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recensioni
Coperdina di Shalom - mink
Shalom
Album pubblicato il 28 Febbraio 2007

Terzo album per mink, preceduto da tre singoli di discreto successo, si è piazzato alla 12ma posizione e ha venduto oltre 30000 copie. Sostanzialmente sorretto da ballate che spaziano in vari generi, è un bel vademecum per poter godere appieno delle dorti vocali della cantante.
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di kikkokat
Pubblicata il 11 Luglio 2010
mink - Shalom

Il terzo album della coreana mink è chiamato "Shalom", che significa "pace" nella lingua ebraica. Un titolo azzeccato dato il contenuto del disco, che ci offremolte ballate eleganti impreziosite dalla fantastica voce della cantante. Questo lavoro è stato anticipato da ben 3 singoli. Il maxi singolo "4 Love" (che contiene ben 3 tracce che poi appariranno nell'album), "Hold on to a dream" e la bellissima "Innocent Blue ~Chi hate umi tsukiru made~". I suddetti singoli hanno venduto abbastanza bene nel complesso. "4 Love" ha debuttato alla posizione numero 20 della Oricon Weekly Charts vendendo un totale di 20.000 copie, "Hold on to a dream" invece ha raggiunto solo la posizione numero 40 mentre il terzo singolo è arrivato fino alla 38, stando in classifica per 7 settimane e facendo sì che diventasse il secondo singolo di maggior successo di vendite per quanto concerne la carriera di mink. L'album ha venduto bene, quasi 32.000 copie raggiungendo la posizione n.12 (purtroppo ha mancato di poco la Top 10). In questo lavoro si alternano questi singoli, b-sides di precedenti uscite, qualche inedito e due canzoni tratte dai suoi precedenti album, mi riferisco a "Omajinai" e a "Rescue me ~kimi ga ita kara~".

"Shalom" si apre con il secondo singolo, "Hold on to a dream", una ballata eterea dove la voce di mink sembra quasi rauca, il che le dona un effetto molto suadente. Le strofe sono leggermente noiose, l'interesse arriva con il pre-refrain e con il ritornello vero e proprio. Gli strumenti usati sono soffusi, si tratta più che altro di sintetizzatori, tastiere e pianoforte. Sicuramente ha fatto ballate più ricche e corpose, musicalmente parlando, ma comunque "Hold on to a dream" non passa inosservata, anche perché dal secondo ritornello in poi il brano spicca il volo, la voce di mink si fa più grintosa e il climax aumenta costantemente come nelle classiche canzoni d'amore. Anche la musica si fa più intensa, con percussioni maggiormente accentuate e un ritmo meno noioso. La seconda traccia è "Eternal Love", brano già conosciuto per essere stato inserito nel maxi single "4 Love". La suddetta è sicuramente più interessante della traccia precedente, poiché è più ritmata nonostante non ci allontaniamo poi di molto dal territorio delle ballate. Stavolta il brano si apre con un'atmosfera misteriosa che poi si distende subito con delle confortanti melodie di chitarre acustiche. E' proprio la chitarra a tenerci compagnia, più di qualsiasi altro strumento. Anche le percussioni fanno il proprio lavoro, accostandosi alle chitarre. Nel bridge c'è un assolo di chitarra flamenco accompagnata a dei cori molti d'effetto. Il "bridge" continua poi con una parte cantata che offre un climax per il ritornello, ora più forte che mai. La voce di mink prende il volo e ci avvolge in un'atmosfera sognante. Si prosegue con "if (new mix)" , già conosciuta ai fans più incalliti della coreana perché contenuta originariamente nel singolo "beautiful/One Suitcase". La canzone è un'altra ballata, stavolta più nostalgica delle precedenti (bene o male "Eternal Love" era comunque una ballata up-tempo). La voce di mink ha qualcosa di struggente, è impossibile non notare le 1000 sfumature di voce che questa abile cantante ha a disposizione. Gli strumenti che si sentono, vanno anche loro a finire nel filone dei lenti, ovvero pianoforte e archi. All'inizio (e poi proprio verso la fine del pezzo) si sentono anche degli accordi di chitarra acustica. Anche in questo ennesimo frangente, c'è un forte distacco tra qualità delle strofe e qualità del ritornello. Le prime infatti sono un po' anonime, mentre il refrain è molto personale e toccante. All'inizio questo brano non mi aveva convinto molto, ma l'ho rivalutato leggermente con il tempo, forse per via dell'interpretazione molto sentita da parte di mink. Poi è il turno di quella che è per me, la miglior canzone della discografia della cantante. Mi sto riferendo a "Innocent Blue ~chi hate umi tsukiru made~", una ballata molto espressiva e profonda. La voce della cantante, quasi sussurrata, ci apre ad un mondo fascinoso e quasi arcano. Si infila poi una gradevole melodia di chitarra acustica, e subito prima del ritornello, si può udire anche il pianoforte. Il refrain è qualcosa che colpisce subito, sebbene (nel primo caso) sia cantato senza alcun climax e quindi l'atmosfera rimane tranquillissima, ma non per questo noiosa. Soffici percussioni ci vengono incontro con la seconda strofa. Stavolta è giusto puntualizzare che le strofe sono allo stesso livello del ritornello, ovvero magnifiche. Con il secondo refrain già ci sentiamo catapultati in un mondo fatto di sogni, di angeli....non esagero ma questa canzone in un certo modo mi fa pensare al paradiso o comunque ad un posto purissimo ed incantevole. Con il bridge il climax si eleva e praticamente il brano mette quasi i brividi, seppur restando energico e molto espressivo. Questo brano è una canzone da 10 e lode, che come singolo, avrebbe meritato un successo strepitoso, almeno per quanto mi riguarda. Il brano successivo, "Omajinai", è quell'incantevole pezzo di cui vi avevo parlato nella recensione del primo album omonimo di mink. Brevemente, posso dirvi che è una traccia strutturato in maniera suprema, con questi strumenti tipici della cultura giapponese, o comunque in generale della musica tradizionale asiatica. Mi ricorda per certi versi "SAKURA Drops" di Hikaru Utada e "Ashika e no sanka" di alan. Per maggior informazioni, andate a leggere la review del disco di debutto di mink. E' dopo la volta di "Moonburn", pezzo completamente cantato in inglese. Finalmente dopo tante ballate (alcune di buona produzione, altre un po' prevedibili), ci troviamo davanti un pezzo che sembra uscito fuori da un pub americano. Tanto per intenderci, mi ricorda qualcosa di Amy Winehouse o Duffy. La musica sembra quella di un film giallo, molto sensuale e azzeccata. mink comincia ad esplorare altri generi, in questo caso il blues accoppiato ad un pop orecchiabile. Un pezzo che per la sua originalità non passa di certo inosservato. L'accostamento musicale è quasi tutto di percussioni alternate ai synths. Quell'effetto da spie tipo 007 è veramente geniale! Si prosegue con "Sekai de ichiban kirei na basho", una ballata soft rock. Il basso e una melodia di pianoforte aprono la canzone, regalandoci un ritmo per ora quasi inedito per la coreana (il basso infatti viene usato poco di solito nei suoi pezzi). Le percussioni si insinuano con grazia nelle strofe, che comunque rimangono (nuovamente) ad un livello inferiore rispetto al ritornello, che invece funziona molto bene ed è molto d'effetto. Come nel caso di "if..." ho dovuto ascoltare il pezzo diverse volte, perché trovavo strano che le strofe e i ritornelli fossero cosi' distaccati, poco elaborate le strofe mentre i refrain sempre ben curati e al servizio della voce di mink. Questa canzone pero' esplora il lato rock della cantante, e quindi ha tutta la mia ammirazione. La ragazza mi stupisce per l'ennesima volta! Chitarre elettriche, basso e percussioni si intrecciano verso la metà del brano, regalandoci una dimensione da live stage. Successivamente è la volta di "Rescue me ~kimi ga ita kara~" di cui vi ho già parlato nella recensione del secondo album, "e+motion". Per fortuna sono solo 2 i pezzi già editi in altri album. La nona traccia è "Secret Garden", una canzone uptempo che mette il buonumore. Synths e schitarrate acustiche si uniscono in un bel tripudio di percussioni, che scandiscono tutto il pezzo, molto veloce (almeno a dispetto degli altri). Il ritornello funziona assai bene, ma anche le strofe hanno una loro logica e non stonano con il brano in sé. Nel bridge la chitarra flamenco mette ancora più energia, rendendo il pezzo sicuramente uno dei più ilari di tutto l'album. Ci inoltriamo poi in "Let's start from here (Japanese version)", dove percussioni e chitarre acustiche ci accompagnano in un ambiente rassicurante e dolce. I versi sono ben fatti e si uniscono come puzzle al ritornello, molto orecchiabile. La traccia mi piace paragonarla a "Eternal Love", una ballata si, però leggermente uptempo, senza momenti di noia o atmosfere troppo struggenti. La voce di mink è molto avvolgente e avvenente. Un'altra bella ballata che non ha nulla a spartire con "Like There Is No Tomorrow". Non che quest'ultima sia un brutto pezzo, ma risentiamo un'altra traccia dolce, stavolta downtempo. Il brano si apre con dei cori a cui fanno eco delle note tristi di pianoforte. Anche in questo caso i versi cozzano un po' con il ritornello, molto orecchiabile e ben strutturato, a differenza delle strofe, leggermente troppo comuni e scialbe. La canzone poi esplode verso la metà con il bridge e successivamente con il climax, che rafforza la voce di mink e fa diventare l'atmosfera più commovente e di forte impatto. Sempre nel bridge, si affacciano timidamente gli archi, per ora assenti per tutta la durata del pezzo. Poi è la volta di "Here by my side (Japanese version)", un ennesima ballata (lo so, in questo album ci sono troppe ballate... ma mink comunque credo sia molto brava e portata per interpretarle). Il pezzo comincia con una melodia che sembra quella di un dolce carillon. Poi si insinua la voce della cantante, molto calma e ferma. Un'atmosfera di tristezza pervade la melodia già dall'inizio, e andando avanti con l'ascolto del pezzo la mia teoria risulta azzeccata. Di per sé il brano in questione non è brutta canzone, anzi.... Rimane comunque un pezzo orecchiabile, nonostante sia una ballata forse ancora più triste della precedente "Like There Is No Tomorrow"!. Ma magari qualche pezzo come "Moonburn" o "Secret Garden" sarebbe stato più gradito, per cambiare un po' il mood di questo album, fin troppo triste. La penultima traccia è "BLESSING OF LOVE", già conosciuta per essere la b-side di "Innocent Blue ~chi hate umi tsukiru made~". Anche in questo caso ci troviamo davanti ad una canzone d'amore, ma stavolta (e per fortuna) piu' uptempo. L'atmosfera è molto onirica ed eterea, con una melodia di pianoforte che si ripete continuamente, e qualche percussione qua e là. Il refrain è molto orecchiabile, rimane in testa già al primo ascolto (gran parte del lavoro la fa comunque la voce di mink, qui più in forma che mai). Dalla seconda strofa in poi, le percussioni sono più accentuate e regalano un ambiente più disteso e meno nostalgico. "BLESSING OF LOVE" è un ottimo pezzo, sprecato per essere solo un b-side e infatti mi ha fatto piacere ritrovarlo anche nell'album. La perfomance vocale di mink è qualcosa che va al di là dello straordinario, un'ennesima prova di quanto sia preparata questa ragazza. Con il bridge si sentono anche gli archi, e il climax che poi sfocia in un meraviglioso refrain ricco di passione. L'album si chiude con "Here by my side (83key remix)" , un remix appunto molto inutile di un brano che abbiamo ascoltato poco fa. Per fortuna non è uno di quei rifacimenti lunghi 7 o 8 minuti, qui alla fine ci ritroviamo un cut di 4 minuti, il che è digeribile. Il remix è molto trance, ben fatto per carità, ma non ne vedo l'utilità in un album fatto soprattutto da ballate... Rovina un po' l'atmosfera finale di "Shalom".

Il booklet del disco per la prima volta ci regala delle foto della bella mink, che prima preferiva nascondersi dietro a illustrazioni. In questo caso la cover è molto graziosa, ma sono contento di vedere la faccia della cantante quando sfoglio le pagine, insieme ai testi e ai credits. Il disco è uscito anche in un edizione CD+DVD, contenente un DVD molto succoso. Racchiude infatti vari PV, per lo specifico i video di "Omajinai", di "Glory of Life", di "beautiful". E poi quelli di "Rescue Me ~kimi ga ita kara~", di "Eternal Love", di "Hold on to a dream" e infine di "Innocent Blue ~ chi hate umi tsukiru made ~mink version” (ovvero senza le immagini del film "Aoki Ookami", film sulle gesta di Genghis Khan. Ma non è tutto! Il DVD contiene anche una versione live di "Inori", canzone a me sconosciuta e il dietro le quinte della realizzazione del disco, girato tra Parigi, Miami, Hong Kong e Shanghai. E' un peccato non aver avuto il privilegio di visionare questo disco.... Ma il prezzo era a mio avviso un po' eccessivo.

"Shalom" è un album che contiene pezzi molto validi, come ad esempio " Innocent Blue ~chi hate umi tsukiru made~", "Moonburn" e "Eternal Love". Ma mink questa volta sperimenta poco, le ballate predominano su quasi tutto. Per fortuna alcune di esse giocano con altri generi musicali e non risultano banali, eppure nonostante tutte queste canzoni d'amore, alla fine non ho trovato neanche un pezzo che non mi piace (remix finale a parte). Quindi un ottimo lavoro per quanto riguarda la discografia di mink, sicuramente migliore rispetto al precedente album "e+motion". Speriamo che la ragazza torni presto ad incidere altri album, per vedere quale direzione prenderà, musicalmente parlando.

Qualità complessiva delle tracce: 8.5
Musica: 9
Voce: 10
Copertina: 9
Booklet: 7.5
Contenuti DVD: 10
9
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12⁄09⁄2010
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