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Namie Amuro
recensioni
Coperdina di FEEL - Namie Amuro
FEEL
Album pubblicato il 10 Luglio 2013

L'album contiene uno stile pop, dance ed electro-pop.
Le tracce sono state affidate a compositori e scrittori internazionali, con l'eccezione di "Contrail", creata da Nao'ymt.
1858 click, 14 voti degli utenti
di Christi
Pubblicata il 10 Luglio 2013
Riproposta ed aggiornata il 19 Agosto 2013
Namie Amuro - FEEL
È una vera e propria rivincita quella che offre il decimo album in carriera di Namie Amuro, dal titolo "FEEL", in termini di apprezzabilità e fantasia, soprattutto per chi, come me, era rimasto molto deluso dal precedente "Uncontrolled", un disco pop senza una chiara struttura e file rouge. Niente negatività invece per l'avvincente "FEEL", il cui titolo rispecchia il concept cristallino e coeso presentato dalle dodici tracce: bisogna lasciarsi andare alle emozioni, e sentire (nel senso di vivere, naturalmente) questo album. Il concept è ovunque: sulle covers, nei titoli della tracklist, nel sounds, nelle lyrics. Niente novità per quest'ultime: siamo sempre ad un buon 90% di inglese, con una Namie decisamente migliorata da "Uncontrolled" e con dei testi più accattivanti e sensati (il motivo è da ricercarsi nella presenza massiccia di compositori e scrittori internazionali, con l'unica eccezione di Naoy'mt, creatore di "Contrail"). La cantante spiega di nuovo che l'uso dell'inglese è dovuto ad un migliore risultato finale in termini di fluidità, poiché le parole e frasi in giapponese le apparivano discordanti con le melodie. L'inglese, insomma, funziona meglio per il sound scelto, sound che è il protagonista del disco. Ritorniamo quasi alle origini, con un dance ed electro-pop che fa occhiolino allo stile iniziale di Namie di 18 anni fa.
Con "FEEL", si chiude ufficialmente l'era hip-pop che, sinceramente, speravo tornasse dopo la delusione di "Uncontrolled". Namie Amuro però non si ferma davanti a nessuno e quando prende una decisione non torna indietro: un'altra era è iniziata e "FEEL" è riuscito a definire questo nuovo stile che, con l'album precedente, era solo in fase di sperimentazione. È un electro-pop allegro, vivo, travolgente, che fa venir voglia di ballare. Niente pop generico, niente hip-pop né R&B; solo una ballata fa capolino fra tanto pop dance e electro. Ma va benissimo così: come dicevo, "FEEL" ha completato quello che la cantante aveva iniziato con "Uncontrolled": un nuovo sound. E questa volta, è un sound fantastico.

Iniziamo l'ascolto con la title track del disco, "Alive". Assieme a "Hands On Me" e "Stardust In My Eyes", è probabilmente una delle mie tracce preferite, poiché energica e particolare. La canzone fa perfettamente da introduzione, mostrandoci il preludio di quello che seguirà: electro-pop, con parole in inglese aventi un senso ben preciso, una Namie partecipe e più travolgente che mai. Iniziamo con tranquillità, per poi guadagnare ritmo quando la melodia della traccia si svela: abbiamo un'atmosfera misteriosa, potente e frenetica. Il concept di "FEEL" è tutto nel sound e nelle parole: kiss me back to life / I need you loving me / to make me feel alive / to make be e il ripetuto verbo be.
Proseguiamo con l'allegra "Rainbow", estiva e spensierata, con un ritmo di base veloce accompagnata da una Namie più melodica, che si cimenta di nuovo nel rap durante la seconda parte della strofa. Bellissima la trovata del ritornello, che dopo un climax preciso, cambia ritmo per poi riprendere il filo iniziale. Di nuovo, l'inglese fa da padrone, ma sentiamo finalmente anche un po' di giapponese nel ritornello.
"Can You Feel This Love" e "Big Boys Cry" sono probabilmente le canzoni più pop dell'album e forse quelle meno particolari. Non perché siano nel complesso mal riuscite, ma perché vi sono altre tracce decisamente più accattivanti e avvincenti. "Can You Feel This Love" risulta, soprattutto nel ritornello, troppo ripetitiva. Bisogna dire, naturalmente, che anche una traccia come "Alive" risultava ripetitiva nell'insieme, ma era un ritorno decisamente meglio progettato, che non dava fastidio ma anzi, che ci portava a voler riascoltare quel pezzo. La ripetitività di questa terza traccia non è invece positiva, forse perché il ritornello in sé è troppo generico e poco particolare.
Va un po' meglio con "Big Boys Cry", ma è una traccia che, a mio parere, sarebbe stata meglio in "Uncontrolled". Non vi è nulla di dance o electro-pop (dominante invece nelle altre tracce) ma abbiamo più un pop alla "Girls Talk", "CAN’T SLEEP, CAN’T EAT, I’M SICK" e "Sit! Stay! Wait! Down!", tutte canzoni carine, ma non brillanti.
Non c'è competizione, comunque. "Hands On Me" è forse la traccia meglio riuscita di tutte poiché rispecchia al 100% il concept di "FEEL". Strofe fantastiche, con un ritmo incalzante, e un ritornello geniale: poco canto ma tutto ballo e feel. Questa traccia va, infatti, sentita; bisogna lasciarsi andare al ritmo e divertirsi come fa Namie durante il music clip. È una canzone estiva, perfetta per questo periodo e per una bella vacanza.
"Heaven" è una bellissima sorpresa: dopo un ritornello che fa da introduzione, passiamo a delle strofe che rimandano quasi all'hip-pop di anni fa, un po' cantate e un po' rappate. Di nuovo incredibile l'energia di Namie vocalmente, che è un match perfetto con le lyrics e la musica. È dolcissima durante il bridge, ma di nuovo energetica durante il ritornello e le note alte.
Altra traccia che rimanda un po' all'hip-pop è "Poison", più difficile da digerire, forse, di "Heaven", ma più sexy e accattivante. Sentire il rap di Namie mi fa ricordare soprattutto la bellissima "How To Be A Girl" del 1997, dove Namie si perfezionava in tracce pop/dance così avvincenti.
"La La La" risulta più misteriosa, quasi quanto la bella "Alive". Siamo decisamente più pop in questo caso, ma la ricetta è sempre la stessa: melodie che si ricordano dopo un ascolto, veloci; un inglese buono e delle lyrics molto carine.
"Supernatural Love" è stata definita da molti fans come una traccia K-Pop, colma di autotune e una melodia orecchiabile. Non è poi così sbagliato pensarla così: l'autotune è in effetti massiccio, vi è una ripetitività che permette di ricordarsi la canzone dopo il primo ascolto, e l'atmosfera è giocosa e allegra. In questa canzone Namie è veramente uncontrolled e mostra un energia fantastica. Come si fa a rimanere impassibili? La cantante sembra divertirsi tantissimo a cantarla e, automaticamente, si viene coinvolto dall'entusiasmo.
L'unica ballata dell'album è "Let Me Let You Go", che segue lo stile standard delle ballate degli ultimi anni, à la "Beautiful", "Get Myself Back" e "The Meaning of Us". Il piano è il protagonista assieme alla voce di Namie e l'inglese è sempre la lingua dominante. A mio avviso però la traccia sarebbe stata altrettanto bella anche in giapponese.
Andiamo verso la conclusione del disco con la stupenda "Contrail" dove il giapponese, questa volta, torna a fare da protagonista, soprattutto visto che il compositore e scrittore è Nao'ymt. Fantastica traccia pop degna del compositore, che non smentisce il suo grandissimo talento e genialità. "Contrail" è caratterizzata da strofe calme, in tonalità bassa, ed un ritornello invece decisamente melodico e colmo di speranza. Quest'ultima è la protagonista, poiché dettata principalmente dal testo, ma rispecchiata anche nella bellissima musica che accompagna la cantante.
Concludiamo coi botti grazie all'incredibile "Stardust In My Eyes", che continua lo stile di "Contrail" presentando una traccia più pop di "Alive" e "Hands On Me" ma comunque coerente con quanto presentato fino adesso. Quest'ultima canzone è più spensierata, allegra e travolgente, con una melodia incalzante e un ritornello caratterizzato da note lunghe e un po' di mix. Un'altra canzone perfetta per l'estate.


Nel complesso "FEEL" è l'album che speravo, ovvero un disco con un concept preciso nato dalle idee e dalla volontà di Namie Amuro, ma che fosse decisamente più delineato ed originale del precedente "Uncontrolled". Ebbene, Namie c'è riuscita e nonostante il disco abbia una forte influenza international, si discosta completamente da tutto quello che sta uscendo in questo periodo in Giappone, confermando le buone scelte musicali di Namie. "FEEL" rimarrà probabilmente nella mia memoria come la colonna sonora di quest'estate.
Qualità complessiva delle tracce: 10
Musica: 10
Voce: 10
Copertina: 9.5
Copertina Limited Edition/First Press: 9.5
Contenuti DVD: 9.5
Cover DVD: 9.5
9.71
Media dei voti degli utenti: 8.04
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Opinioni sul disco ''FEEL''
#01
Secret_Momiji
Voto: 7.5
Mi aspettavo che Namie cantasse in giapponese. Siceramente ho preferito Ucontrolled che a parer mio era più simile al suo stile. Questo album sembra più un esperimento che ha voluto fare cercando di imitare lo stile americano >.< nel complesso le tracce non sono male, accattivanti e ben strutturate.
2013-07-10 21:21:50
 
#02
nyayu
Voto: 7
http
mail
Ormai è un classico, gli album di Namie danno sempre aspettative piuttosto alte e FEEL credo sia l'album jpop più "hypato" del 2013. Pure io ero su di giri ed ho ascoltato l'album col fiato sospeso.
Ma la prima cosa che ho detto, appena finito FEEL è stata: ma è già finito?
L'ho trovato molto breve, benché ci siano abbastanza tracce e mi dispiace molto ammetterlo, ma musicalmente l'ho trovato piuttosto incosistente e insipido.

Poche canzoni spiccano davvero, secondo me. Altre sono orecchiabili, altre ancora sono dimenticabili, una sola invece è insopportabile con l'uso smodato di autotune e che strizza palesemente l'occhio all'ondata k-pop che ha investito il Giappone (parlo di Supernatural Love, naturalmente).
Una piacevole sorpresa invece sono state le uniche due ballate, Let Me Let You Go e Stardust In My Eyes, entrambe molto belle.

La produzione dietro questo album è immensa, si vede sia sul fronte grafico delle copertine e si sente per quanto riguarda la musica. Peccato che sembri solo apparenza, perché la sostanza quasi non esiste.
Lo trovo molto simile ad Uncontrolled, un ottimo album da ascoltare quando si vuole qualcosa di poco impegnativo e allegro. FEEL ha forse il pregio di essere più ragionato, rispetto all'accozzaglia che era il suo predecessore.

Lo so che mi sono scavata la fossa con questo commento negativo e la gente mi riterrà antipatica, ma ormai è fatta e voglio esporre un piccolo pensiero che ho in testa da un po' per quanto riguarda Namie.

Ho come l'impressione che la brava e bella Namie, stia diventando un prodotto commerciale e non più una cantante.
Non parlo di "prodotto" come lo intendeva Ayumi Hamasaki molti anni fa, piuttosto di una vera e propria azione di marketing.
Sembra che Namie che debba mostrare solo il suo lato trendy e glamour, come se la musica fosse un'estensione dei suoi servizi fotografici e le pubblicità.

FEEL è l'apice di tutto questo cambiamento iniziato con Uncontrolled. In un mio commento anni fa criticavo PAST
2013-07-11 01:34:35
 
#03
nyayu
Voto: 7
http
mail
mi ha tagliato il commento ._. mi dimentico che Tokyonoise impazzisce quando si mettono i segni di minore e maggiore.
Dicevo:

FEEL è l'apice di tutto questo cambiamento iniziato con Uncontrolled. In un mio commento anni fa criticavo PASTFUTURE, ma con il senno di poi mi rendo conto che quello è l'ultima traccia della Namie che adoro. Una donna carismatica, che forse non ha una voce strabiliante ma che riusciva a produrre canzoni che ti facevano dire "questa è proprio una canzone di Namie Amuro".
Probabilmente mi lamento come chi si lamentò anni fa, quando Namie lasciò la musica dance ed eurobeat per l'hip-hop e l'r'n'b, però continuo a sperare che Namie trovi la sua strada anche in questa nuova via della sua carriera musicale.
Che riesca ad offrirci della buona musica pop, invece che musica generica e senza quella scintilla che solo Namie possiede. Cosa che purtroppo, caratterizza in buona parte FEEL.
2013-07-11 01:37:00
 
#04
mari
Voto: 8
mail
Mi trovo in sintonia con ciò che è detto nella recensione; l'album è elettrizzante, apprezzo molto questo sound dance dal sapore internazionale e penso che si addica molto alla Amuro, la quale continua ad offrire canzoni mai scontate, a differenza di molti cantanti j-pop di questi tempi. Tuttavia non posso nascondere che quando ho ascoltato "FEEL" per la prima volta ero molto più entusiasta di adesso, se mi fossi fermata lî gli avrei dato 9 senza pensarci mentre con altri ascolti ho notato degli aspetti che frenano il mio innamoramento totale nei confronti dell'album. Parto dalle cose che mi sono piaciute: "Alive " perché è un'introduzione mozzafiato, con una tensione non si scioglie mai, costruita in maniera eccellente anche se commerciale; mi sono poi piaciuti anche gli effetti sonori di "Heaven","La La La", "Stardust in my eyes", l'originalità di "Big Boys Cry" e la ballata "Let me let you go" (essendo l'unica, secondo me spicca molto bene tra le altre tracce). Invece la cosa che mi è piaciuta di meno è che spesso Namie viene coperta dai suoni elettronici o da fastidiosissimo autotune ("Supernatural Love", "Poison", "Hands on me"). Non ho nulla contro l'autotune, ma in "Supernatural Love" è veramente troppo, e, contando che adoro quella traccia, penso che potesse venire una bomba anche senza. Non ritengo infine che sia stata una buona idea accoppiare "Can you feel this love" con "Big Boys Cry" perché sono due tracce ripetitive, e la prima, che è l'unica traccia che non digerisco, soffoca l'originalità della seconda. Alla fine un 8 glielo do volentieri perché i bei brani non mancano, l'idea mi piace e spero che continui cosî, magari levigando in futuro i lati più caotici degli arrangiamenti.
2013-07-11 13:18:26
 
#05
Bobby Drake
Voto: 9.5
mail
Semplicemente concordo davvero su tutto. Trovo che "FEEL" sia l'album meglio riuscito negli ultimi anni e tracce come "Hand On Me" e "Contrail" non possono che elettrizzare fin dal primo ascolto. Complimenti alla Amuro che, a distanza di un solo anno e di un solo singolo, è riuscita a creare un disco semplicemente perfetto.
2013-07-11 13:30:32
 
#06
zefis90
Voto: 8
mail
Non ti preoccupare nyayu, c'è chi si scaverà la fossa ancor più di te, cioè il sottoscritto. :D Mi spiace risultare antipatico, ma devo prima di tutto segnalare due cose.

1) In riferimento al primo commento: ma cosa significa "stile americano"? La musica statunitense spazia dai Wilco a Frank Ocean, da Lana Del Rey a Kanye West, onestamente rintracciare delle coordinate univoche mi sembra fuorviante e errato. E soprattutto, dove la sentite tutta questa americanità nell'album? Che si tratti di un disco che punti molti all'internazionalità credo sia indubbio (e lo testimonia anche la scelta degli autori), ma i presupposti qui sono decisamente più europei che americani. Dalle cadenze in odor di eurodance di "Alive" (e noi Italiani siamo stati maestri nel genere), all'inserto dubstep della successiva "Rainbow" (UK), agli spunti drum'n'bass inclusi in "Hands On Me" (di nuovo UK), mi pare ben chiaro che qui di urban, R&B, soul ve ne sia ben poco. E meno male, la scena onestamente in Giappone ristagna da anni, ci voleva proprio una scossa.

2) Ad ascoltarlo come abbiamo fatto tutti tramite degli mp3 si commettono errori di valutazione non da poco. E questo, perché si sente benissimo che i volumi sono compressi all'inverosimile, schiacciati e appiattiti talmente tanto che la voce di Namie Amuro sembra affogare all'interno dei beat e degli arrangiamenti. Autotune o meno, ho l'impressione che ad ascoltarlo in un impianto fatto come si deve tutte queste impressioni tenderebbero a svanire, e che la voce risalterebbe con maggiore chiarezza.

Concluse le premesse, che dire? Innanzitutto, che per me siamo lontantissimi dal capolavoro (ma per me la Amuro non ne ha mai fatto uno), ma che comunque si tratta di un disco decisamente buono, in cui il lavoro speso nella cura della musica e degli arrangiamenti emerge in tutta la sua potenza. Namie oramai fa quel che le pare (e pure il pasticciatissimo, per non dire bruttino, "Uncontrolled", lo sta a testimoniare) e delle esigenze di mercato se ne frega. A me infatti sembra che si sia ben lontani da una pura operazione di marketing, e che soprattutto, qui ci si tenga ben alla larga dalla genericità. Perché in tutta sincerità, pezzi come "Big boys cry" (singolo davvero particolarissimo), ma volendo pure "Contrail" (con quell'attacco simil-balearic da capogiro) a mia memoria non ne sono mai stati proposti. Poi sî, il punto debole della Amuro da sempre è la sua voce, che IMHO è fin troppo algida e distaccata, ma quando ci sono le canzoni (e in questo album ce ne sono davvero tante, "Supernatural love" e il prescindibilissimo ballatone "Let me let you go" a parte, davvero superflue) a me interessa il giusto. Insomma, un 7/8, con possibili margini di miglioramento in futuro, non lo toglie nessuno. Forse me lo compro pure, vediamo un po'. ;)
2013-07-11 14:44:34
 
#07
Marty
Voto: 8.5
mail
Bhe, di sicuro meglio di Uncontrolled! Diciamo che, sebbene per me non abbiano sempre centrato il tiro, almeno stavolta hanno preso la mira, ecco. Penso che il trucco nel valutare FEEL sia dimenticarsi completamente di tutto quello che Namie ha fatto in passato, altrimenti, tra i paragoni, per quest album non c e partita. Ma FEEL e un buon album comunque, MOLTO meglio indirizzato nel nuovo genere del precedente. Sento che Namie non ha ancora padroneggiato del tutto questo nuovo stile, ma si e differenziata abbastanza dal mercato occidentale, di sicuro piu di quanto mi aspettassi. Penso sia sulla buona strada e, sebbene mi pianga un po il cuore perche abbiamo barattato uno stile unico di cui Namie era maestra indiscussa con un nuovo esperimento, capisco benissimo che Namie voglia reinventarsi, anzi l ammiro e la rispetto per questo. E davvero un album da godersi d estate, ma per me non all altezza dei precedenti di Uncontrolled, i quali raggiungevano tutti l eccellenza senza alcuna fatica.
Tra le mie preferenze: Hands on Me e Supernatural Love, spettacolari. Bellissima sorpresa con Can You Feel This Love, e validissime anche Contrail, Stardust in My Eyes e Poison. Adorabile La La La, molto Beyonce che incontra il disco remix. Peccato non abbiano aggiunto Beautiful, avrebbe fatto compagnia alla povera Let Me Let You Go, che e romantica e toccante, ma stona un po in quanto unica vera ballata. Un po deboli Alive, Rainbow e Heaven, piu che altro perche il tipo di canzone sentita un po ovunque, ma comunque accettabili riempitivi.
2013-07-11 18:24:34
 
#08
Goldust
Voto: 7.5
mail
Sicuramente un bel disco pop electro ma lontano anni luce da Past Future, due generi diversi certo ma anche di diverso livello.
Canzoni preferite: Poison, Contrail, Hands On Me. Beautiful è molto più bella di Let me Let You Go, peccato non l'abbia inserita e peccato anche per Damage (anche se col disco centra poco).
Per chi si lamentava del fatto che i dischi siano un'evoluzione dei servizi fotografici non sbaglia affatto. Namie (per quanto discretamente brava) è un esempio lampante di prodotto pop (molto più della Hamasaki o della Koda). La Amuro è molto brava a vendersi: è passata dal pop all'urban/rnb perchè a metà anni 90 è esploso quel genere (e le vendite dei suoi dischi sono tornati a salire) per poi ritornare al pop/dance quando l'rnb ha perso il suo appeal negli ultimi 2/3 anni e continua a funzionare bene solo in America.
2013-07-12 18:18:30
 
#09
Keiko
Voto: 7
mail
Concordo con chi ha scritto che Namie sa vendersi come fosse un prodotto al 100% Da un po' di anni a questa parte, questa donna mi sembra 99% commercio e 1% personalità. E non lo dico perchè mi sta antipatica, anzi ho quasi tutti i suoi album (eccetto i primissimi).

Però, vuoi che non scriva mai minimamente i testi delle canzoni piu' il fatto che non ha una voce straordinaria, alla fine quel che resta dopo aver ascoltato un album del genere è davvero poco.

Però ho messo 7, che non è un voto basso, anzi...Ci sono canzoni estremamente piacevoli come "Alive" che è una delle mie preferite (ed è assolutamente ipnotica!), per passare alla strana struttura di "Rainbow" che dopo un po' ti prende.
L'apice si raggiunge con "Heaven", che senza ombra di dubbio rimane il mio pezzo preferito dell'album.
Molto carini anche i singoli "Contrail" e "Big Boys Cry" strano perchè solitamente i singoli che fa uscire la Amuro non mi fanno impazzire, trovo sempre interessanti le restanti tracce di ogni suo album.

Ci sono però pezzi che non funzionano: "Can You Feel This Love" è troppo ripetitiva, senza il fascino che invece ha "Alive".
"Poison" è stonata, nel senso che in mezzo a questa euro-dance è un pesce fuor d'acqua.
"Supernatural Love" è abbastanza superficiale.

Accettabili invece "La la la" e "Let me Let you Go". Molto bella "Stardust in My Eyes".
La vergogna? Non aver inserito quella perla di "Damage" che si, non centra molto con le sonorità di questo album, ma è davvero uno pezzi piu' belli di sempre della cantante.

Il problema è: una volta finito l'album sento un senso di "finto" pazzesco, e questa cosa non me la leva nessuno, per quanto alcune tracce siano estremamente radiofoniche.
2013-07-16 08:49:46
 
#10
Christi
Voto: 9.5
mail
^
Vorrei precisare alcune cose, assolutamente non per polemica, ma giusto per esprimere la mia opinione sul fatto del "prodotto" emerso in alcuni commenti. Sinceramente, Namie non è proprio un buon esempio di prodotto e delle "regine" del pop solo Utada Hikaru è probabilmente quella che non guarda le tendenze, perché si crea la sua musica da sola. Namie è conosciuta per andare dritta sulla sua strada, non guarda il trend del momento e lo ha dimostrato con le sue scelte discografiche. Prima di tutto, l'R&B/hip-pop l'ha portato avanti "Shine More" nel 2003. Gli unici precedenti erano gli album del 2000 che hanno sancito il suo ritorno dopo la maternità, ovvero "GENIUS 2000" e "Break The Rules". Qui si sentiva già leggermente l'hip-pop ma era decisamente meno marcato e più pop. Il cambiamento di stile quindi inizia nei primi anni 2000, non metà '90 e soprattutto, non è l'R&B che andava di moda in quegli anni (per intenderci, quello proposto da Hikki). Inoltre, proprio quello stile hip-pop ha creato un CALO delle vendite dei suoi singoli ed album, e il successone di "BEST FICTION" lo dimostra, poiché molti giapponesi lo hanno preso per scoprire canzoni di "STYLE" e "Queen of Hip-Pop". Questi due album sono i suoi più "urban" e diciamocelo, quelli erano gli anni del POP della Hamasaki, Koda e Hikki, non di certo dell'urban di Namie. Infatti, "STYLE" è l'album che ha venduto MENO in assoluto nella sua carriera, poco più di 200'000 copie (non dimentichiamoci che i suoi album negli anni '90 vendevano MILIONI), accompagnato naturalmente dal "Queen of Hip-Pop". Lei però non ha cambiato stile, anzi, si è fatta le sue collaborazioni, ha creato gli SUITE CHIC e ha continuato ha collaborare con le STESSE persone per anni nonostante le vendite (MICHICO, T.Kura e Nao'ymt, per intenderci). Il cambiamento e la salita delle vendite, lo sanno tutti, sono arrivati col progetto e singolo "60s70s80s" e lî sî forse Namie si è venduta di più, perché visto il successo ha pubblicato "BEST FICTION" e ha chiuso un'era, tornando al pop, stile che vendeva decisamente di più. Il discorso non funziona più dopo "PASTFUTURE", perché viste le vendite enormi di quell'album poteva benissimo continuare a sfornare canzoni simili, invece a deciso di cimentarsi in un pop generico e poco definito, che ha creato "Uncontrolled" (posso capire quindi il discorso per quest'album ed un esempio lampante è "Fight Together", adeguata e cucita apposta per lo stile di "One Piece", per non parlare di "Tempest", che voleva continuare la scîa di successo digitale iniziata da "The Meaning of Us"). Quest'ultimo ha venduto ancora bene e di nuovo, poteva rimanere su quello stile, ma ha cercato qualcosa di nuovo e che le piacesse; ha quindi proposto lo stile di "FEEL". Inoltre, l'uso dell'inglese nonostante tutto è un buon esempio; nessuno le farà cambiare idea a riguardo. In più ha proposto qualcosa che è diverso da quello che la maggior parte degli altri artisti giapponese sta proponendo (pop generico e ondata di idols), come diceva qualcun altro poco sopra. E qui sta la logica di base di Namie: lei propone quello che vuole. È vero, non scrive quasi mai i suoi testi, ma lei ha quello che molti altri non hanno, ovvero il controllo TOTALE sulla sua carriera. Questo vuol dire che decide LEI quali tracce compongono un singolo o un album, LEI decide se quella canzone va pubblicata, LEI sceglie le setlist, LEI ha sempre l'ultima parola su una canzone. Per anni ha tenuto da parte "Put 'Em Up" perché diceva che il testo non seguiva abbastanza la musica, finché qualcun altro non gliel'ha riscritto (queste sono cose che dice lei stessa nelle numerose interviste sui magazine). La stessa cosa con tutte le sue altre canzoni. Quindi, SECONDO ME, vedendo i fatti cosî come li ho letti e percepiti, a me le scelte di Namie Amuro non sembrano sempre dettate dal "vendersi", ma piuttosto si basano sugli stili, melodie e testi che le piacciono (considerando inoltre che lei guarda sempre in prospettiva dei tour, dove poi le canzoni le deve cantare e ballare e lî sî che per forza le devono piacere). Dimentichiamo sempre che è una cantante affermata da anni e lo sa benissimo pure lei che non deve più dimostrare niente a nessuno (e lo dice spesso nelle interviste che cerca sempre di proporre qualcosa di nuovo per superare i suoi di limiti). :)

nyayu: non preoccuparti, ognuno ha le proprie opinioni e va benissimo cosî :))) grazie per aver detto la tua!

Scusate il poema e la poca chiarezza in certi punti!
2013-07-16 18:01:54
 
#11
kumimoto
Voto: 7
mail
Sono delusa, non è l'album che mi aspettavo, mi aspettavo un miglioramento non una copia di un'album americano, non riesco ancora a capire perché beautiful che è una perla nella discografia di namie, le traccie si sono tutte carine ma mi aspettavo decisamente di più, le mie preferite sono state Alive che conservava il vecchio stile misto dei precedenti due album e La La la che secondo me è la traccia più bella pop in stile americano. Si distacca anche Contrail , ma per il resto le canzoni sono tutte piacevoli ma non rimangono, avrei voluto maggiore spessore in questo disco, mi piaceva l'idea, il concept, ma tutto è stato rovinato dalle traccie di poco impatto.
2013-07-17 01:32:46
 
#12
aLz
Voto: 7.5
http
mail
prima di dare un parere, ho ascoltato l'album più di una volta, e ad ogni ascolto, a parte tre tracce (Alive, Can you feel this love e Stardust in my eyes), nessuna canzone mi ha veramente colpito. Uncontrolled è un album che ascolto spessissimo perché mi carica abbuco, ma questo album manca di qualcosa, di spessore. Tracce per niente banali, ma vuote per gli standard della Amuro.
2013-07-17 02:04:29
 
#13
Keiko
Voto: 8.5
mail
Quest'album mi è piaciuto molto, è stata una delle mie colonne sonore personali del 2013 e i miei pezzi preferiti li sento tutt'ora con molto piacere.

I citati pezzi sono la title track "FEEL", "Heaven" (che è la mia preferita ed è stata prodatta dal DJ ZED), "La La La" e "Stardust In My Eyes".

Carine "Contrail" , "Rainbow" e la ballata "Let Me Let You Go".

Molte tracce che a tante persone sono piaciute, tipo "Hands On Me", "Supernatural Love" e "Can You Feel This Love" e "Poison" a me personalmente non mi hanno trasmesso nulla.
Ho trovato un po' anonimo anche il singolo "Big Boys Cry",ho preferito la b side "Beautiful" una bella ballata che forse centrava pochissimo con le atmosfere di questo album molto dance.
2015-05-15 09:52:34
 
#14
Pannero
Voto: 10
http
mail
Per me FEEL è un disco grandioso.
Ho sentito dire che è un disco privo di contenuti ma facile da ascoltare, ma è senza dubbio il lavoro migliore nell'ambito J-pop che si sentisse da anni per me. E' un manifesto dell'EDM.
Praticamente Namie ha avuto l'intuizione che l'EDM sarebbe entrato massicciamente a far parte del mondo pop, prima degli altri, e ha fatto un disco EDM/pop veramente ben riuscito.

Alive è un intro grandiosa e trascinante!
Tutte le traccie sono meravigliose come arrangiamenti e come ritmo, la migliore secondo me è La la la.
C'è un'unica ballad, ma assolutamente in tono col resto dell'album: Let me let you go, è incredibile come non sembri fuori posto in mezzo a traccie cosî movimentate.
Molto bella anche la "quasi-ballad" Contrail, che ha fatto da singolo di apertura di questo album.
"Stardust in my eyes" e' una splendida "sigla di chiusura" per un album in cui neanche la tracklist è lasciata al caso.
Bravissima Namie, non si poteva fare di meglio!!!
2015-06-07 16:08:06
 
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