscendi emozionale, e la qualità della proposta musicale offerta forniscono un'idea chiara di quanto ci si appresta ad ascoltare. Certamente, purtroppo la quantità di pezzi già pubblicati dà il sentore che, più che trattarsi del primo vero e proprio album, il disco assomigli maggiormente ad un best-of dei brani già rilasciati addietro, annullando quindi il fascino della novità che da sempre è una caratteristica degli LP nipponici. Infatti, delle 5 tracce inedite contenute in questa fatica, due erano già state rese note con due settimane in anticipo come ulteriore promozione per il disco, mentre una è un mero interludio di un solo minuto di durata, pertanto, le novità che si possono incontrare all'interno della scaletta sono effettivamente meno di quanto previste. Tuttavia, questo non deve far pensare in nessun modo che la solidità del disco venga compromessa. Anche se in fase di missaggio effettivamente si poteva ancora lavorare meglio, in modo da offrire una maggiore compattezza sonora che potesse evitare di “stancare” l'ascoltatore in alcuni tratti (la carrellata di tre ballate in fondo poteva essere maggiormente diluita lungo tutto il corso del disco alternandola alle tracce maggiormente upbeat e con un ritmo più pregnante), la qualità dei pezzi finora proposti, la personalità che JASMINE ha inserito in (quasi) tutte le sue produzioni ne fa tuttavia un ascolto solido e ponderato, di una ragazza dalla grande sensibilità che si spera saprà ripetersi anche in futuro con composizioni di questo livello. Concentrandomi soltanto sul materiale inedito in precedenza, in modo tale da non appesantire più del dovuto una recensione che tratterebbe di argomenti già abbondantemente analizzati in passato, passiamo direttamente a parlare delle poche nuove presenze incluse nel disco. Disco che inizia veramente alla grandissima con la breve, ma intensissima “PRIDE”, in un R&B patinatissimo, trascinante e tirato a lucido. Iniziando con lievi battiti cardiaci, tesi a mostrare che in questo lavoro si tratta più che altro di sentimenti ed emozioni, questi si mischiano a voci e a passi della vita metropolitana (simbolo per eccellenza della sfera urban), per lasciare poi lo spazio ad un vorticosa melodia street dai forti connotati atmosferici, con un pianoforte efficace, ipnotico e carico di melodrammatica intensità a fungere quasi da contrasto col cantato sicuro e convinto di JASMINE, più che mai in sintonia con la melodia di base, a declamare la sua forza e il suo orgoglio. E tutti e due questi elementi si ripropongono pari pari nella successiva “Bad Girl”, inserita subito dopo una trafila di tre pezzi completamente inseriti nel tessuto urban del disco, dai quali se ne distacca con notevole visibilità. Il pezzo infatti, piuttosto che concentrarsi sul panorama R&B dalla cantautrice profondamente esplorato, preferisce invece virare verso soluzioni sconosciute all'artista. Il pianoforte rimane sempre lo strumento di base, intonando una melodia dai risvolti anche stavolta riflessivi e drammatici, ma il suono così puro e limpido dello strumento viene caricato e costantemente disturbato dalla presenza di archi e chitarre elettriche, che per la prima volta portano nella discografia dell'artista un suono ruvido e rockish come neanche in “Clubbin'” si era potuto apprezzare (traccia che comunque preservava il contesto rhythm and blues di provenienza). Voce sontuosissima, imperlata della lucidità oramai diventata il trademark delle interpretazioni della cantante, trasmette una forza e inneggia una melodia che giusto in sparuti episodi della cantante si aveva potuto notare con così grande evidenza. A cavallo tra la vulnerabilità e la presa di coscienza di una rinnovata potenza spirituale, Asumi (questo il vero nome della cantautrice) propone quello che probabilmente è per ora il pezzo migliore della sua carriera, che, ironia della sorte, non gravita nemmeno attorno allo scenario R&B di cui fa parte. Purtroppo però il terzo brano originale contenuto nel disco, ovverosia la appena successiva “dear my friend”, non riesce a mantenersi allo stesso livello qualitativo della precedente. Partendo in sordina, per sfociare poco dopo nell'effettivo timbro che la caratterizza, la canzone è un coacervo di stereotipi ripresi e ricopiati pari pari dalle produzioni urban degli ultimi anni, senza un minimo di spessore o ricerca personale che potessero in un certo qual modo, sottrarre il pezzo dalla banalità che lo caratterizza. Eseguito a puntino e con un'interpretazione tutto sommato meno modesta di quanto possa apparire ai primi ascolti, tuttavia non stupisce, non emoziona, il tutto scorre senza lasciare la benché minima sensazione, spiazzando quindi chi avrebbe voluto invece ricercare nel disco materiale inedito graffiante e carismatico. Il breve interludio che intercorre subito dopo, e cioè “stage ~interlude~”, avrebbe potuto veramente essere sostituito da un altro inedito, visto che la sua funzione si risolve soltanto nel presentarci la successiva, e alquanto più interessante “This Is Not A Game”, il singolo più incalzante e travolgente che finora JASMINE ci ha offerto. Non che la costruzione non sia interessante, anzi, nel minuto di durata che la contraddistingue vengono ripresi molti degli elementi che caratterizzano il brano successivo, come parti del testo ("This is my stage"), il ruggito che si può avvertire nel primo secondo di ascolto, e il synth rilassato di base, che si compenetrano con il martellante battito di una batteria elettronica e la voce dura della cantante, ma la domanda che ci si pone è la seguente: era veramente necessario un intermezzo di questo tipo? Non sarebbe stato meglio proporci qualcosa di più intrigante che un semplice pezzo di stacco? Anche perché, l'ultima canzone nuova del disco, posta a chiusura del lavoro intero, intitolata “Why”, non è che sia quanto di meglio ci si potesse aspettare. Ballata R&B dai toni nostalgici come tante si è avuto modo di ascoltare e sentire ultimamente, non offre niente di allettante o particolare ad una scena musicale che appare sempre più fiacca e priva di mordente, totalmente priva di inventiva quanto pare essere. Aggiungete inoltre alla povera base (i beats sono sempre i soliti, non cambiano di una virgola), un'interpretazione stavolta più sottotono rispetto al normale, e avrete in tutto e per tutto una chiusura tirata via, noiosa e terribilmente blanda. Capisco che ami interpretare le ballate, ma una “Dreamin'” questa nenia se la mangia veramente a colazione! Anche se due dei nuovi pezzi sono terribilmente scarsi e sconclusionati, alla fine questa è semplicemente una brevissima parentesi di quello che a tutti gli effetti, salvo fascinazioni dell'ultimo momento, sarà senza dubbio il mio disco urban preferito dell'anno. Pochissime fasi calanti, un'ottima capacità espressiva e compositiva, e soprattutto, tante belle canzoni destinate ad essere quanto di meglio la scena street sa offrire al momento. Spero solo che Asumi riveli la sua essenza piano piano e dimostri che la sua musica non era una meteora, ma il frutto di un lavoro costante e volto a migliorarsi sempre più. Qualità complessiva delle tracce: 8.5 Musica: 7.5 Voce: 9.5 Copertina: 7.5 Contenuti DVD: 8
8.2
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#01
Bobby Drake
Voto: 8.5
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Ottima recensione davvero. Non avrei saputo dire di meglio su questo GOLD che trovo essere uno dei dischi urban più belli degli ultimi 2 anni direi. Concordo con tutto ciò che hai scritto zef e devo dire che ti sei superato con questa recensione, il tuo stile migliora sempre più. Complimenti.
2010-09-01 20:24:48
#03
Kumimoto
Voto: 8.5
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Recensione davvero ottima jasmine con questo primo album di è garantita un posto nel mio cuore con questo Gold che mi ha conquistato al primo ascolto
2010-09-03 10:28:39
#04
nyayu
Voto: 8.5
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Ricordo che quando ha debuttato, JASMINE non mi piaceva. Aveva un sound troppo blando, troppo solito r'n'b americano. E' passato del tempo e l'ho riascoltata, non solo con le orecchie ma anche con la testa. Mi sono ricreduta. GOLD è un album j-urban a dir poco ottimo. A differenza di certe cantanti del suo genere, JASMINE non esce fuori dai binari infarcendo l'album con canzoncine pop o musica elettronica, che in questi ultimi anni la fa da padrone in Giappone. JASMINE è un'artista che sa quello che fa e lo fa anche bene. In più sa catturare l'attenzione su di sè, con le sue cover coloratissime poi riprese nei video e nei live. Peccato per GOLD, una cover graziosa ma rovinata da quell'orrore di photoshop. Sembra mezza pelata poveretta. Avrei voluto dare un 9.5 al disco, ma purtroppo non se lo merita per la pecca più grande dell'album. Le ballate, messe in blocco alla fine proprio come dice zefis. Danno una botta d'arresto all'album incredibile, rendendolo tutto ad un tratto lentissimo e stancante. In più sono due ballate piuttosto generiche. Anche se in Dreamin', JASMINE dà il meglio di sè sfoderando una voce potente certo, ma pulita e armoniosa. Ma viene perdonata, perchè è un album di debutto decisamente brillante anche con le sue imperfezioni.
Nonostante fossi scettica all'inizio posso dire con tranquillità; che GOLD è il miglior album j-urban del 2010.
2010-09-03 21:47:16
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