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MEG
recensioni
Coperdina di BEAUTIFUL - MEG
BEAUTIFUL
Album pubblicato il 27 Maggio 2009

Sesto album della carriera di MEG, ripropone la formula dei due dischi precedenti, attingendo ai più disparati settori dell'elettronica (techno, house, trip hop), e reinterpretandoli in una chiave più alternativa ed inusuale. L'album è stato venduto anche in una versione CD + DVD contenente i clips dei singoli estratti.
988 click, un solo voto degli utenti
di zefis90
Pubblicata il 01 Ottobre 2009
MEG - BEAUTIFUL
MEG - BEAUTIFUL
MEG - BEAUTIFUL

Chiusa l'altalenante, e onestamente poco fortunata fase del precedente lavoro “STEP”, MEG si prende all'incirca un anno di pausa e di riflessione, per fare maturare nuove idee, per ovviare alle evidenti lacune creative delle sue ultime due fatiche, e per regalarci finalmente un prodotto degno del suo talento e della sua maestria. “BEAUTIFUL” finalmente compie il passo in avanti che ci si aspettava già da “BEAM”. Fondendo e amalgamando la sua ottima dose creativa, con lo sperimentalismo che aveva caratterizzato lo spettacolare ed insuperato (ce ne vorrà per riprodurre un disco del genere!) “aquaberry”, Keiko ottiene un album tra i migliori nel panorama elettronico di quest'anno, imponendosi con decisione sopra una congerie di dischi decisamente scadenti e qualitativamente pessimi. La calma, unita ad una sapiente dose di coraggio, ha permesso a MEG di pervenire a soluzioni più fortunate, più vitali ed energiche, (quasi) alla pari di quei piccoli gioiellini degli esordi.

A proiettarci in questa rinnovata, fresca dimensione musicale tocca all'intro “DAYS”. Se a molti potrà sembrare confusionaria, caotica, discordante e totalmente inutile, in realtà la composizione di questo pezzo di due minuti circa presenta molte peculiarità. Oltre a fungere da propulsore per buona parte delle tracce contenute nell'album, questo brano riesce ad unire in maniera molto curiosa e riuscita un trip-hop di matrice björkiana (mi è subito sovvenuta quella gemma che è “Jòga”) con sonorità invece groovy e funky, il tutto contornato dai vocalizzi vocoderizzati di MEG, squillanti, alti, protesi nell'armonia della musica, così aggressiva, graffiante e particolare. “PRECIOUS”, il secondo pezzo, non è forse così originale o volto a ricercare accostamenti così bizzarri e rischiosi, ma è forse il brano del disco che più mi piace. Si tratta di una traccia allegra, con poche pretese, ma molto più vivace e melodica dell'intro precedente. Si tratta di techno pura per uno dei pezzi più vitali della sua carriera, senza che scada comunque nel soporifero e letale feeling da discoteca che tanto ci aveva stufato, indirizzandosi verso un territorio più chillout e rilassante. A seguire un altro, spiazzante, cambiamento di stile e di direzione, con il pezzo “TELEPHONE”. E' un'elettronica completamente diversa, inaspettatamente sperimentale, fortemente influenzata da un ambiente vicino alla progressive house, che stravolge interamente quello che ci si poteva aspettare dall'esordio di questo album, impostata com'è su controtempi discretamente complicati e mix elettronici piuttosto caotici, ma arditamente coordinati. Traccia consigliata per chi cerca qualcosa di particolare e bizzarro. Le sorprese di certo non finiscono qui, e MEG sa stupirci un'ennesima volta con “LIES”, dallo stile (guarda caso...) nettamente diverso e dirompente. Aprendosi come se si trattasse di un pezzo urban inizialmente, veniamo delusi in questa opinione quasi immediatamente: riprendendo fondamentalmente lo stile aggressivo e stridente dell'introduzione, ne accentua il lato più ossessivo e distorto, in un susseguirsi incalzante di beat frenetici e divampanti, che se da una parte arricchiscono il piano musicale, dall'altra indeboliscono enormemente il lato fonetico e del canto. Questa è forse la pecca più evidente dell'album: il fatto che MEG non riesca a slanciarsi nei suoi noti vocalizzi con tanta facilità, talvolta risultando alquanto fiacca e carente di colore, ma per fortuna questo avviene ben poche volte, e a dracene la conferma segue “STAR”. Pianoforte e batteria, batteria e pianoforte, martellanti, ossessivi e di forte suggestione, strizzano un po' l'occhiolino a “NATALIE” del precedente album, ma nell'insieme il pezzo in questione vale molto di più del suo archetipo. In primis, viene esaltata la dimensione più intima e lounge del pezzo, l'unico che lascia da parte l'elettronica per riportarci nella sfera più rilassata, dalle chiare influenze Shibuya-kei, degli esordi. Una piccola stella nel mezzo del disco, che illumina il tutto e ci proietta nella seconda metà dell'album. Segue “STAND”, che ci propone un'atmosfera chillout-lounge, tipicamente alla Clazziquai Project, l'influsso dei quali è chiaro e spiccatissimo. La traccia non spicca per una grande originalità, o per presentare qualche discorso nuovo, ma data l'esplosione di creatività dei primi 5 pezzi, onestamente, di cosa possiamo rimproverare Keiko, se si concede una piccola defaillance creativa? A ruota, dopo questo gradevolissimo filler, segue “WHY”, il brano più lungo dell'album, e parimenti anche uno dei più interessanti e gradevoli, da un punto di vista prettamente tecnico. Rifacendosi all'electropop degli anni '80, MEG guarda alla scena indietronic e synth europea, che attinge a piene mani da quello stile così peculiare e caratteristico, proponendo un brano fresco, con un sound molto da discoteca senza però togliere nulla alla qualità e alla freschezza che contraddistingue la traccia. MEG canta in un inglese sicuramente non eccelso (la pronuncia, dopo così tanti album, poteva onestamente essere anche più curata, ma i Giapponesi si sa, non sono particolarmente ferrati con le lingue straniere), ma il risultato è complessivamente più che soddisfacente, presentando un altro lato della sua inesauribile rinata creatività. “JOKER” adotta le stesse caratteristiche stilistiche di “STAND”, soltanto che a tutto questo va associato un uso particolare del clavicembalo, che, per così dire, ammortizza e varia quello che sarebbe il solito branetto lounge da quattro soldi. C'è da dire che il rischio in cui è incorsa MEG è più che cospicuo, ma fortunatamente il risultato ha ripagato, e il brano non risulta una copia spiccicata di discorsi già abbondantemente sviluppati. “SKIN” è la traccia più forte, più d'impatto, più prepotente di tutto “BEAUTIFUL”. Squillante, schizofrenica, completamente fuori dalle righe, dai beat salterelli e giocosi, fanno della canzone non soltanto quanto già detto, ma anche un pezzo dall'enorme carica erotica (lato che, dalle copertine ai video, permea un po' tutta quanta la carriera di Keiko). Non soltanto il testo ce lo palesa in tutta la sua chiarezza, ma anche il ritmo ne è un indizio. Infatti la musica non lascia quasi respirare, è incalzante, decisa, sostenuta e sicura, tale da farne indubbiamente uno dei punti di forza dell'intero disco. A chiudere la raccolta di brani originali ci pensa “BEAUTIFUL”. Con lapalissiani rimandi a “MAGIC”, il pezzo è forse quanto di più banale MEG aveva da offrirci. E' un brano che si nota sin da subito che è poco sentito, che non è un parto spontaneo della mente di Keiko, ma un semplice e prolisso riempitivo electropop che non emoziona e non coinvolge, il polpettone indigeribile a chiudere però un florilegio di creazioni dalla superba fattura e qualità. Per concludere segue il remix di “FREAK”, a cura del pluriblasonato e polivalente yasutaka nakata, di cui MEG da molti anni oramai si avvale per una delle migliori collaborazioni dell'elettronica giapponese. Ora, certamente la versione originale del brano è molto più particolare e ricercata, ma (magnum miraculum!), anche questo remix riesce, per quanto mi riguarda, a coinvolgere e ad emozionare tanto quanto la fonte ispiratrice. Pezzo che alterna un parlato infantile ad un cantato in cui si ritrova la vera grinta di MEG, questo nuovo formato riesce a rinnovare completamente la canzone, senza stravolgerla nei suoi parametri fondamentali, mettendone in luce l'enorme versatilità, sotto ogni punto di vista. Per la prima volta, un remix di Keiko capace di emozionare, e non di assurgere a mero filler per aumentare il numero di minuti d'ascolto.

Nel DVD della versione deluxe sono presenti i videoclips dei due singoli estratti per promuovere l'album, cioè “PRECIOUS” e “FREAK”, e in più quelli girati per “BEAUTIFUL” e “SKIN”, sempre molto strani, insoliti, curiosi, quasi dei cortometraggi atti a mostrarci la qualità che MEG riserva in ogni ambito delle sue produzioni.

Ecco che è tornata la vera MEG, quella che ho adorato sin dal primo istante e che ho dovuto purtroppo constatare cadere in un gorgo di crisi inventiva e di ispirazione. In “BEAUTIFUL” Keiko non dà niente per scontato, quasi a volersi scusare dei prodotti infelici offertici in precedenza, a dimostrare che ancora una volta, lei è una delle indiscusse protagoniste della scena elettronica giapponese, e che, quando meno te lo aspetti, riesce a sfoderare degli assi dalla manica veramente vincenti.

Qualità complessiva delle tracce: 9
Musica: 9
Voce: 7.5
Copertina: 8.5
Copertina Limited Edition/First Press: 8.5
Qualità Promo Picture: 8.5
Contenuti DVD: 9
8.57
Media dei voti degli utenti: 8.5
Clicca qui per i voti dettagliati
Opinioni sul disco ''BEAUTIFUL''
#01
aLz
Voto: 8.5
concordo completamente con la recensione :) veramente un'album da ascoltare
2010-02-14 22:27:57
 
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