MBLAQ
recensioni
di Bobby Drake
Pubblicata il 29 Febbraio 2012
Riproposta ed aggiornata il 08 Marzo 2012
A meno di un anno di distanza dal loro mini-album di debutto, i MBLAQ ritornarono in scena con il loro secondo album “Y”. Il disco prosegue il percorso R&B, dance e pop del primo disco, sperimentando però ritmi leggermente differenti e basi più ricercate. Siamo ancora agli inizi della carriera e, con questo disco, i MBLAQ non sono proprio riusciti a fare colpo dal punto di vista musicale, dato che le cinque tracce qui presenti non emergono per un qualche particolare rilevante o per una qualche sperimentazione interessante, ma si appiattiscono al resto del mondo della musica coreana, senza distinguersi o senza spiccare.
Dopo la breve “4 Ya' Stereo – Intro” in collaborazione con Taewan a.k.a C-Luv in cui possiamo subito ascoltare un lato maggiormente dance e R&B dei ragazzi, il disco si apre con “Y” pezzo che dona anche il titolo al disco. Sinceramente parlando, mi aspettavo davvero qualcosa di meglio, qualcosa di più incisivo e intrigante. Dopo il flebile mini-album di debutto, da questa traccia principale mi aspettavo un ritorno in scena con i fiocchi, qualcosa che stupisse e che facesse ballare ma, purtroppo, così non è stato. Questa “Y” sembra non partire mai, sembra come non esistesse un ritornello o, almeno, sembra come se il ritornello non abbia nessuna funzione all’interno della traccia che, nel complesso, presenta una base R&B/Dance inefficiente e senza alcun senso dato che i suoi suoni minimal non riescono a dare grinta, non graffiano e non catturano per nessun motivo l’attenzione se non, nel breve pezzo rap verso la fine. Proseguendo oltre troviamo “One Better Day” che non migliora di molto la situazione poiché si presenta come un energico pezzo pop influenzato da una lieve dance che, però, rimane privo di qualunque attrattiva. Blando e piuttosto scadente, il brano non rimane impresso nel mente e, a causa della sua melodia sempliciotta, si fa dimenticare davvero facilmente. Anche con “What U Want” non riusciamo a cogliere appieno lo stile dei ragazzi che, questa volta, provano a ricreare una traccia pseudo blues, senza però riuscirci. Pianoforte, batteria e chitarra non si addicono molto a questa scarsa melodia che, in poche parole, stanca davvero in breve. A chiudere questo mini-album non poteva che esserci una ballata lenta e grave. “Last Luv” infatti si propone come lenta, melanconica e profonda ballata e, inutile dire, va a chiudere disastrosamente un mini-album già di per sé disastroso. Non è perché io non sia un fan delle ballate coreane che questo pezzo non mi piaccia, ma perché è davvero troppo lento e privo di spessore. Come ho già sostenuto, i MBLAQ ne hanno di strada da fare prima di riuscire a trovare un loro stile o una loro musicalità. Questo mini-album è la prova che la loro carriera è in crescita, ma anche che di strada ce n’è ancora molta da fare. Intanto se vi piace il pop coreano senza pretese e senza nessun particolare, ascoltate questo album perché è abbastanza nella media, anche se non è ancora perfetto come stile. Qualità complessiva delle tracce: 5 Musica: 5.5 Voce: 6 Copertina: 6.5
5.75
Media dei voti degli utenti: 8
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#01
Hikaru_angelic
Voto: 8
http
mail
Nel complesso mi è piaciuto abbastanza come album ma soprattutto a me Y piace moltissimo. L'ho trovata molto intrigante e trascinante...anzi a mio parere carica anche abbastanza nonostante la tematica del testo XD il ritornello continua a ronzarmi in testa
2012-03-07 16:06:08
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