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SAWA
recensioni
Coperdina di Welcome to Sa-World - SAWA
Welcome to Sa-World
Album pubblicato il 07 Luglio 2010

Primo full length album per la cantautrice electropop SAWA, ci presenta uno spettro più variegato di soluzioni melodiche e musicali, passando dall'elettronica technoide pura a commistioni prettamente pop. Il disco, per oltre la metà prodotto dalla stessa cantante, ha debuttato molto più in alto rispetto ad uno qualsiasi dei cinque mini-album, debuttando alla 74ma posizione in classifica e restando due settimane all'interno della top 300.
835 click, 3 voti degli utenti
di zefis90
Pubblicata il 15 Settembre 2010
Riproposta ed aggiornata il 18 Settembre 2010

Se avessi scommesso un annetto fa che la carriera musicale di SAWA avrebbe saputo offrirmi prodotti più studiati e curati globalmente, sicuramente avrei perso, e anche parecchio. Infatti, dopo lo scialbissimo e zuccheroso “I Can Fly”, non sarei stato mai capace di prevedere un'ascesa così nitida e vertiginosa in termini di qualità musicale e di varietà di arrangiamenti, che in questo suo primo LP “Welcome to Sa-World” raggiungono finalmente una completezza tale, che per ovvi motivi nei 5 mini-album in precedenza pubblicati era difficile attestare con così tanta facilità. Promozione quindi insolita per il disco, basata su un formato piuttosto insolito per il pubblico, e tantissimo materiale già edito da cui era possibile attingere, pertanto. La nostra però ha deciso di fare le cose in grandissima, e di non dare assolutamente per scontato. Avendo un controllo quasi globale sulla realizzazione di questo progetto (tra l'altro curando oltre la metà della produzione dell'album), SAWA ha infatti deciso di evitare di sovraccaricare il disco con pezzi già noti al suo (esiguo) pubblico, inserendo soltanto le a-side contenute nei 5 EP, e prediligendo invece l'aggiunta di molte novità, che ha quindi avuto il notevole effetto di aumentare considerevolmente l'interesse per il prodotto, il quale rischiava di rimanere ancora di più nella penombra. Certo, non mancano i fillers pretenziosi ed altamente evitabili (alcuni degli interludes potevano veramente essere eliminati, che tanto l'ariosità del disco non sarebbe stata di certo compromessa), e i vocali della cantautrice devono migliorare ulteriormente, ma tutto sommato questo è veramente il primo prodotto organico e solido dell'artista sotto tutti gli aspetti, e confido che le sue prossime produzioni riusciranno a mantenersi su questi standard.

E ad introdurci all'album ci pensa uno dei tanti interludes presenti nel disco (ben cinque, in una tracklist ciò nonostante succosa a prescindere), intitolato “Opening ceremony -Sa-world e youkoso-”, in cui la cantautrice ci accompagna, con una spiegazione alquanto sibillina, nel non meglio precisato concept del disco, ovverosia un mondo incantato, gestito da SAWA stessa, grazie al quale chi vi si avventura riesce ad ampliare i suoi orizzonti e compiere fantastiche avventure. Non che sia riscontrabile un'operazione simile all'interno del disco, tuttavia questa breve intro sembra proprio proiettarci nel mondo fatato della ragazza, e questo grazie ad un ritmo da allegra parata, ad archi in pompa magna, senza comunque esagerare più di tanto in magniloquenza. Modo ideale per far partire alla grande il disco. E la prosecuzione non potrebbe che essere la migliore possibile: scatti lounge tempestati di beats dal dancefloor più esclusivo, “MerryGoRound” è la continuazione ideale di quel variegato panorama electropop iniziato con “Stars” e riproposto a fasi alterne successivamente, nel quale SAWA appare meno bambinesca del solito e più curata anche dal punto di vista vocale. Groove fresco e dirompente, ritornello brillante, delicato ma mai stucchevole, piccoli accenni di space pop che non guastano assolutamente con il ritmo lucido del pezzo, rendendolo anzi più interessante e complesso nelle sue stratificazioni. Se poi a questo si somma l'elegante melodia fortunatamente non “rovinata” dai vocalizzi talvolta fin troppo fanciulleschi della cantante, ecco ricreata l'alchimia perfetta per una serata da passare in allegria, senza rinunciare comunque anche ad un bel po' di qualità, che di certo non guasta in alcun modo. Senza troppi indugi, un pianoforte dal sentore jazzy ci fa apprestare all'ascolto della successiva traccia inedita “NightBus”, il quale, sposandosi all'arrangiamento sintetico di beats e loops e agli elementi space anche stavolta presenti nel corso della musica, ci proietta in uno stile completamente diverso dal pezzo precedente. Stavolta la progressione melodica è più ipnotica e trascinante, meno graffiante rispetto a quanto appena ascoltato, fila via che è una meraviglia, spigliata e deliziosa nel suo incedere. Melodia allegra, col piano scanzonato e dal piglio più deciso che mai, intavola una musica affascinante e strabordante si spunti, si vede che la nostra ci ha messo un impegno più che notevole nel costruire, e soprattutto nell'arrangiare, i brani più electropop di questo album, che naturalmente, risultano essere anche i migliori. Secondo interlude, e anche il più interessante e meno scontato tra i cinque, è stato inserito come quarta traccia e a titolo “Chocolate Zone – yasei no SAWA-”. Falso che sia o meno, questo è uno spunto interessante di meta-musica, in cui la nostra cantautrice ci espone in maniera essenziale e diretta, aiutata anche da giocherelloni effetti sonori, quello che è forse il punto più duro della produzione di un disco, ovverosia far combaciare la musica alle parole, cercando di dare il giusto peso ad entrambe le parti. In questo caso, si può ascoltare il tentativo da parte dell'artista di trovare il testo giusto da far combaciare alla melodia del pezzo che segue subito dopo a questo splendido interludio, ovvero sia “Throw him away!”, fungendo quasi da intro, un po' avanguardistica, per quello che a tutti gli effetti è un brano semplice semplice, senza tante pretese. Qua l'electropop va completamente a sparire, la canzone in tutto e per tutto è del pop più leggero e arioso, e già dal ritornello che si era potuto ascoltare nel precedente interludio questo appariva con evidente chiarezza. Chitarra, basso, batteria, il tutto rimanda al più canonico scenario esay-listening di qualche decennio fa, ma questa canonicità viene d'altronde controbilanciata da una melodia tutt'altro che scontata e da un arrangiamento ben orchestrato nelle sue parti, per quanto i vocalizzi un po' squittiti di SAWA ogni tanto sembrano compromettere l'andamento generale, ma che tutto sommato, intonano una canzone veloce, spedita, piacevole, un piccolo divertissement spensierato che non compromette minimamente la trafila di pezzi per ora ottimi. Trafila purtroppo interrotta dalla seguente “ManyColors”, di cui ebbi a parlare abbondantemente in passato e di cui l'opinione, dopo svariati ascolti, di certo non cambia. C'è però da dire che nel complesso, nell'incastro tra le altre tracce, il brano riesce ad elevarsi notevolmente e a sfuggire, in un certo qual modo, alla noia di base che lo caratterizza. Noia, che, in un certo qual modo permea anche “I'm a president”. Dal titolo sembrerebbe si trattasse di un brano sicuro, spigliato, potente e trascinante, ma invece siamo su tutt'un altro binario. La canzone è di un pop zuccheroso, con un arrangiamento che non ha lontanamente a che vedere con l'energia e la freschezza di una “Throw him away!”, si poggia completamente sul (bel) lavoro di batteria che comunque non risolleva le sorti di una melodia fiacchissima e parecchio altalenante nel procedere. Sì, si fa ascoltare, come pezzo è carino se vi interessano suoni particolarmente orecchiabili e leggeri, ma c'è ben di meglio in questo ambito. Immediatamente dopo ci troviamo di fronte al terzo interlude incluso nell'album, “Danger Zone -Nigero! Ayaushi Sa-World”, un inno all'esagerazione musicale e alla più totale follia. Tra scrosci di pioggia, urla di gente terrorizzata, l'annuncio disincantato di SAWA di evacuare prontamente il suo mondo, effetti sonori di distruzione e rovina, e per giunta pure il ritornello di “Swimming dancing” in sottofondo, che segue subito dopo. Effettivamente un po' troppo per un interludio che alla fine dura meno di due minuti, ma tutto sommato ogni tanto questi deliri di onnipotenza sono indispensabili. Passando oltre, al successivo pezzo inedito, si trova la carina ed effervescente “Friday night”, con un pop fortemente intriso di grandi partiture d'archi e anche con una base sostanzialmente estrapolata da un contesto più vicino alla scena urban, espandendo ancora ulteriormente il già vasto scenario esplorato dalla cantautrice nei suoi percorsi musicali.  Forse la musica non è niente di particolare, il rischio di già sentito si annida infido nelle pieghe dell'arrangiamento del brano, tuttavia la canzone scivola via allegra e divertita, e la pur presente monotonia della base non ne intacca minimamente la godibilità. Un altro bel centro, seguito tuttavia da uno che fa storcere un po' il naso. “Planet-T” si adagia su stanchi e ripetuti cliché electropop, mitigati da un dolce infantilismo che stavolta però non affascina, ma anzi tende quasi ad infastidire. La base, che ricorda un po' la immi nel suo periodo più indie, sa veramente di stantio se portata nel contesto pop che la canzone subito ti trasmette; inoltre l'interpretazione non è delle migliori, di nuovo la cantautrice torna a squittire come oramai sembrava aver quasi definitivamente accantonato nell'ultimo periodo. Insomma, il pezzo non riesce assolutamente a decollare, per quel che mi riguarda, è un discreto buco nell'acqua. Lasciando da parte “Ai ni iku yo” e la bolsissima “I Can Fly”, di cui ho espresso i miei pareri a tempo debito, ci troviamo di fronte, nuovamente, ad un intermezzo, il quarto della serie. “Eat it all -live in Sa-World-”, è il classico filler di poca durata messo apposta per evitare di stancare troppo l'ascoltatore, creando un distacco netto tra quello appena proposto e quello che ha da venire. Tuttavia, la base da dancefloor proposta in questo caso, se fosse stata estesa ad una traccia di durata normale, avrebbe potuto avere anche il suo bel motivo di interesse, a condizione che tanto potenziale fosse anche bilanciato da una melodia adeguata. E niente da fare anche per l'ultimo vero e proprio pezzo originale, ovverosia “Dream about...”. Partendo quasi a mo' di nenia all'inizio, nel durante cambia totalmente tematiche ed influenze, andando ad approdare ancora una volta in un pop piuttosto sottotono e fiacco, privo di mordente. Il sentore vintage della base (tra frizzi, lazzi, batteria elettronica e beats fin troppo squillanti) alla fine non reinterpreta con originalità, o tanto meno con convinzione, quanto già ampiamente espresso nel settore, più che altro il tutto sembra rimandare ad un pezzo da idol solista senza tanta fantasia o creatività. SAWA sa fare ben altro, e lo ha dimostrato ampiamente lungo il corso della prima parte del disco. Concludiamo infine con l'epilogo “Thank you for visiting -my name is...-”, dove fiati e arpa si uniscono allo strambo ed ironico commiato della cantautrice, che saluta in maniera divertita e sorniona gli avventori del suo piccolo mondo personale (sempre nell'ottimo inglese che la contraddistingue), un modo piacevole, anche se un po' prevedibile, per chiudere quello che effettivamente rappresenta un più che soddisfacente compendio della vasta versatilità musicale della ragazza.

Anche se la prima parte (diciamo più o meno fino a “Swimming dancing”) contiene quelle che sono le vere perle del disco, dal punto di vista delle musiche e degli arrangiamenti si può assistere facilmente ad un miglioramento enorme, e ad una presa di coscienza lampante da parte dell'artista nei confronti delle sue capacità in ambito di produzione e registrazione. Se anche la voce e certe volte le melodie, evitassero di cadere nel pop più fritto e rifritto, allora anche SAWA potrebbe rientrare a pieno titolo tra le grandi esponenti dell'elettronica più danzereccia giapponese. Ancora, c'è bisogno di un po' di affinamento, ma la strada in ascesa è tutta davanti a lei: si dovrà vedere se la saprà salire o meno!

Qualità complessiva delle tracce: 7
Musica: 8
Voce: 6.5
Copertina: 7
Copertina Limited Edition/First Press: 7.5
Contenuti DVD: 7
7.17
Media dei voti degli utenti: 7.67
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Opinioni sul disco ''Welcome to Sa-World''
#01
Squall14
Voto: 7.5
Si può fare di più. "Il mondo" di SAWA mi piace molto ma secondo me nelle sue corde c'è molto di più di questo. Speriamo che il suo processo di maturazione artistica continui perchè le premesse per avere un'artista di livello assoluto ci sono tutte.
2010-09-18 11:58:56
 
#02
aLz
Voto: 8
ho trovato veramente piacevole questa gita nel mondo di SAWA^^ pezzi molto belli e interessanti
2010-09-26 18:33:35
 
#03
Kumimoto
Voto: 7.5
http
mail
è vero la musica di questo album è davvero davvero molto bella ma la voce si sawa per me è fastidiosissima :(
è una grandissima compositrice ma secondo me qualche lezione di canto la dovrebbe prendere
2011-04-07 12:21:17
 
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