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Mai Kuraki
recensioni
Coperdina di FUTURE KISS - Mai Kuraki
FUTURE KISS
Album pubblicato il 17 Novembre 2010

Nono album per Mai Kuraki, propone il solito blend di R&B 90's fortemente improntato su una maggiore ricerca melodica che di arrangiamenti. Uscito in due versioni (di cui due le consuete CD e CD+DVD, mentre la terza è una speciale per il fanclub con incluso un ulteriore DVD live), il disco conferma la parabola discendente della cantante/cantautrice, fermandosi solo alla terza posizione e vendendo poco più di 65000 copie.
740 click, 2 voti degli utenti
di zefis90
Pubblicata il 21 Aprile 2011
Riproposta ed aggiornata il 17 Gennaio 2017
Mai Kuraki - FUTURE KISS
L'uscita del nono album di Mai Kuraki si è fatta attendere più del previsto, complice anche la pubblicazione di un best a fine 2009 e di un elevato numero di singoli che hanno contribuito a ritardarne il rilascio. Forte del rinnovato interesse del pubblico giapponese dopo l'uscita del più accattivante e grintoso “touch ME!”, che finalmente, a seguito di dischi veramente troppo convenzionali, era riuscito ad effettuare un giro di vite significativo, a seguito di un maggiore interesse anche sul versante degli arrangiamenti e delle musiche, l'ultimo “FUTURE KISS” torna ancora una volta indietro, riproponendo una formula musicale sì onesta e consolidata, ma che dopo 12 anni di carriera non è più capace di generare qualsivoglia guizzo. Aggiungiamoci inoltre la pessima scelta di una produzione 90's talmente kitsch in taluni frangenti da strappare ben più di un sorriso, e la frittata si è fatta. Fortunatamente si salvano le melodie, quelle sì ancora capaci, spesso e volentieri, di essere all'altezza della situazione, altrimenti, il disco, sarebbe stato un fallimento totale. Tornare sulla strada precedentemente non è sempre sinonimo di garanzia, e questo album ne è una chiara testimonianza. Eppure, l'inizio pare smentire totalmente quanto appena espresso. 

Al solito, Mai si rivela destrissima nel saper aprire un disco nella maniera giusta, e affida, come di rito, alla title track “FUTURE KISS” il compito di introdurre all'ascolto dell'album. Sì, l'elettronica retrò, accostata a una scelta produttiva così antiquata e opaca, risulta veramente un po' risibile nel 2011, quando i mezzi a disposizione di un artista sono ben più avanzati, fatto sta che, accostata ad una melodia del genere, slanciata e fugace, e ad un saliscendi così colorato dei beats, questo difetto è davvero trascurabile. La dance così patinata dell'arrangiamento inoltre, riesce a conferire al brano intero un'aura futuristica richiamata dal titolo stesso, ispessendo i suoni e apportando al timbro così pacato della Kuraki un retrogusto robotico piuttosto interessante. Magari però si fosse esplorata maggiormente la vena electrourban all'interno del disco, ciò avrebbe potuto risollevare le sorti dell'album in misura esponenziale. Già la successiva “wana”, superflua b-side del singolo “Beautiful”, è quanto di più fritto e rifritto per la carriera di Mai: classica melodia scandita dai toni angelici della cantante, scratches di finti vinili in sottofondo, e base alla Destiny's Child inizio carriera che praticamente si è sentita in tutte le salse dalla cantante. Pezzo carino, ascoltabile, ma nulla di più. Della successiva “Revive” ne ebbi già a parlare quasi due anni fa poco dopo l'uscita dello splendido singolo. Portando avanti il discorso già discretamente attuato in “Mi corazòn” nel 2002, Mai rispolvera le sue pulsioni latine inserendole in un contesto pop più fresco e pimpante, colorandolo con fraseggi pianistici virtuosi ed impeccabili, a fianco di una proposta melodica accattivante e sbarazzina. Dopo due anni, questa signora canzone si fa sentire come la prima volta, conquistando ad ogni ascolto di più. Il vero capolavoro, negli anni recenti della sua carriera, della cantante. La chitarra flamencata viene ripresa anche nell'intro della successiva “Watashi no, shiranai, watashi. -precious ver.-”, la quale si distacca dall'originale dell'anno passato soltanto per un arrangiamento più flebile, che però manca di vitalità, e nel complesso, risulta un po' stucchevole. A prescindere dall'andamento della canzone, che comunque è sorretta piuttosto bene dalla rapidità del cantato di Mai, a suo agio tra gli alti del ritornello e i bassi delle strofe, è la controparte musicale che qui non è espressa al massimo delle potenzialità, con questo R&B vintage a offrire una patina zuccherosa in un pezzo che agli albori appariva fatto di tutt'altra pasta. I remix spesso e volentieri, più che rappresentare una nuova rilettura, sono un vero e proprio danno, e qui il danno è ben più che lieve. “SUMMER TIME GONE” è il pezzo pop che potrebbe mettere d'accordo l'ascoltatore casuale di Mai e il suo fan più incallito, ma per quel che mi riguarda, è un brano con una melodia banalissima (persa tra chili e chili di autotune, come se l'ottima voce della Kuraki ne avesse bisogno), accompagnata da una musica sì efficace nel trasmettere la sensazione di nostalgia per un'estate oramai agli sgoccioli (tra tamburelli e archi sfumati nel sottobosco), ma che veramente, è quanto di più innocuo e trascurabile. Niente di così disprezzabile, sia chiaro, ma alla fine fila via come il vento, lasciando poca traccia di sé. Sulla stessa linea di un urban pop leggero ed esile prosegue la successiva “I scream!”, la quale, per quanto presenti un incastro non ideale tra refrain e strofe, riesce comunque ad essere godibilissima in merito ad una freschezza e ad una semplicità dal grande effetto. Non vi è la presenza di alcuna sovrastruttura, né tanto meno la ricerca di qualche escamotage sonoro particolare, eppure, si fa sentire che è un piacere, frutto di una corposità sonora che in altri brani non era così semplice riscontrare. Una sorpresa imprevista, ma ben gradita. Nuovamente, l'R&B più classico, quasi manierista, è il protagonista di “Drive me crazy”, che ci catapulta nuovamente nell'usuale blend musicale della cantautrice, senza annoiare, ma nemmeno affascinare. Tritissima la progressione musicale, nella quale ancora una volta appaiono i coretti 90's tremendamente superati, molto più interessante e caloroso invece il ritmo, che sfocia nel ritornello, proteso e sospirato, ad intensificare il tono emozionale che la cantante riesce ad elargire ai suoi pezzi. E' una prova più che discreta, ma al solito, pecca di un versante musicale tutt'altro che adeguato. Completamente inadeguata è invece “I can do it now”, che forse, potrebbe ispirare qualche suo novizio per il messaggio incluso nel pezzo, che esorta a non mollare mai in ciò che si crede... peccato però, che un testo dal tono così edificante non sia anche supportato da una canzone altrettanto valida. E' un pezzo stucchevole, che fatica a procedere, non ha niente che stimoli curiosità o interesse, fatto com'è di clichées del pop che si accavallano uno sull'altro, senza soluzione di continuità. Si può passare quindi velocemente alla prima vera e propria ballata dell'album, “Beautiful -comfortable ver.-”, che come si può notare dal titolo stesso, è un rearranging del pezzo del 2009, qui riproposto in una versione più minimalista e scarna, nella quale sono gli archi a sorreggere l'andamento del brano, con l'aiuto di poco altro (giusto qualche sprazzo di elettronica qua e là). E' la voce, qui calda più che mai, a colpire però nell'intimo, sfoderando un'ottima interpretazione che le calza a pennello, imperniata su una melodia d'altro canto ben congegnata e strutturata, la quale eleva il livello della performance della Kuraki, a suo perfetto agio nelle sue prove più romantiche ed accalorate. Ed è proprio il calore, la sensazione di accoglienza, che invece va a scomparire nei risvolti più foschi di “I promise”, ballad più lenta e pesante, proprio per il respiro meno arioso che la traccia offre, facendo sì che l'ascolto risulti potenzialmente più rallentato del dovuto. Sì, verissimo, in questo modo ci si concentra ancora meglio sulla leggiadria canora della Kuraki, ma c'è da dire oramai che, dopo così tanti dischi pubblicati, il suo talento vocale è stato scandagliato e analizzato con la massima cura possibile, ed è lungi dall'essere contestabile. E forse è anche dovuto a questa sua capacità di immedesimazione nei pezzi che canta (e che scrive), se questo brano riesce a salvarsi al novantesimo minuto, visto che il suo andamento melodico è tutt'altro che così consistente. Il problema si ripropone, ma in misura comunque minore, in “sound of rain”, lento pianistico incentrato ancor maggiormente sui fraseggi ipnotici, quasi in fase di dormiveglia, di Mai, che pare quasi voler diventare un tutt'uno col tanto decantato suono della pioggia, come da titolo. Sognante e placida, la traccia si lascia comunque apprezzare, senza particolari pretese. “Tomorrow is the last Time”, finalmente, dopo una lunga trafila di pezzi downtempo, aumenta di ritmo, per quanto il territorio sia sempre quello delle romanze d'amore. In questa nello specifico, si consuma il dramma di una relazione agli sgoccioli, e anche il cantato, più passionale e compianto del solito, pare piegarsi alle esigenze del testo, di certo tutt'altro che sereno ed allegro. Il suo sentore tragico la staglia sicuramente tra le canzoni meglio riuscite del disco, ma è inutile dire che, all'interno della sua carriera, impallidisce in confronto ad altre sue realizzazioni. La chiusura, affidata ad un'altra b-side, “anywhere”, abbandona i toni R&B dell'intero lavoro, per prediligere invece toni più pop/rock. La struttura della canzone è ottima, a tratti anche poderosa se si vuole, con la progressione del pezzo ad essere ben gestita e dosata, e per quanto l'autotune ancora una volta potesse evitato, non compromette in alcun modo il risultato complessivo, più frizzante e scattante, se si considera la media tutt'altro che edificante del disco. Si è rivelata essere una buona decisione quella di apporla a chiusura dell'album, di modo tale che almeno un po' di amaro in bocca andasse via lasciando spazio a più di un sorriso. 

In entrambe le edizioni dell'album, ma solo per la versione first press, è contenuto un ulteriore CD contenente una aggressiva traccia electrourban a titolo “boyfriend”. Appare curiosa la scelta di inserirla in un disco separato, anche perché la melodia è probabilmente la migliore tra i pezzi inediti, così dura e piena di mordente, che sembra quasi provenire da un'altra cantante. In collaborazione di una voce maschile a fungere da contraltare “coi pantaloni” nel pezzo, Mai incalza, sovrasta, riempie con la sua interpretazione tutti gli spazi della canzone, che all'interno dell'organico di “FUTURE KISS” avrebbe fatto la sua notevole figura. Questo è il cammino che sarebbe stato meglio avesse intrapreso, ma tant'è, e ci si deve accontentare di quanto propostoci. 

Questa nona fatica della Kuraki sfortunatamente costituisce un nuovo passo falso in una carriera che comunque, di bei momenti ne ha saputi regalare eccome. Il fatto è che la formula di un R&B nostalgico, fortemente influenzato dalla scena americana degli anni '90, se ha saputo funzionare per un numero più che cospicuo di dischi, sfruttando notevoli variazioni talvolta anche insospettabili, alla lunga non riesce più ad essere incisivo e a colpire nel segno, finendo per apparire scialacquato, e tristemente retrò. Mai ha mostrato di saper voltare pagina e di avere anche voglia di aggiornare i suoi orizzonti musicali (vedasi il precedente “touch Me!”), senza rinunciare comunque alla sua linea stilistica: questo passo indietro, quando in quel genere ha detto tutto quello che aveva da dire, è inspiegabile a dir poco. Si spera che con i prossimi dischi, la piccola grande cantautrice di Funabashi sappia provare il contrario.
Qualità complessiva delle tracce: 6
Musica: 4
Voce: 8
Copertina: 7
Copertina Limited Edition/First Press: 7.5
6.5
Media dei voti degli utenti: 3.5
Clicca qui per i voti dettagliati
Opinioni sul disco ''FUTURE KISS''
#01
Onpu-chan
Voto: 6
http
Sono abbastanza d'accordo col recensore e non posso perciò dare più della sufficienza. Ho trovato il disco davvero troppo saturo di electro-dance dal gusto retrò, e per me stona davvero.
2011-04-26 16:17:35
 
#02
MaiKurakItaly
Voto: 1
A me invece il suo album mi è piaciuto molto! Non aveva mai fatto questo genere elctro-dance! Di solito questo genere di musica si fa in America! Dalle cantanti Giapponesi che conosco io non lo avevano mai fatto questo genere musicale! MA ANCHE SE IL VOTO 6.5 ALL'ALBUM RESTA SEMPRE E COMUNQUE LA MIGLIOR CANTANTE DEL GIAPPONE :)
2011-05-04 20:04:47
 
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