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MOON KANA
recensioni
Coperdina di Doubutsu-teki Ningen - MOON KANA
Doubutsu-teki Ningen
Album pubblicato il 21 Settembre 2001

Album di debutto rilasciato sotto il nome di Kana e con l'etichetta indipendente Teichiku Entertainment. Il disco presenta una forte influenza rock nelle tracce, anche se qua e la vengono inserite basi pop pure e semplici.
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di Bobby Drake
Pubblicata il 18 Settembre 2010
Riproposta ed aggiornata il 21 Settembre 2010
MOON KANA - Doubutsu-teki Ningen
Dopo tre soli singoli, nel 2001 Kana si presenta al pubblico con questo suo primo disco Doubutsu-teki Ningen un disco molto rock. La maggior parte delle tracce sono infatti accompagnate da chitarre elettriche anche se non mancano spunti pop e, in alcuni punti, anche alternative. La voce dell’interprete è quella che è, ma in questo suo primo disco non raggiunge gli apici di fastidio e di intolleranza che l’ascoltatore poteva provare sentendo i dischi venuti dopo. Non sarà l’album più bello del 2001, però con questo suo album di debutto Kana non si presenta troppo male.

Ad aprire questo album di debutto ci pensa la languida e melanconica Reinbo -Ningen Shiki-. Una lenta e pesante traccia pop dalla melodia scarna e poco convincente. La voce di Kana qui è roca, straziante, graffiante e a dir poco fastidiosa. Pessimo brano di apertura per questo primo disco. Hebi-Ichigo risolleva un po’ la situazione con le sue chitarre elettriche e la sua batteria cupa, grezza, irata e quasi oppressiva. Qui la melanconia non esiste ma la nostra cantante interpreta con determinatezza e potenza le strofe del pezzo. La voce qui per fortuna non è fastidiosa, ma si fonde perfettamente con la melodia creando un effetto quasi piacevole. Con Kabi la cantante si diletta a canticchiare con leggerezza e ingenuità le strofe di questo divertente e strambo brano. La base musicale è creata con chitarre elettriche e batteria, ma non ha praticamente un senso poiché cerca di accompagnare l’insensata parte vocale. Semplice ma efficace, Kabi sicuramente si fa notare all’interno del disco per le sue stranezze musicali. Eterea, fluttuante ed evanescente, questa Mirukii strizza l’occhiolino al rock degli anni ’90, quello caratterizzato dalla cupezza, la tristezza e da una base forte e robusta, unita a qualche elemento di dance. La parte canora sicuramente si potrebbe levare dal pezzo, ma la base musicale è semplicemente ottima devo dire, strano ma vero. Staccandosi totalmente dal mondo del rock, Kana ci presenta Toraboruta che è un mix di pop e di dance inutile quanto fastidioso. La base musicale fa acqua da tutte le parti poiché non c’è un solo elemento che combaci, come anche la parte vocale che è alquanto seccante, soprattutto nel ritornello in cui viene intonato per una decina di volte il titolo del pezzo. Volendo ritornare al rock, la cantante ci propone Chimame una forte e arrabbiata traccia in cui le chitarre elettriche spadroneggiano assieme all’infuriata e adirata voce. Il ritmo è travolgente e l’exploit musicale delle chitarre riesce a dare energia a questo pezzo. Joueki è un breve interludio musicale creato con dei campanelli e vari altri strumenti che accompagnano la sussurrata voce di Kana che sembra essere quella di una bimba che sta cercando di parlare per la prima volta. Semplicemente spaventoso questo interludio. Con Mori ci si imbatte nel pop anni ’90 semplice e quasi scadente. La base musicale cerca di essere quasi eterea o evanescente ma non ci riesce e la voce della cantante è così fastidiosa da non far proseguire l’ascolto del pezzo per più di 30 secondi. Dopo due tracce orribili, ci viene proposta Kuuchuu Buranko un ennesima traccia rockeggiante. Il pezzo in sé non è male, però è troppo uguale a quelli ascoltati precedentemente e così si perde un po’ nella tracklist, anche se le sue chitarre sono ottime ed elettrizzanti. Stessa storia per Tsuno, un brano rock identico al precedente che non propone nulla di nuovo. Con Daichi la storia si ripete per la terza volta anche se il pezzo è leggermente diverso dai precedenti poiché si presenta come pezzo melanconico e triste. A chiudere questo album di debutto ci pensa l’acustica Momo -Me ga Haeta Shiki- che per fortuna smorza l’atmosfera rock dei due precedenti pezzi introducendo la chitarra acustica come strumento. L’accompagnamento musicale non è niente male, essendo creato da un mix di chitarre acustiche ed elettriche, fuse con una semplice batteria. Non sarà un brano di punta, però la conclusione è sicuramente più interessante dell’apertura.

Rispetto ai dischi pubblicati nel futuro, questo album di debutto non è niente male. Certo, le tracce sono un po’ tutte uguali e alcune basi musicali si assomigliano un po’ troppo, però Kana ce l’ha messa tutta ed è riuscita a creare un disco quasi piacevole e apprezzabile.
Qualità complessiva delle tracce: 7.5
Musica: 7
Voce: 6.5
Copertina: 5.5
Qualità Promo Picture: 6
6.5
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