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Natsuo Kirino
di Bobby Drake
Pubblicato il: 22⁄05⁄2008

Natsuo Kirino, come l’ha definita il critico letterario Daisuke Hashimoto, è una delle più innovative voci della letteratura giapponese moderna che ha re-inventato la figura della donna moderna calandola dentro le donne normali e reali di tutti i giorni che vivono e lavorano duramente. Pubblicati solo tre romanzi in Italia, nel mondo giapponese ha già scritto 15 romanzi ed è in continua produzione.







Biografia


Natsuo Kirino, nome d’arte per Mariko Hashioka, nacque nel 1951 a Kanazawa nella prefettura di Ishikawa, un’antica città giapponese, dove visse assieme ai suoi genitori e ai suoi due fratelli più piccoli di sei e cinque anni. Il padre architetto, fece trasferire la famiglia in varie città fino a che non si stabilirono a Tokyo quando Natsuo aveva 14 anni. A questa età dimostrò la sua abilità e la sua passione per lo scrivere che venivano dalla sua grande curiosità e capacità di osservazione.
Dopo che prese la laurea in legge, intraprese varie attività come il lavoro di editrice e di scrittrice per una rivista settimanale. A 24 Anni si sposò con il suo attuale marito e cominciò anche a scrivere in modo professionale. Sei anni dopo diede alla luce sua figlia; a 41 anni Natsuo fece il suo debutto nel mondo letterario con varie raccolte di storie intriganti nelle quali mostrò la sua particolare prospettiva del panorama giapponese moderno. Nel 1997 arrivò però il vero successo con il romanzo Out che fu anche tradotto in inglese e in italiano con il titolo di Le Quattro Casalinghe di Tokyo e per il quale vinse vari premi come il 51esimo premio Mystery Writers of Japan. L’anno dopo uscì Morbide Guance, pubblicato anche in Italia, che vinse il premio Naoki nel 1999. Tre anni dopo Out divenne un film diretto da Hirayama Hideyuki che ricevette buone recensioni e un discreto successo. Nel 2004 OUT fu candidato per il premio 2004 MWA Edgar Allan Poe Award in the Best Novel Category e la fece così diventare la prima scrittrice giapponese nominata per questo prestigioso premio. Oggigiorno i suoi libri sono pubblicati e tradotti in molte parti del mondo e pare che la New Line Cinema abbia comprato i diritti del libro per girare un film che sarà diretto da Hideo Nakata famoso regista di Ringu e Ringu 2.



Le Figure Femminili


Nei libri della Kirino sono le figure femminili a prevalere su tutto e tutti nei modi più disparati.
In Le Quattro Casalinghe di Tokyo le protagoniste sono quattro donne stanche dei proprio mariti ubriachi e mai presenti, stanche dei proprio figli che le maltrattano e stanche di un lavoro che non le gratifica e per il quale non sono ringraziate dai propri familiari. Ognuna di loro vive una situazione domestica diversa però vorrebbero tutte avere una rivincita o una vendetta. Sulle spalle di queste donne gravano anche responsabilità enormi come il bilancio familiare da far quadrare e per il quale lavorano in una fabbrica notturna per pochi yen. Una di queste donne però non riesce più a reggere il ritmo: il marito la picchia e spende in alcool e scommesse i proprio averi, così decide di ucciderlo strozzandolo con una cintura. Questo atto non è importante in se ma è importante la situazione normale e familiare che ha portato la donna a compierlo. Le Giapponesi infatti vivono una vita normale e pacata nella quale però non esistono perché nel momento in cui si sposano esse si annullano diventando semplicemente la compagna del proprio marito e non una persona a se stante. Vivono nell’ombra del marito che è indifferente alle vicende della propria compagna e della vita familiare.
In Morbide Guance, invece, la protagonista è Kasumo una donna dalla vita tranquilla con una marito due figlie e un amante. Quando perde la prima figlia qualcosa cambia e crolla in lei e così decide di lasciare il marito e l’altra figlia per compiere un viaggio alla ricerca di se stessa che però la sconfiggerà perché, secondo l’autrice, è difficile vivere in una società che non ti comprende. Kurumo rappresenta la donna alla quale è stato portato via un figlio che è una forma di tesoro dell’anima, ma che non riesce a reagire positivamente poiché la società non le viene in contro ma la discrimina.
In Grotesque c’è un altro tipo di donna ancora, l’emancipata che però vuole fuggire dal mondo. Le protagoniste infatti sono due sorelle laureate nelle migliori scuole di Tokyo che però decidono di prostituirsi. Questo gesto è una forma di auto-esclusione dalla società che le porta alla liberazione da ogni responsabilità sia familiare che sociale.
Le donne descritte dalla Kirino, seppure diverse tra loro, hanno un punto in comune: sono stanche della società, dei propri mariti e della gente: vorrebbero scappare via o comunque annullarsi per non dover prendere alcuna decisione.



Società


La società giapponese nei libri di Natsuo è in crisi, una crisi profonda e dalla quale bisogna che il paese si risollevi. Il Giappone si sta popolarizzando e si sta andando a creare una disparità tra ricchi e poveri non indifferente che va quindi a fare crescere l’esclusione sociale. Le prima vittime di questa situazione sono le donne che già sono oppresse da una società conformista dominata non più dall’amore ma dal sesso. L’uomo è disinteressato completamente alle faccende e alle fatiche della donna, così come i figli. Le famiglie infatti, nei suoi libri, sono oramai disgregate: la donna non conta nulla, gli uomini vivono alienati nel lavoro e i figli sono indifferenti a tutto e tutti. L’unico modo che ha la donna per riscattarsi è quello di vendere il proprio corpo, come in Grotesque, o di assassinare il proprio compagno per liberarsi dal peso della sua presenza. La Kirino quindi non ha peli sulla lingua e quando scrive della società non fa altro che criticare e dire che le cose dovrebbero cambiare soprattutto per le donne che sono l’ultimo anello della catena.

Il crimine è una crepa, un vuoto di moralità e valori che permette di illuminare, come in un flash, gli aspetti profondi della realtà. In "Out", ad esempio, le quattro donne protagoniste mostrano l' esistenza nel Giappone contemporaneo di classe sociali abbastanza rigide. E come alle donne vengano riservati i lavori peggiori e meno retribuiti: sono pagate molto meno dei mariti e degli stessi figli. Discriminazioni esplose a causa della crisi economica degli ultimi 10 anni. Dal 1989 al 1991 i casi di assassini perpetrati da donne in Giappone furono sette. Negli ultimi tre, 30...
Intervista dell’agosto 2003


Amicizia
In questo quadro disastroso che spesso troviamo nei suoi libri, trova però spazio un elemento importante e rassicurante: l’amicizia. Infatti Natsuo descrive di solito le amicizie che si vanno a creare tra le protagoniste e grazie alle quali queste donne riescono ad andare avanti. Nelle Quattro Casalinghe di Tokyo le quattro amiche decidono di far sparire il corpo del marito di una di queste tutte assieme e collaborano ognuna a modo suo e secondo le sue capacità.





Impatto Sociale


Non si può dire che i libri della Kirino non abbiamo un qualche impatto sociale; dopo l’uscita delle Quattro Casalinghe di Tokyo infatti molti uomini si resero conto della situazione femminile moderna, altri invece criticarono molto il libro e l’autrice, ma il dato più importante è che gli omicidi commessi dalla donne sono aumentati: il romanzo quindi ha portato a galla insoddisfazioni latenti o problemi che erano sempre stati nascosti o di cui non si poteva parlare.

Arrivò al posteggio prima dell'ora stabilita.
Scesa dall'auto fu avvolta dall'umida, fitta oscurità di luglio. Era forse il caldo afoso a farle apparire ancora più cupe quelle tenebre.
Masako Katori si sentì soffocare e levò lo sguardo al cielo senza stelle. La pelle, che in auto si era mantenuta fresca e asciutta grazie al climatizzatore, divenne subito sudata e appiccicosa.
Un odore di olio fritto, proveniente dallo stabilimento di pasti precotti in cui tra poco avrebbe iniziato il suo turno di notte, si mescolava quasi indistintamente alle folate di gas di scarico che giungevano dalla Shin-Oume-Highway.
«Voglio tornare».
Queste parole le affiorarono alla mente non appena l'odore raggiunse il suo naso. Non sapeva come le fosse venuta in testa quell'idea, né dove voleva tornare. Ovviamente non nella casa da cui era appena uscita. Perché non voleva tornare a casa? E dove avrebbe voluto andare? La sensazione di avere smarrito la strada irritò Masako.
Nelle lunghe ore tra la mezzanotte e le cinque e mezzo del mattino avrebbe dovuto riempire di cibo le scatole che le sarebbero passate davanti sul nastro trasportatore, senza un attimo di pausa. La paga oraria era alta, per essere un'attività a part-time, ma il lavoro era faticoso, poiché la costringeva a rimanere in piedi. Non si sentiva per niente in forma: non era la prima volta che, al pensiero della sfacchinata che l'aspettava, veniva assalita dai crampi. Tuttavia quella notte provava una sensazione diversa, indefinibile.
Si accese una sigaretta, e per la prima volta le venne in mente che lo faceva per coprire l'odore dello stabilimento. L'edificio sorgeva solitario alla fine della strada che costeggiava il muro grigio di una gigantesca officina meccanica, nel cuore di Musashi-Murayama. Intorno non vi erano che campi polverosi e piccole autofficine, disseminate in un territorio piatto su cui dominava un cielo immenso. Il parcheggio si trovava a tre minuti a piedi dalla fabbrica, oltre l'area desolata dello stabilimento.
Per costruirlo si erano limitati a spianare un ampio terreno e a segnare provvisoriamente i posti per le auto con strisce di plastica, ricoperte a tratti di polvere e sabbia e poco visibili. I furgoncini e le utilitarie degli operai erano posteggiati alla rinfusa.
Era praticamente impossibile accorgersi se qualcuno era laggiù in agguato, nascosto nell'ombra dei cespugli o delle auto. Quest'idea rendeva il luogo ancora più inquietante. Masako si guardò intorno con circospezione e chiuse a chiave la macchina.
Udì uno stridio di gomme e la luce gialla dei fari illuminò per un attimo i cespugli. Una Golf cabriolet verde con la capote sollevata entrò nel parcheggio e si avvicinò. La faccia pienotta di Kuniko Jonouchi accennò un inchino.

Estratto da “Le Quattro Casalinghe di Tokyo”


Nome D’arte


Natsuo Kirino è il nome d’arte per Mariko Hashioka e in Giapponese è un nome maschile. L’autrice ha infatti spiegato che ha voluto usare questo nome perché se avesse tenuto il proprio nome l’avrebbero relegata al campo della letteratura femminile quando invece lei non scrive libri inquadrati in un genere preciso e soprattutto perché a lei non piace essere rilegata in nessun tipo di definizione.

Intervista del 2003

Lei è finalmente approdata anche in Italia con uno dei suoi lavori più choccanti, "Out", pubblicato di recente dalla casa editrice "Neri Pozza" con il titolo, un pò di maniera, "Le quattro casalinghe di Tokyo". Come è di maniera l'immagine di donna in kimono sulla copertina. In stridente contrasto con la vicenda narrata di quattro donne, operaie nel turno notturno di una fabbrica di cibi pronti, che cercano di fuoriuscire da una vita segnata dal nulla ripetitivo degli obblighi familiari e del duro lavoro sottopagato. E lo fanno diventando tutte complici, con un senso iniziale di gratificazione, dell'assassinio del marito commesso da una di loro.

Uno dei punti di partenza dei miei romanzi è la consapevolezza che nascere e vivere da donna nella società giapponese è una cosa estremamente difficile. Perchè la donna in Giappone non è mai se stessa, ma sempre qualcosa d'altro, il riflesso di quello che vogliono, desiderano o sognano gli uomini. Benchè siano educate a scuola a credere di potersi comportare da uguali in piena libertà e avanzare nella società e nei posti di lavoro come gli uomini, le donne, appena si sposano, si rendono conto che tutto questo non è vero. E allora scattano meccanismi che possono portarle a commettere atti estremi, "fuori" (out) dalle norme e consuetudini.

Quali sono i suoi modelli letterari o i suoi scrittori preferiti?

Confesso di non avere particolari modelli letterari o scrittori preferiti giapponesi e stranieri, anche se leggo, ovviamente, molto.

Lei è maestra nell'unire alla suspence dei più intriganti romanzi polizieschi una penetrante analisi psicologica e sociale dei suoi personaggi, che sfuggono, praticamente tutti, ai canoni del romanzo moderno, fondato su protagonisti coerenti e logici.

Il noto critico letterario Daisuke Hashimoto ha scritto di recente che sono l'unica vera voce innovativa nella nostra letteratura degli ultimi 20 anni. Dice che ho reinventato la figura letteraria della donna giapponese calandola dentro le donne reali che vivono e lavorano. Forse ha un pò esagerato, ma c'è qualcosa di vero...

Un giudizio che sorprende solo quanti ancora non hanno letto le sue opere, attratti da altre voci di grande successo in Occidente, e anche in Italia, come Banana Yoshimoto e Haruki Murakami... Cos'è per lei il "crimine"?

Il crimine è una crepa, un vuoto di moralità e valori che permette di illuminare, come in un flash, gli aspetti profondi della realtà. In "Out", ad esempio, le quattro donne protagoniste mostrano l' esistenza nel Giappone contemporaneo di classe sociali abbastanza rigide. E come alle donne vengano riservati i lavori peggiori e meno retribuiti: sono pagate molto meno dei mariti e degli stessi figli. Discriminazioni esplose a causa della crisi economica degli ultimi 10 anni. Dal 1989 al 1991 i casi di assassini perpetrati da donne in Giappone furono sette. Negli ultimi tre, 30...

Intanto la sua attività non conosce soste. Il suo ultimo romanzo, appena uscito in Giappone, dal titolo "Grottesco", affronta la storia, veramente accaduta, di una nubile dalla doppia vita: di giorno donna in carriera in una prestigiosa società di consulenza economica, di notte prostituta per libera scelta. Uccisa strangolata all'età di 39 anni, da un cliente notturno, un giovane clandestino cinese, piombato dalla miseria della Cina contadina ai falsi sogni di ricchezza e guadagni facili del mondo supersviluppato...

E' il tema universale dell'eterna lotta tra individuo e società, che semina vittime tra chi non riesce a comporre e superare la contraddizione.

Fonte Originale

Bibliografia Italiana


Le Quattro Casalinghe di Tokyo (2003) (Out, 1997)




La pazienza di Yaoyoi, della dolce e graziosa Yaoyoi, si è rotta oggi improvvisamente come un filo. Nell’ingresso di casa, davanti alla faccia insopportabilmente insolente di Kenji, il marito che ha dilapidato tutti i suoi risparmi, Yaoyoi si è tolta la cinghia dei pantaloni e l’ha stretta intorno al collo del disgraziato. Kenji ha tentato di afferrare la cintura, ma non ne ha avuto il tempo. La cinghia gli è penetrata subito nella carne. È stato buffo vedere come il collo di Kenji si sia piegato all’indietro e le mani abbiano cominciato ad annaspare disperatamente nell’aria. Sì, buffo, veramente buffo, poiché un uomo così, un infelice che beve e gioca, non si cura dei figli, è attratto da donne impossibili e picchia la moglie, non meritava certo di vivere! Le gambe abbandonate storte sul pavimento di cemento dell’ingresso, accasciato sulla soglia, la testa tutta girata, Kenji, a un certo punto, non si è mosso più. Yaoyoi gli ha messo allora una mano sul collo per sentire le pulsazioni. Niente. Sul davanti dei pantaloni ha visto una macchia bagnata. E ha riso, stupefatta della forza furiosa, della crudeltà di cui era stata capace. Ha riso anche quando Masako e Yoshie, le fedeli amiche, l’hanno aiutata trasportando il cadavere a casa di Masako, tagliandolo a pezzetti e gettando poi i resti in vari bidoni d’immondizia. Straordinario thriller che ha per protagoniste quattro amiche (la dolce e graziosa Yayoi, l’ intelligente e coraggiosa Masako, Yoshie, la madre angariata da una figlia capricciosa e da una suocera invalida, Kuniko, la trentenne derubata dal marito e minacciata da un usuraio) che si conoscono in una puzzolente fabbrica di cibi precotti e che scoprono insieme il gusto della rivolta e il fascino e il business del crimine, Le quattro casalinghe di Tokyo, come accade spesso nei buoni romanzi polizieschi, illumina ciò che accade in un mondo in cui la tradizione si rompe come la pazienza di Yaoyoi: improvvisamente come un filo .

Morbide Guance(2004) (Yawarakana hoho, 1999)




Kasumi è tornata nell'Hokkaido, la sua terra natale, l'isola più a nord dell'arcipelago giapponese, da dove un giorno, ragazza, è scappata via per cercare un'altra vita a Tokyo. È tornata perché così ha voluto Ishiyama, il suo amante, che ha comprato una casa nell'Hokkaido per farne il loro rifugio segreto. Una decisione folle, cui ne è seguita un'altra ancora più assurda: inaugurare la casa tutti insieme per non dare nell'occhio, Ishiyama con sua moglie Noriko, e lei in compagnia di Michihiro, suo marito, e delle sue adorate bambine, Rika e Yuka. Così, ieri sera, in cucina, gli occhi di Kasumi hanno incrociato per un istante quelli di Noriko, e Noriko, con uno sguardo non di collera o di odio ma di semplice disprezzo, ha avuto per la prima volta il coraggio di dire: «Kasumi, la faccia finita». E Kasumi ha desiderato davvero di farla finita, di abbandonare tutto, marito, figlie, il lavoro, la casa di Tokyo, e di andare a vivere con Ishiyama. Alle due di notte, mentre Michihiro dormiva ignaro con la bocca aperta, ha raggiunto la piccola stanza di fianco all'ingresso, dove l'aspettava Ishiyama. Nell'oscurità ha percepito l'odore del suo corpo, si è tolta i vestiti, si è sdraiata sul materasso freddo e, palpando il corpo pieno dell'amante, ha sentito che la catastrofe era prossima. Ora, eccola, puntuale, la catastrofe: Kasumi si è appena svegliata con addosso ancora l'odore di Ishiyama e Michihiro, sconvolto, le sta dicendo che Yuka è scomparsa, svanita nel nulla, sparita nel bosco intorno alla casa. Kasumi non avverte collera, solo un'immensa, incontenibile tristezza. Sa che la sua deriva è cominciata. Romanzo che, con abilità quasi chirurgica, penetra nell'animo di una donna per afferrarne il sentimento della colpa e dell'espiazione, la natura del desiderio e dell'amore, la percezione della vita e della morte, Morbide guance ci restituisce tutto lo straordinario talento di Natsuo Kirino. Illuminando la crepa, il vuoto di moralità di un'esistenza, Natsuo Kirino porta alla luce, come in un flash, tutta la verità nascosta della società giapponese contemporanea, confermandosi come «l'unica vera voce innovativa della letteratura giapponese degli ultimi venti anni» (Daisuke Hashimoto).

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Grotesque(2008) (Gurotesuku , 2003)




Due prostitute di Tokyo, Yuriko e Kazue, sono state uccise in modo feroce, e la loro morte ha lasciato una serie di domande senza risposta, un mistero che va oltre la necessità di scoprire il loro assassino. Chi erano queste due giovani donne, quali eventi hanno condotto la loro vita verso un esito cosí tremendo, dove si annida l’enigma di una perdizione che nulla sembra poter arrestare… La sorella maggiore di Yuriko racconta parte della storia tornando indietro nel tempo, quando le due ragazze uccise erano studentesse di una scuola prestigiosa dominata da una rigida gerarchia sociale. Una è figlia di madre giapponese e di padre svizzero, dotata di una bellezza quasi sovrannaturale che le rende tutto facile, l’altra deve invece lottare per ogni risultato, forte di una caparbia determinazione, mai del tutto consapevole della propria costante impopolarità. Nel corso degli anni le loro esistenze si scontrano con le convenzioni sociali, perché entrambe scoprono che per essere davvero libere dovranno trasformarsi in donne «grottesche», mostri di perversione ed eccessi, di irriducibile quanto tragica volontà di indipendenza. Entrambe, per motivi diversi, sceglieranno di diventare prostitute, fino a ricongiungersi in una morte drammatica e inaspettata. Al loro destino si accosta quello di un contadino cinese immigrato in Giappone, cresciuto con la famiglia in condizioni di estrema povertà, che viene accusato degli omicidi. Ammetterà di aver commesso il primo, di aver ucciso la bellissima Yuriko, ma non è stato l’artefice del secondo, seppure le due violenze siano cosí simili, le coincidenze cosí schiaccianti…

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Premi


1993 Rain Falling on My Face 39th Edogawa Ranpo Award
1998 Le Quattro Casalinghe di Tokyo 51st Mystery Writers of Japan Award
1999 Morbide Guance 121st Naoki Award
2003 Grotesque 31st Izumi Kyoka Literary Award
2004 Le Quattro Casalinghe di Tokyo Nominato per 2004 MWA Edgar Allen Poe Award Nella Categoria miglior romanzo
2004 Zangyakuki 17th Shibata Renzaburo Award
2005 Tamamoe! 5th fujinkoron Literary Award


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