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Tsuki Amano
recensioni
Coperdina di Sora no Ki - Tsuki Amano
Sora no Ki
Album pubblicato il 25 Luglio 2012

Quinto album in studio, ma il primo registrato come Tsuki Amano. La canzone "Kurenai" usata per il videogioco Zero - Shinku no Chou-, e vede la partecipazione di Wakeshima Kanon al violoncello.
738 click, un solo voto degli utenti
di Shonen Bat
Pubblicata il 23 Aprile 2013
Riproposta ed aggiornata il 19 Maggio 2013
"Sora no Ki" è il primo album inciso dall'artista con il nome "Tsuki Amano", ma è il quinto lavoro che include la traccia "Kurenai" usata per il videogioco Zero - Shinku no Chou-, con la partecipazione di Wakeshima Kanon al violoncello. La stessa autrice definisce il suo album come un grande albero, dove ogni canzone è un differente ramo con la propria atmosfera.

Il primo ramo, dunque, dell'album, "EUPHORIA", subito stupisce per l'apertura che da elettronica diventa classica, con l'uso del violoncello, per poi assumer tratti più rock, con la chitarra elettrica e la voce di Tsuki. Subito dopo le percussioni, parte il ritornello, con una linea vocale quasi ciclica, ricorda molto l'incresparsi delle onde, che viene rafforzata dal coro, e sostenuta di nuovo dal violoncello. Un piccolo solo dopo il secondo ritornello ed il pezzo sembra tranquillizzarsi, solo per poi ripartire con la stessa freschezza iniziale. Particolare l'utilizzo degli archi che rende il pezzo piacevole come una giornata di sole. Un ottimo inizio per l'album. "Tokyo Tower" mantiene viva la positività della traccia precedente, anche qui son presenti gli archi, ma utilizzati in maniera differente, infatti il pezzo è molto melodico, la chitarra funky nella strofa dona colore, e le trombe nel ritornello rendon la melodia molto ricercata, composta, ma non artefatta. La voce poi è molto più tranquilla rispetto ai lavori precedente, più serena. Colpo di scena dopo il secondo ritornello, il pezzo diventa prima funky e poi disco anni '70, spettacolare, inaspettato, una folata di vento, per poi finire, a strumenti fermi, con un richiamo del ritornello in stile piano bar, un suono da grammofono, d'altri tempi. Sorprendete è l'inizio del pezzo che poi da il nome all'album "Sora no Ki", delle percussioni molto profonde, sembrano quasi gommose, cose se il suono provenisse dal profondo del mare, o da un fitto bosco, ritorna il violoncello che accompagna la voce, calda, profonda, armoniosa, che nel ritornello vien rincorsa delicatamente dall'organo. Entra la batteria, insieme ad altri violini, la canzone cambia poi torna all'origine e muta ancora, stupisce per la pienezza del suono, prezioso, innovativo con così tanti elementi "classici". Se "Sora no Ki" da l'idea di qualcosa di naturale, "CANDYMAN" porta l'ascolto in un mondo più elettronico, un contrasto tra moderno ed antico, dove l'uno finisce nell'altro. La base elettronica aggiunge pienezza al suono, e quindi la voce gode di più libertà, si fa prima più aggressiva, poi più alta, e poi da parte per lasciar spazio al solo della chitarra. Arriva poi il turno di "Kurenai", utilizzato per il gioco Zero - Shinku no Chou-. L'inizio ha qualcosa di poetico, rilassante, e la voce da le stesse impressioni, tutto viene impreziosito dalla chitarra acustica. Il crescendo retto dai violini è splendido quanto il loro ruolo nel ritornello, dove vengon affiancate dalle chitarre distorte, ma la voce mantiene una dolcezza unica, soave ed incantevole, con accenti inaspettati. Anche qui un solo dopo il secondo ritornello, accompagnato comunque dagli archi, tutto poi forma un pezzo che è sia la quiete che la tempesta, una canzone da riascoltare. "Cendrillon no Banken" parte sempre con gli archi, però tutto è rinascimentale quasi, quando entra poi la voce il pezzo cambia, la tastiera che l'accompagna cambia dopo il ritornello, si ha l'impressione di una composizione, un disegno, dove ogni tratto è un genere musicale differente. E' un pezzo ricco di piccole sorprese, diverso. "Niwaka Ame" viene aperta dal piano, che rimane anche quando arrivano gli altri strumenti, per poi farsi da parte per la voce, molto dolce. La chitarra acustica sembra quasi in loop mentre gli archi qui vengon utilizzati principlamente per annunciar il ritornello, delicatamente travolgente, sensibile al cambio di intensità della voce. Anche qui un solo che però mantiene una tonalità molto calda, che non stona con il resto della canzone. Si passa poi da un finale di canzone molto tranquillo, allo slap del basso di "Drop Kick", da subito si è quasi spaesati, la canzone è sin da subito molto più pop, forzatamente pop, c'è moltissima elettronica, e scompare la componente "classica" degli altri elementi. La voce in questo pezzo assume tratti più infantili, non a caso c'è molto più inglese nelle parole, e fa un effetto curioso, frivolo. D'altre premesse è "Hikaru Sakana", si veste di malinconia, parte lenta, la tastiera garantisce un'ottima base, sulla quale si sente in lontananza la chitarra elettrica mentre la voce, con un pizzico d'effetti, trascina l'ascolto verso la zona più scura e profonda dell'album. Solo il ritornello mostra un pò di luce, una sorta di luce nella notte, ma finisce di colpo, con la voce. Un pezzo pregevole, dal notevole muro sonoro nonostante sia molto lento a livello strumentale. "Soragoto" inizia con gli archi in maniera simile ad "EUPHORIA", riprenderà poi le stesse note suggerendo un album circolare, ma è comunque un pezzo rock, classico, meno innovativo del resto dell'album, ma la linea vocale è molto particolare, quindi l'ascolto procede senza delusione, ritroviamo le stesse percussioni di "Sora no Ki", ma con un ruolo meno centrale. Molta più enfasi per piano e chitarra, o meglio, hanno più spazio rispetto ai pezzi precedenti. Una canzone molto lunga, che però non annoia.

"Sora no Ki" è una sorta di diario in musica, tocca ogni genere in cui Tsuki Amano si sia cimentata, però vien rappresentato con una naturalezza ed una pienezza davvero unica. Ogni elemento delle canzoni diventa un particolare ricercato, prezioso, uno spettacolo atto a sorprendere, e lo fa valorizzando strumenti e generi che difficilmente legano tra loro. Tutti i pezzi son raffinati perché non hanno altra ragione d'essere, non cadono nella banalità, tutt'altro, l'album forse mostra una nobiltà d'altri tempi dell'artista, e la rende ancor più eclettica, soprattutto a livello vocale.
Qualità complessiva delle tracce: 9.5
Musica: 9.5
Voce: 10
Copertina: 9
9.5
Media dei voti degli utenti: 9
Clicca qui per i voti dettagliati
Opinioni sul disco ''Sora no Ki''
#01
anonimo
Voto: 9
mail
maremma impestata!!! album da allucinazione immensa..bella pure la recensione!!!
2013-05-09 23:07:17
 
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