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Masami Mitsuoka
recensioni
Coperdina di PAST TRUNK - Masami Mitsuoka
PAST TRUNK
Album pubblicato il 11 Gennaio 2012

Terzo album per la carriera di Masami ma secondo ad essere stato rilasciato sotto il suo vero nome. E' stato pubblicato esattamente a 3 anni di distanza dal primo disco e intervallato da 4 singoli e un disco come Mizca.
716 click, nessun voto degli utenti
di Bobby Drake
Pubblicata il 07 Maggio 2012
Riproposta ed aggiornata il 21 Maggio 2012
Masami Mitsuoka - PAST TRUNK
Dopo averci divertito e stupito con la sua carriera nel mondo dell’electropop come “Mizca”, Masami Mitsuoka ad inizio 2012 è voluta tornare nel mondo musicale con il suo vero nome. Non l’avesse mai fatto!. La nostra ragazza infatti si propone con questo suo terzo album in totale, e secondo come Masami Mitsuoka, intitolato “PAST TRUNK” e si propone al pubblico in una veste pop rockeggiante decisamente penosa. Il disco infatti contiene 12 pezzi noiosi, tutti uguali, poco innovativi e, soprattutto, affatto affascinanti. Tanto brava e intrigante era Mizca, quanto soporifera e scadente è Masami Mistuoka.

Iniziamo l’ascolto con l’unica canzone uscita come singolo promozionale per l’album: “OUT of STEP” un pezzo che, definire come banale sarebbe un eufemismo. Non ci avviciniamo naturalmente a quella banalità romantica e zuccherosa dei pezzi del primo album, ma ci troviamo davanti ad una traccia pseudo rock che sarebbe benissimo adatta a fare da colonna sonora ad una pubblicità televisiva qualunque. Il ritmo è decisamente poco accennato, le chitarre elettriche sono assolutamente stanche e fiacche e la voce di Masami, spenta e poco convincente, fa sì che l’ascolto del pezzo duri meno di due minuti. Con “inter face” la situazione non migliora di certo. Seguendo la linea del precedente brano, questa canzone si propone con una melodia soft rock veloce e briosa che però convince davvero poco. Creata con una base musicale tutta uguale e troppo anni ’90, questa seconda traccia sembra essere stata creata per essere eseguita da una seiyuu qualunque poiché presenta una linea musicale blanda, leggera e troppo ripetitiva. Stessa storia vale per “dead end” e “Nothing Spirit” che presentano gli stessi elementi musicali soft rock e la stessa melodia poco accennata dal precedente pezzo. Sinceramente parlando questi tre brani sembrano essere un’unica canzone divisa su tre tracce che, di diverso, non hanno niente. Prima ballatina del disco è invece questa “Private moon” che sente moltissimo l’influenza musicale della Masami di inizio carriera, quella ragazza semplice, noiosa e decisamente soporifera. Anche in questo caso ci troviamo davanti ad una canzone lenta, ripetitiva, tutta uguale e, soprattutto, decisamente stancante. Con “Kaleidoscope” sembra invece di essere tornati indietro di 10 anni e di essere davanti ad uno di quei primi pezzi faticosi e dal difficile ascolto delle Morning Musume. Una melodia poco accennata, suoni tutti uguali e un ritornello spento, fanno si che il brano non si riesca ad ascoltare fino alla fine se non un’unica volta. Che cosa è successo alla nostra Masami?. Seconda ballata del disco è “monologue letter” su cui davvero non vorrei soffermarmi poiché presenta gli stessi elementi e gli stessi suoni della precedente “Private moon”. Con “TRICK” invece ritorniamo a quel rock decisamente più marcato che ha caratterizzato anche il pezzo di apertura. Anche qui ci troviamo davanti a chitarre elettriche suonate con aggressività, a beat taglienti e accattivanti che però, purtroppo, non funzionano. La canzone, come anche OUT of STEP, ha tutte le carte in tavola per essere intrigante e affascinante ma che, per sfortuna, non riesce ad entrare in testa né a colpire a causa di un melodia spenta e ad un cocktail confuso e oscuro di suoni e di ritmo. Altra noiosissima traccia è questa “Real Face” in cui la nostra ragazza ha voluto puntare di più sulla musica che sulla parte vocale, pressoché inesistente. Qui abbiamo ottanta ritmi e mix di suoni diversi alternati tra loro che però non funzionano. Si parte con un ritmo lento, si passa alle chitarre elettriche, si rallenta di nuovo e poi si accelera nuovamente senza però domandarsi se questo gioco possa funzionare e, come potete ascoltare, proprio non funziona. Troppa roba buttata lì tutta assieme senza nessuna logica o struttura. Altra noiosissima canzonetta lenta e romantica è “Doll” che poco offre di nuovo e poco riesce a convincere a causa dei beat melliflui e del suo ritmo troppo rallentato. Anche “innocence” propone lo stesso mix di lentezza e di suoni soft rock della precedente e delle altre tracce fino ad ora ascoltate. Non funzionando la prima, sicuramente non funziona nemmeno questo ennesimo tentativo di affascinare l’ascoltatore con un brano blando e creato in cinque minuti. A concludere questo strazio ci pensa “garden” una breve ballata al pianoforte che stona decisamente con il resto della tracklist rockeggiante e più aggressiva ma che, colpo di scena, riesce comunque a piacere. Sarà perché è l’unica traccia diversa dalle altre o sarà perché le precedenti 11 erano davvero penose, ma questa lenta canzoncina pop accompagnata dal piano e da dei violini risulta essere abbastanza romantica e caruccia ad un primo ascolto. Ma dopo averla sentita già tre volte vi ritroverete ad essere annoiati e stanchi da questa melodia.
Decisamente inutile è il DVD allegato contenente il bruttissimo video di "OUT of STEP" e il making of del disco che risulta decisamente inutile se non si conosce il giapponese.

E’ stato davvero un peccato dire arrivederci a Mizca per accogliere nuovamente Masami dato che già, con il primo disco, avevamo potuto vedere quanto poco talento avesse la ragazza nel mondo del pop adolescenziale. Speriamo solo che con le prossime produzioni la nostra ragazza mostri maggiore maturità musicale o che, comunque, cambi totalmente genere perché abbiamo appurato, dopo due dischi identici, che lo stile lo deve cambiare o deve ritornare a fare electropop.
Qualità complessiva delle tracce: 3
Musica: 3
Voce: 6
Copertina: 7
Qualità Promo Picture: 7
Contenuti DVD: 4
5
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