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MEG
recensioni
Coperdina di Dithyrambos - MEG
Dithyrambos
Album pubblicato il 22 Novembre 2006

L'album è sostanzialmente un disco electropop, su cui si innestano vari stili, a partire dalla ballata per passare al funky e alla bossanova.
Il disco è stato venduto anche in una versione limitata con un booklet-photobook aggiuntivo, un poster e vari adesivi.
1015 click, un solo voto degli utenti
di zefis90
Pubblicata il 04 Settembre 2009
Parlare di MEG (al secolo Keiko Yorichika), senza tener presente la sua indescrivibile poliedricità e il suo eccentrico carattere equivarrebbe a preparare una Sachertorte senza la marmellata d' albicocche: paragoni a parte, MEG è sicuramente uno di quei personaggi che non può, e non deve accettare mezzi termini. Va presa così come è, sfuggente, paradossale, fuori dalle righe. E “Dithyrambos”, fortunatissimo sequel di un riuscitissimo primo disco, “room girl”, segnala una fase nuova per la cantautrice di Hiroshima. A tre anni dall'esordio, e a due dal lancio della sua linea di moda, la “cheryl”, Keiko decide di abbandonare i panni della chanteuse di jazz e di darsi definitivamente al genere che più la rappresenta e più la incuriosisce: l'elettronica, che poi viene mescolata a generi totalmente estranei, ma non per questo ne risulta snaturata, ma anzi ne riesce più rafforzata e vivida che mai. Da notare che nel disco non sono presenti nemmeno minimi riferimenti all'antica Grecia, e neanche accenni a qualche dionisiaco ditirambo, come il titolo lascerebbe presagire, ma è solo un modo di accentuare ulteriormente la quasi “schizofrenica” eccentricità di MEG, che non si lascia spaventare da parole altisonanti e le riesce a coniugare, con bizzarri risultati, alle sue musiche.

intro -esquina-”, la brevissima intro del disco, che si compone di una sensuale ed onirica melodia composta da un pianoforte e i sospiri appena sussurrati di MEG, bene presenta il prodotto, che nel suo intento vorrebbe coniugare la sensualità della voce della cantante con la ritmica potente e calda delle basi elettroniche. Si passa successivamente al pezzo cardine, a mio modestissimo parere, dell'album: “ROCKSTAR (yasutaka nakata 128 mix)”. Avvalendosi dell'aiuto del genio dell'elettronica Yasutaka Nakata, con cui successivamente darà il via ad una delle più fortunate collaborazioni in Giappone, “ROCKSTAR” è il primo di una serie di riuscitissimi remix composti per la cantante, che diventeranno il suo marchio di fabbrica. Qua l'elettronica, evidentemente la fa da padrone, ma si confa anche di un sostrato più tendente al groove e al funky, che accompagna e addolcisce la voce di MEG, rendendola quasi una sensuale bambolina dalla voce di porcellana. L'esperimento risulta più che riuscito e la pone come una delle future promesse della techno giapponese. Si passa poi a “DAWN”. Per chi si aspettava un album composto solamente da pezzi d'impatto e da dancefloor, dovrà rimanere deluso: la terza traccia infatti è un'armoniosa ballata elettro, caratterizzata da ritmi quindi più lenti e tendenti verso un easy listening che non sfigura affatto, anzi. Puntando più sulla voce che sul ritmo, il pezzo diventa uno dei cavalli di battaglia del disco, frutto di una perfetta sintesi tra l'onirico cantato di MEG e della base in sottofondo, tra il sospeso e il sussurrato, coadiuvata da quella magnifica tromba che sarà uno dei punti vincenti del successivo lavoro “aquaberry”. Pezzo ottimo, che sembra quasi proiettarci nel fredo risveglio di un'alba primaverile. A seguire un pezzo totalmente diverso, “STEREO04 (suguriumn mix)”. Se nei precedenti pezzi MEG si propone più toccante e coinvolgente, qui si fa più sbarazzina e grintosa, senza perdere comunque in qualità. A parecchi il brano potrà risultare noioso dopo qualche ascolto, per la ripetizione di un lungo riff lungo tutta la durata del brano, resta il fatto che l'armonia progressive è qualcosa di abbastanza azzardato, lontana dagli sterotipi dell'elettronica più tradizionale. Si prosegue con “saigo no kotoba”. Se l'attacco del brano potrebbe far presagire ad una ballatona melodrammatica, come tante se ne sono sentite, la sorpresa è tanta, e sicuramente molto positiva. Il pezzo si imposta su una chiave di stampo funky che rimanda ai notissimi Jamiroquai, e alle precedenti sperimentazioni jazz dell'album “room girl”. L'elettronica qui è totalmente assente, il tutto risulta essere un brano di grande classe che dimostra l'inesausto sperimentalismo della cantante e la sua voglia di non ripetersi mai, anche nello stesso disco (almeno, questo avviene fino al successivo “aquaberry”). “lovelive” è un brano dal mood più dance, impostato su melodie più scanzonate e briose, quasi a voler sancire che in fondo, l'amore è solo, un gioco, un celestiale divertimento fra due persone che per un attimo si incontrano.
Si prosegue poi con la dolce “Lovin' You”, commistione-collaborazione fra il suono melodico di un'intensa chitarra ed una elettronica dai tratti più tendenti ad un trip-hop leggero e appena pronunciato. Unico tasto dolente del brano è la voce di MEG, che nel ritornello si fa assai simile a quella di Ami Suzuki, e che contemporaneamente risulta essere poco profonda ed incisiva. Fosse avvenuto il contrario, si avrebbe potuto ammirare una ballata dalla dirompenza straordinaria, ed un brano tra i suoi migliori. A chiudere “carpool”, un pezzo bossa-nova, eccessivamente slow-tempo, eccessivamente smielato, eccessivamente lamentevole. Intendiamoci, la musica, come al solito, è molto gradevole e delicata, ma inserirla alla fine di un disco, per giunta dopo un'altra ballata, ammazza sicuramente anche gli ascoltatori più accomodanti. Si fosse trattato di un pezzo electropop con elementi tipici della tradizione brasiliana, allora si avrebbe assistito ad un esperimento superlativo e maiuscolo, pura genialità cantautoriale.

Indubbiamente “Dithyrambos” lascia il segno nella carriera di Keiko, e tra alti (più intensi e memorabili), e bassi (a cui volentieri si riesce a chiudere un occhio), il disco si presenta ben strutturato e compatto, ricco di spunti interessanti e di brani da riascoltare e riascoltare, sancendo il vero inizio di una carriera tutta in ascesa.

Qualità complessiva delle tracce: 7.5
Musica: 8.5
Voce: 7.5
Copertina: 9.5
8.25
Media dei voti degli utenti: 9.5
Clicca qui per i voti dettagliati
Opinioni sul disco ''Dithyrambos''
#01
Anonimo
Voto: 9.5
http
mail
Dithyrambos secondo me è il cd migliore di MEG, dopo Room Girl, sia sotto il punto di vista vocale e musicale...le traccie saigo no kotoba e Lovin' You sono quelle che mi hanno colpito di più e che mi piacciono di più.
A parte STEREO04 (suguriumn mix) questo cd si merita proprio un bel 9.5!!
2009-11-29 18:14:54
 
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